Messaggero Veneto

Domenica 28 Giugno 2015

 

I ritardatari del 730 rischiano di avere i soldi solo in agosto

I ritardatari del 730 rischiano di trovare il conguaglio non nella busta paga di luglio, ma un mese più tardi rispetto al previsto. È corsa contro il tempo per presentare la dichiarazione dei redditi. Nonostante la scadenza sia stata fissata al 7 luglio, alcuni Caf hanno scritto ai commercialisti per accelerare le consegne entro fine mese.

Così è accaduto con il Centro di assistenza fiscale Open Dot Com, che qualche giorno fa ha inviato una lettera agli associati in cui si chiede la «necessità di ricevere i modelli 730 prima della scadenza per elaborare i conguagli nei tempi previsti dalla normativa». «L’Inps, per esempio – si legge nella nota – garantisce il conguaglio nella prima mensilità utile per i modelli 730 ricevuti entro il 30 giugno».

Il Caf Cisl di Udine, per esempio, da tempo aveva segnalato il problema dei conguagli. «Abbiamo iniziato e ora finiamo con un mese di ritardo – dice la responsabile fiscale Mariannina Rocco –. Questo non per volontà nostra. Per questo abbiamo stretto una convenzione con una ventina di studi di commercialisti affinché ci mandassero tutta la documentazione utile entro il 19 giugno e rispettare i termini dei rimborsi».

Ma cosa può succedere concretamente e chi corre il rischio di trovare il conguaglio in ritardo di un mese? I problemi, spiegano ai Caf, potrebbero sorgere soprattutto con i dipendenti pubblici e i pensionati, mentre i dipendenti delle aziende private possono stare relativamente tranquilli.

I ritardatari, coloro che consegneranno le carte dall’1 luglio in poi, con molta probabilità riceveranno il conguaglio solo a fine agosto e non a fine luglio come gli scorsi anni (discorso che vale per i dipendenti pubblici) e il primo di settembre anziché il primo di agosto. Parliamo in questo caso dei pensionati.

Mariannina Rocco
Mariannina Rocco
archivio
Caf Cisl Udine
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