Messaggero Veneto

Domenica 27 novembre 2011

 

FVG, QUATTRO PROPOSTE PER CREARE LAVORO

L'INTERVENTO
di FULVIO MATTIONI

Concludiamo le riflessioni e le proposte emerse dal convegno promosso dalla Ust Cisl di Udine dal titolo “Il lavoro per il rilancio del Friuli” ricordando che a ritenere il lavoro “la” priorità sono ben l’80% delle famiglie italiane, il 78% di quelle del FriuliVg e i tre quarti del Nord. E ricordiamo anche che rispetto ai 61 mila lavoratori interessati alla crisi (tra disoccupati, mobilitati e sospesi dal lavoro) nel 2010, il 2011 non porterà miglioramenti apprezzabili. E’ lecito attendersi, infatti, un lieve aumento dei disoccupati e dei mobilitati e una contemporanea diminuzione del numero dei lavoratori “sospesi”, movimenti che si compenseranno tra loro. Da rilevare, peraltro, che tra i lavoratori “sospesi” rimarrà elevato il numero dei potenziali esuberi.

Nel periodo gennaio-ottobre 2011, infatti, le ore di cassa integrazione sono diminuite del 10,8% rispetto al 2010 (meno del dato nazionale, -19%) ma sono aumentate a 13,4 milioni, le ore di integrazione straordinaria (CIGS) rispetto agli 11,1 milioni del 2010 (+20,9%). La provincia di Udine, infine, cresce del 3,4% il totale della Cig sospinta dalla forte crescita della componente CIGS (+48,3%) che rappresenta oltre il 70% delle ore integrate totali.

Per cogliere appieno la realtà del mercato del lavoro, la Ue invita a fare attenzione anche a coloro che, pur essendo disponibili a lavorare, non ricercano un lavoro perché “scoraggiati” dalla mancanza di competenze specifiche o dal fatto di essere troppo giovani o troppo vecchi: sono ulteriori 24mila persone che si aggiungono alle 61 mila indicate in precedenza. Porre al centro le politiche del lavoro per fronteggiare l’ampia disoccupazione e il forte disagio sociale, è la sfida che la Ue pone agli stati membri e all’Italia. Le debolezze strutturali del mercato del lavoro nostrano sono lampanti (sempre per la Ue). I giovani e le donne incontrano forti barriere all’ingresso come dimostrano i loro tassi di occupazione che sono tra i più bassi d’Europa che, in più, si accompagnano ad alti tassi di disoccupazione e ad una consistente presenza tra gli scoraggiati. I lavoratori con contratti a tempo indeterminato godono di tutele decisamente maggiori di quelli con contratti atipici determinando una grave segmentazione del mercato del lavoro. Vi è una eccessiva pressione fiscale che grava sul lavoro che và abbattuta con beneficio dei lavoratori e delle imprese. Bisogna adottare un sistema di certificazione delle competenze e di riconoscimento degli standard di formazione professionale unico in tutto il Paese superando la molteplicità di regimi regionali che limitano la mobilità del lavoro e le possibilità di occupazione. Bisogna rendere più equo il sistema degli ammortizzatori sociali e a fare molto di più nell’azione di contrasto del lavoro irregolare.

Venendo a ciò che si può fare il Fvg dal convegno Ust Cisl sono emerse quattro proposte. La prima è di ripensare l’attuale sistema di interventi posti in essere dall’Assessorato competente - che consiste di ben 10 azioni e 42 progetti indirizzati a target specifici di beneficiari – dando priorità assoluta ai giovani adottando clausole contrattuali che pongano rimedio alla mancanza di tutele e che incentivino percorsi professionalizzanti. La seconda è di ripensare l’assetto istituzionale mercato/lavoristico che vede protagoniste le province: ciò sia a causa del dibattito in corso sulla loro soppressione sia per i vantaggi derivanti da una regia unica regionale. La terza è che con la necessaria riproposizione degli ammortizzatori sociali anche per il 2012 si colga l’occasione per sperimentare l’obbligatorietà di una formazione utile al lavoratore per il suo reinserimento al lavoro. La quarta è di rafforzare l’assetto attuale dell’Agenzia regionale del lavoro affinché possa svolgere un ruolo di progettista tecnico della riforma profonda cui andrà incontro il settore nei prossimi mesi.

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