Il Gazzettino

Sabato 30 Giugno 2012

 

Elettrodotto, la Cgil dà il via libera a Terna

Belci: ”Ci sembra che i benefici superino i disagi, ma la Danieli si deve impegnare a non ridurre il personale e investire in regione”
“Crediamo che a questo punto sia necessario stringere i tempi di realizzazione”

Un impegno per parte. Uno se lo assume la Cgil, che sfida l'anima ambientalista sua (e degli altri sindacati, che evitano di prendere posizione) per dire sì all'elettrodotto Redipuglia Udine-Ovest: «Dal punto di vista dell'impatto ambientale ci sembra che nel progetto di Terna i benefici superino i disagi», dichiara il segretario regionale Franco Belci.

Ma a fronte di quest'impegno, Belci ne rivendica un altro altrettanto esplicito sull'occupazione da parte di Danieli Spa, il gruppo che più degli altri insiste per la nuova linea ad alta tensione, condizionando alla realizzazione dell'opera gli investimenti sull'Abs di Cargnacco e quindi anche le prospettive per i mille dipendenti di quell'azienda. Preoccupati anche loro, come il sindacato, delle possibili delocalizzazioni di un gruppo che era già vicinissimo a realizzare in Serbia il raddoppio dell'acciaieria e che recentemente ha acquisito in Croazia un impianto da 500mila tonnellate l'anno, la metà di Cargnacco.

«Comprendiamo i disagi espressi dalle comunità toccate dalla nuova linea - spiega Belci - e speriamo possano trovare una risposta, per quanto possibile, nel progetto esecutivo. Ma crediamo che a questo punto sia indispensabile stringere i tempi di realizzazione dell'opera».

Esplicita la presa di posizione del segretario regionale, al cui fianco siedono anche il segretario provinciale Alessandro Forabosco e Maurizio Balzarini della Fiom Udine-Bassa friulana. Il chiarimento arriva due giorni dopo l'incontro tra la Giunta regionale, i sindacati e i vertici dell'Abs, finito con un nulla di fatto. Il messaggio è anche per Cisl e Uil, più fredde sull'elettrodotto, ma soprattutto per l'Abs, «che deve impegnarsi a non ridurre il personale e a investire in regione». Questo lo «scambio» proposto da Belci in vista dei futuri incontri con la Giunta regionale, alla quale la Cgil chiede inoltre di mettere piano al nuovo Piano energetico: «Quello attuale risale al 2007 ed è ampiamente superato dai fatti», spiega il segretario. Nell'ambito della legge istitutiva del nuovo Piano, per Belci dovrebbe trovare posto anche l'istituzione di una nuova authority regionale per la valutazione dell'impatto delle grandi opere. «Non penso a un organismo che appesantisca le procedure già previste dalla normativa nazionale, ma a un ente terzo, di competenza e imparzialità riconosciute, che possa fornire elementi obiettivi di giudizio sia alla Regione sia alle parti interessate».

 
 

IL FRONTE SINDACALE

Cisl e Uil chiedono garanzie ambientali: «Il progetto può essere modificato»

La posizione della Cgil diverge da Cisl e Uil su un punto fondamentale: quello relativo alla possibilità di adeguare il progetto di Terna, tenendo conto delle riserve espresse dai sindaci dei paesi interessati dalla presenza dei tralicci. In poche parole la possibilità di interramento della linea o, ed è la proposta che sta prendendo maggiormente piede, quella del potenziamento di quella già esistente.

Roberto Muradore (Cisl) parla di «una minestra preparata senza dirci gli ingredienti e adesso vorrebbero farcela mangiare. No grazie». Ferdinando Ceschia (Uil) ricorda l’opposizione del sindacato alle proposte dell’ ex assessore "illiano" Sonego riguardo al cementificio di Torviscosa: anche allora si disse che non c’erano possibilità. O così o la disoccupazione. Non è vero, le alternative ci sono, basta volerle».

 
 

IL PUNTO

In attesa delle carte da Trieste e Roma

La parola, dal punto di vista amministrativo, passa tra gli uffici della Regione e del Ministero per quanto riguarda l’iter del progetto, ma dietro l’angolo ci sono i sindaci per nulla convinti della mancanza di alternative al progetto Terna. Anche tra i partiti, sia di maggioranza che di opposizione, le differenze restano forti. La recente presa di posizione del neoeletto segretario regionale leghista, Matteo Piasente, favorevole all’interramento della linea, ha gettato benzina sul fuoco. Sulla stessa linea Udc, Idv, Sel e Rifondazione.

 
 

LE REAZIONI Critico il Comitato

«La sindrome di Stoccolma»

È un Tibaldi stupito quello che poi decide di replicare con un durissimo comunicato alle parole del segretario della Cgil. Il portavoce del Comitato per la Vita del Friuli Rurale, contrario all’elettrodotto e al progetto di Terna, non si aspettava questa presa di posizione. « La scorsa settimana- racconta- ci venne chiesto un incontro da parte di Belci e della Cgil udinese, durante il quale spiegammo le nostre perplessità sul progetto di Terna e le possibili alternative, tra le quali anche la più conveniente e rapida per la Danieli stessa, cioè il potenziamento dell’attuale rete. Ma chiedemmo anche di spingere per conoscere il reale fabbisogno energetico dell’Abs in modo di non cadere in un ricatto occupazionale senza dati certi».

«Invece Belci- continua Tibaldi- colpito dalla sindrome di Stoccolma, pur essendo stato informato di tutto da parte nostra, si è messo a patteggiare, senza nemmeno risposte certe. Anzi la Cgil si spoglia dei suoi panni per vestire quelli del giudice ambientale e dare via libera a... prescindere» Anche deluso Tibaldi: «Confidavo sul fatto che il sindacato era depositario di democrazia anche fuori dalla fabbrica, che tenesse alla salute, alla terra, al Friuli. Adesso capisco perchè al nostro incontro parlava sempre Belci e i sindacalisti friulani della Fiom tacevano e non mi guardavano».

 
 
Elettrodotto
archivio

altre risorse: