UdineEconomia

Maggio 2014

 

Etico è riformare ciò che non va

di Daniele Damele

Più d’uno parla di luce in fondo al tunnel della crisi economica. Ci prendono ancora una volta in giro? Forse no, nell’arco di tre-cinque anni, guardando ai corsi e ricorsi storici di vichiana memoria, con tutta probabilità ne verremo fuori veramente. Adesso si tratta di correre. Ognuno deve fare la sua parte. E se a determinare questa crisi è stata la mancanza di etica, specie nella finanza, oggi possiamo ben dire che molti imprenditori hanno evidenziato un forte senso etico, non licenziando, utilizzando risparmi, anche di famiglia, pur non di ricorrere agli ammortizzatori sociali.

E la politica? Anche da essa ci si attende uno scatto etico. Ciò che tutti chiedono alle istituzioni è fare le riforme e farlo velocemente. La politica non può più appellarsi ai propri riti anacronistici. Sembra quasi che la politica guardi al passato mentre l’economia ha la necessità di vivere tra presente e futuro analizzando continuamente il mercato e i prezzi. Nella recente campagna elettorale testé conclusasi molto si è parlato di euro. Non entro, ovviamente, nel merito di proposte politiche, ma guardo i dati: dal 2000 abbiamo perso oltre il 30% di competitività rispetto a Germania e Paesi del Nord. Non credo sia ipotizzabile uscire dall’Italia, ma se lo facesse la Germania per noi sarebbe un’autentica manna. Perché? Semplice: l’euro si svaluterebbe (tutte le altre monete lo hanno già fatto, salvo appunto il solo Euro) a 1.10 circa sul dollaro e i nostri prodotti ritornerebbero competitivi. Il Pil tornerebbe a crescere.

Come potremmo convincere i tedeschi a fare questo passo almeno per dieci anni? Garantendo di sistemare la finanza pubblica e facendo le riforme, attuando processi concreti all’insegna dell’etica. Se in questo ci alleassimo con la Francia forse tutto sarebbe più facile. Potremmo pensare così a rifare l’Europa. Fare le riforme è quello che ci serve. Quella del lavoro dovrebbe essere molto più flessibile e aggressiva. Poi si tratta d’investire per crescere e rilanciare il nuovo. Usciremo dalla crisi grazie all’innovazione. Navigando su siti specializzati e affidabili si può leggere di novità in arrivo nei prossimi tre-cinque anni di grande spessore e livello, capaci, ancora una volta, di cambiarci la vita.

Sarà l’innovazione a farci uscire dalla crisi, per farlo occorre, come accennato, fare le riforme senza continui rinvii, ma con decisione puntando all’efficienza dell’apparato pubblico. Va tagliato o accorpato ciò che non funziona e provoca passivo e valorizzati gli Enti in attivo che garantiscono servizi di livello e traino all’economia. Ecco perché riformare è etico, perché lo dobbiamo al futuro.

Daniele Damele
Daniele Damele
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