FOCUS 89

Giovedì 22 Ottobre 2009

 

Gli effetti della congiuntura

Udine, economia sotto stress

Il manifatturiero manifesta debolezza – Si ridimensiona la redditività
Solo il 46,5% delle top aziende in provincia incrementa il fatturato nel 2008
Confindustria scettica sulla ripresa di un’economia ‘dopata’ finanziariamente
Da un’indagine Api-Udine segnali invece incoraggianti sugli investimenti
La Cisl locale per la ripresa scommette sul rilancio delle infrastrutture pubbliche
Impresa-BluEnergy Group, auspicabile una selezione naturale del mercato

Udine, un’economia fatta di manifatturiero anche ‘pesante’ come la siderurgia, basti pensare al Gruppo Danieli, che segna il passo. Il 2008 registra infatti una contrazione della redditività in modo sensibile. Il 2009 non sarà diverso. E poi la meccanica, il comparto del legno-arredamento e quello dei servizi-terziario. L’unico comparto anticiclico in tenuta sembra essere quello agroalimentare. Ma questo è risaputo. Si dovrà pur mangiare…

Commenti contrapposti dai protagonisti interpellati. C’è chi dimostra moderato ottimismo come la Confapi Udine che da un’indagine su un campione rappresentativo di società sembrerebbe evidenziare una maggiore propensione agli investimenti e una stabilizzazione del rapporto con il credito. Cosi il Direttore Perini ha commentato:<Sembrerebbe che il peggio sia passato e che le imprese, quelle che hanno saputo resistere alla tempesta, siano più ottimiste di qualche mese fa. Con il sistema del credito si riesce finalmente a ragionare. L’unica cosa su cui dobbiamo ancora lavorare, insieme con gli imprenditori, è la dimensione. Piccolo è bello in qualche caso è anche vincente. Ma non sempre. Quindi avanti con le reti d’impresa>.

Di diversa opinione il Presidente di Confindustria, Adriano Luci. E’ un fiume in piena il giovane Presidente Luci. <Non possiamo continuare a lavorare fino ad agosto inoltrato per lo Stato, che poi invece rallenta i pagamenti nei confronti delle nostre stesse imprese. Ora poi che la situazione si è aggravata con la crisi, gli imprenditori si trovano di fronte ad un bivio difficile. Solo la passione e l’amore per le proprie aziende riuscirà a far ripartire l’economia locale>. E con le banche? <Ora più che mai devono fare il loro vero mestiere e lasciare da parte la finanza. Devono avere un atteggiamento comprensivo e trasparente>.

Diverso l’atteggiamento del sindacato. Muradore della Cisl locale è molto preoccupato per la disoccupazione dilagante in provincia. <Export in calo in tutti i comparti industriali, rapporto con il sistema bancario difficile, fatturati in calo, non possono che farci prefigurare mesi difficilissimi>. Come si esce? <3 ricette: primo: investire sulle infrastrutture pubbliche da parte della regione, della provincia e dei comuni; secondo: ruolo più incisivo delle finanziarie regionali che dovrebbero essere il braccio operativo al servizio delle imprese; terzo, non è tollerabile non avere un assessorato dedicato esclusivamente al manifatturiero in regione>.

E poi, a commento della situazione, il ‘Centro Studi Economico e Finanziario ESG89’ ha voluto ascoltare anche un imprenditore di razza come Claudio Peresan di Bluenergy Group Spa. <Gli imprenditori hanno finalmente dovuto imparare la lezione. Basta con la finanza eccessiva in azienda. Si deve tornare a fare impresa vera, con la passione e l’amore che ha contraddistinto il nord-est negli ultimi venti anni. Ci sarà una selezione naturale del mercato e questo non farà che bene a quelle aziende che con enormi sforzi stanno tenendo. Si è vissuti tutti sopra le nostre possibilità. Ora non è più possibile. Bisogna tornare con i piedi per terra. Alle banche chiediamo di fare la loro parte. Di essere più esigenti con i ‘furbi’, ma anche disponibili con chi fa veramente impresa>.

Quando si uscirà dalla crisi? <Per tornare ai livelli del 2007 ci vorranno dai 5 ai 7 anni. Non sarà facile. Siamo appena entrati nella vera crisi. I prossimi mesi saranno molto impegnativi per tutti. Non è pessimismo, ma realismo>. Veniamo ai dati. Il campione analizzato dal ‘Centro Studi Economico e Finanziario ESG89’ è stato di 372 società di capitali con fatturato superiore ai 3mln di euro. Solo il 46,5% ha visto incrementare il proprio fatturato nel 2008. Il passato esercizio era stato il 73,6%. Crescono a dismisura gli oneri finanziari. Il 18,3% delle società è in sofferenza. Solo un anno prima era il 12,1%. Fra i comparti più numerosi soffrono molto il Commercio, il Legno Arredamento e l’Edilizia Costruzioni. 3 aziende su 4 chiudono ancora in attivo.

Roberto Muradore
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