La Vita Cattolica

Venerdì 25 Aprile 2008

 

CISL, 30 MILA ISCRITTI. ROBERTO MURADORE ELETTO
NUOVO SEGRETARIO DI UDINE E DELLA BASSA FRIULANA

Fabbriche anziché supermercati

Per lo sviluppo del Friuli – sostiene il nuovo segretario della Cisl – non basta far crescere il terziario, occorre salvaguardare il manifatturiero. La Cisl, Illy e Tondo.

Roberto Muradore è il nuovo Segretario Generale della Cisl dell’Udinese e della Bassa Friulana. Sostituisce il 17 aprile Iris Morassi nominata ai vertici regionali del sindacato, guidato in Friuli-V.G. da Giovanni Fania.

Quanti tesserati ha la Cisl?

«Trentamila. E siamo in continuo aumento».

Merito della competizione con la Cgil?

«Nessuna competizione. Noi preferiamo il confronto di idee, anche se sappiamo mostrare i muscoli. Non siamo, insomma, i servi dei padroni. Da tempo facciamo insieme sintesi puntuali».

Lei da dove arriva?

«Ho 53 anni, sono cividalese. La mia storia sindacale è iniziata dopo gli studi e la maturità classica, nel ’76 alla Safau. Dall’83 sono impegnato nel sindacato a tempo pieno».

Riccardo Illy ha pagato l’attacco ai metalmeccanici per l’occupazione dell'autostrada?

«Illy ha sbagliato su quel punto. Ma è stato un bravo presidente. Anche se ha avuto un eccesso di dirigismo. E di illuminismo. Non si può governare a tavolino. La stessa concertazione con le parti sociali non può essere fatta tra pochi intimi. La Lega ha vinto perché ha saputo andare al mercato. Nessun’altro l’ha fatto».

Con Tondo farete gli antagonisti?

«No, perché? Ci confronteremo senza pregiudizi. Rivendicheremo la concertazione per tutti. Anche per gli industriali».

Il rapporto con le associazioni imprenditoriali è sembrato più virtuale che concreto.

«Abbiamo gestito insieme decine e decine di crisi aziendali. E le abbiamo gestite bene. È mancata, piuttosto, una condivisione più generale delle politiche per lo sviluppo».

E il rapporto con le istituzioni?

«Con la Regione ognuno ha trattato per conto proprio, sperando in rapporti privilegiati. Sbagliato. Scarso se non inesistente il rapporto con la Provincia ».

Ora il presidente è un leghista...

«La Provincia non può essere la Filologica. A Fontanini chiediamo di pensare ai temi dell’economia, dello sviluppo, ad una concertazione di ampio respiro, mettendo insieme tutte le risorse del territorio. Ciò che è mancato in questi anni. Il Friuli oggi non conta perché sul piano economico e sociale non è stato fatto contare. Ci auguriamo che Fontanini trovi il coraggio e l’entusiasmo di misurarsi con questa nuova prospettiva».

Il futuro dell’economia friulana è il terziario?

«Non diciamo sciocchezze. Il terziario rappresenta il 4% del Pil. Immettiamoci tutte le risorse che vogliamo, arriveremmo all’8%. E il resto? Senza manifatturiero non si va da nessuna parte. Non gli si crea un’alternativa con i centri commerciali, con i supermercati. E lo dice uno che ha lavorato in fabbrica e al quale le fabbriche non piacciono».

È vero che numerosi lavoratori non riescono ad arrivare alla quarta settimana del mese?

«È vero che il disagio rischia, in prospettiva, di aumentare. È anche vero, però, che tanti, troppi figli di pensionati si fanno i calici di birra da 12 euro l’uno».

In sostanza quali priorità vi ponete?

«Continueremo, come abbiamo fatto in questi ultimi anni, a cercare con coraggio e caparbietà soluzioni contro le crisi del nostro territorio, a volte sottovalutate. Vogliamo far contare di più il Friuli, dando senso concreto al fare sistema e squadra, ma anche rappresentanza e voce al territorio, promuovendo una progettualità condivisa da tutti i soggetti locali».

Progetti e proposte, questi, che costituiranno gli assi portanti della nuova segreteria, che, accanto a Muradore, vede il riconfermato Claudio Palmisciano, che seguirà il pubblico impiego e le politiche sociali, e Paolo Mason, che lascia la guida della Fim territoriale e che si occuperà dell’organizzazione e dei servizi della Cisl, oltre che del settore privato.

«Abbiamo riconosciuto alla Regione di avere promulgato leggi importanti sul lavoro, sull’impresa, sul sociale, sull’autonomia possibile, sul reddito di cittadinanza. Ma – ha dichiarato Iris Morassi lasciando la segreteria territoriale – non abbiamo lesinato, se necessario, le nostre critiche. Ad esempio abbiamo sempre ribadito la nostra contrarietà alle aperture selvagge dei centri commerciali previste dal testo unico del commercio. Questa legge, oltre a essere un regalo alla sottocultura consumistica, non aumenta nè il fatturato delle imprese nè l’occupazione. I dati lo dimostrano. Come abbiamo manifestato apertamente le nostre perplessità rispetto alla volontà di accorpare in unico gestore a livello regionale il settore ferroviario e quello su gomma».

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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