Messaggero Veneto

Giovedì 14 Giugno 2012

 

«Forti contraccolpi nel settore metalmeccanico»

«Negli ultimi due anni il comparto metalmeccanico, cuore della specializzazione produttiva del Friuli Venezia Giulia e della provincia di Udine, ha subito i maggiori contraccolpi della crisi, facendo proprio il triste primato che fu del settore legno-mobilio, già falcidiato», è il commento di Roberto Muradore, segretario generale della cisl dell’Udinese .

«In Regione, infatti, si è verificato un doloroso ridimensionamento della base produttiva metalmeccanica con un calo del 9,3% delle imprese in attività, contro un ridimensionamento del 6,6% dell’intero settore industriale e del 2,2% di tutta l’economia – continua Muradore –. L’epicentro di questo vero e proprio terremoto si trova nelle province di Udine e Pordenone e la sua origine è il calo dell’export nel 2007-2011: a prezzi correnti un meno 8,4% nella meccanica e un meno 8,7% nei prodotti in metallo, a valori costanti nella prima un meno 15,6% e nei secondi un meno 15,8%. Sempre in Regione nel 2007 i metalmeccanici posti in mobilità erano 1.079, nel 2009 erano saliti a 2.160 e nel 2011 addirittura 2.933: in pochi anni i mobilitati sono quasi triplicati – sono ancora le parole di Muradore –.

Come già troppe volte ribadito, urge una politica industriale di sistema (a 360 gradi) che incentivi e crei aggregazione tra imprese, ricerca e innovazione reali e non accademiche, meno burocrazia, infrastrutture, approvvigionamento energetico», conclude il sindacalista.

Roberto Muradore
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