Messaggero Veneto

Lunedì 17 Marzo 2014

 

Fvg, 16 anni di ritardi da colmare.

Comparto unico il protocollo sottoscritto tra regione, sindacati ed enti locali rientra nella categoria del giallo
di Fulvio Mattioni

Il mistero e il giallo del volo Malaysia Airlines Mh370 scomparso dura da meno di cento ore, quello del Comparto unico del pubblico impiego (Cupi) del Fvg continua da 16 anni. Quale dei due sarà svelato per primo? Senza dubbio alcuno quello di Cupi Fvg perchè il protocollo sottoscritto poche ore fa tra Regione, sindacati ed associazioni degli Enti locali rientra a pieno titolo nella categoria del giallo misteriosofico. Quale il fine del Comparto unico del pubblico impiego del Fvg istituito dall’articolo 127 della l.r.13/1998?

Ecco tre risposte possibili - una giusta e due sbagliate - tutte molto interessanti perché fornite dagli addetti ai lavori. La prima dice che il fine è “avviare il processo di devoluzione delle funzioni amministrative dalla Regione Fvg agli Enti locali (Eell)”. La seconda “uniformare il trattamento del personale degli Eell e dell’Amministrazione Regionale.” La terza “attuare il principio di autonomia statutaria nel regolamentare i rapporti di lavoro alle dipendenze degli Eell”. Hanno scelto la prima il 7,4% di un campione di amministratori locali e sindacalisti coinvolti in un lavoro ad hoc dell’Università di Trieste, il 70,4% la seconda ed il 22,2% la terza.

La risposta giusta è la prima perché fornita dall’art. 2 della l.r.13/1998 e dal sito web della Regione Fvg alla voce Comparto unico. Giusta perché consente di decentrare le funzioni dalla Regione Fvg agli Eell evitando così sprechi e doppioni, di realizzare consistenti risparmi di gestione, di modernizzare gli uffici, di rendere i servizi pubblici e le politiche di sviluppo accessibili a tutti i cittadini e alle imprese perché a loro più prossimi. Cupi, dunque, non è altro che un passaggio strumentale rispetto al raggiungimento dei fini testè menzionati. Ci si è mai incamminati verso questa direzione? No e poi no. Perché due volte no? Perché si è partiti con entrambi i piedi sbagliati. Dapprima “regionalizzando” il sistema degli enti locali anziché “aziendalizzare” la pigra e pingue Regione, regionalizzazione realizzatasi attraverso la perequazione delle retribuzioni dei 15 mila dipendenti degli Eell a quelle ben più elevate dei 2.800 regionali. E poi perché si è congelata la mobilità del personale in uscita dall’ente Regione rendendola volontaria. Risultato? Zero dipendenti mobilitati dalla Regione ai Comuni. A conti fatti, il Cupi è fin qui costato 401 milioni e ad essi se ne aggiungono altre decine ogni anno per tutti gli anni a venire. Milioni che ora pesano di più perché gravano su bilanci regionali e comunali sempre più lillipuziani e che gridano vendetta perché spesi non per erogare più servizi ma per acquistare … il nulla.

Il protocollo menzionato risulta inutile e dannoso. Inutile perché senza avere prima definito nel concreto la riforma Regione/Enti Locali pendente da 16 anni si è solo perso tempo. Dannoso perché si è deciso che vi sarà un confronto sulle compatibilità economiche contrattuali. Traduzione: ancora soldi pubblici (per il solito nulla) che affossano vieppiù bilanci comunali e regionali già depressi. Come noi contribuenti, non a caso.

Sulla spinta dell’energia e della velocità che caratterizzano l’attività del premier Renzi, propongo al Consiglio e alla Giunta regionale del Fvg: il varo, entro maggio, di un provvedimento che definisce le funzioni da trasferire agli Enti locali; entro giugno una norma che definisce il numero e le caratteristiche delle aggregazioni di Comuni che dovranno gestire le funzioni trasferite dalla Regione Fvg; entro luglio, infine, una vera riforma del Comparto unico.

Tre mosse per recuperare 16 anni di ritardi in pochi mesi, tre mosse rivelatrici del senso di responsabilità, sobrietà e capacità di interpretare e soddisfare i bisogni reali dei cittadini.

Fulvio Mattioni
Fulvio Mattioni
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