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Messaggero Veneto

Venerdì 08 Maggio 2015

 

Faber acquisisce Italricambi, difesi 95 posti di lavoro

L’azienda cividalese assorbe la fabbrica che aveva tre sedi
Calvario di due anni. La Fim: «Approdo che è una garanzia»

È arrivata la parola fine. Quasi non sembra vero, vista la tortuosità del percorso: si chiude, dopo due anni di calvario, la vicenda dell’Italricambi di Cividale, Flagogna di Forgaria e Gaiba, azienda a suo tempo leader nella produzione di pezzi di ricambio per macchine di movimento terra, ma caduta in disgrazia – per un’intricata serie di concause – nonostante l’alto numero di commesse.

Ieri mattina sono scaduti i termini della gara indetta per la cessione della fabbrica, ma l’unica offerta presentata era – a conferma di quanto anticipato dal sindacato nei mesi scorsi – quella di Faber industrie spa, una delle principali e più solide realtà della zona industriale della città ducale.

La proposta era stata formalizzata all’inizio di marzo (accompagnata da una caparra pari a 500 mila euro), ma si è dovuto attendere le tempistiche del caso: e ieri, appunto, la tormentata questione è giunta all’epilogo. Italricambi resta “in casa”, dunque, a fronte di un esborso – da parte di Faber – di 1.570.000 euro.

«L’aggiudicazione provvisoria – sottolinea Giorgio Spelat, segretario provinciale di Fim Cisl – sarà trasformata in definitiva dal tribunale di Udine nel giro di 3-4 giorni. Salutiamo, finalmente, lo sblocco di una situazione davvero difficile: la Fim ha fatto fino in fondo la sua parte, in questa storia travagliata, cercando soluzioni per i lavoratori e per il proseguo dell’attività aziendale».

Iter complicato, si diceva. «Italricambi spa – ricostruisce Spelat – era stata messa in liquidazione; il 22 maggio 2014 ne era stato dichiarato il fallimento. Nel frattempo, però, erano stati stipulati due distinti contratti di ramo d’affitto (con le società Early spa e Ir srl), revocati tuttavia dal giudice il 10 luglio dell’anno passato, con obbligo di restituzione immediata dell’industria. Scattò così, allora, la cassa integrazione straordinaria per l’intero personale, 95 dipendenti, la maggior parte dei quali (66) in forza allo stabilimento cividalese.

La Fim cercherà ora di raggiungere al più presto accordi sindacali che consentano il riavvio della produzione nel minor tempo possibile e di perseguire l’obiettivo della salvaguardia dei posti di lavoro: i dipendenti hanno subito troppe umiliazioni, nell’ultimo biennio, e meritano oggi certezze e serenità. Faber rappresenta una garanzia: sappiamo, per fortuna, di poterci confrontare con un’impresa in cui la proprietà è nota, certa. Nel recente passato di Italricambi è mancato proprio questo e siamo stati costretti a rapportarci con figure difficili da intercettare e con assetti che non si riusciva a capire».

«La conclusione è lieta. Si riparte – chiosa il sindacalista – nel segno e nel nome di un’azienda del nostro territorio».

Lucia Aviani

Giorgio Spelat
Giorgio Spelat
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