Messaggero Veneto

Domenica 19 Gennaio 2014

 

I sindacati: 58 esuberi, non uno di più

Cgil e Cisl mettono i paletti al possibile accordo con Granarolo:
mantenere qui le produzioni di eccellenza e i posti di lavoro

«Gli esuberi certificati dall’accordo del 2013 non sono 69 ma 58. Trentadue interni allo stabilimento di Latterie friulane a Campoformido, 26 frutto della chiusura di Cometa a Spilimbergo. Non uno di più, non uno di meno». Mette i puntini sulle “i” il segretario provinciale di Flai Cgil, Fabrizio Morocutti, commentando l’esito dell’incontro ospitato venerdì a Pordenone tra il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, e i vertici della coop friulana e di Granarolo. Le notizie trapelate a margine del tavolo non tranquillizzano Flai. Preoccupata in modo particolare dell’incertezza che permane sia riguardo alle eccedenze che all’eventuale chiusura di reparti produttivi. «Nulla sappiamo ancora sul piano industriale di Granarolo – ha commentato ieri Morocutti -. Dire che intende mantenere il marchio non significa nulla: già oggi diversi prodotti vendono la luce in altri stabilimenti. Un esempio è lo stracchino di Latterie, prodotto da Venchiaredo». «Se il colosso emiliano dovesse chiudere reparti come yogurt, ricotta e mozzarella colpirebbe il cuore produttivo dell’azienda – ha proseguito il sindacalista – e il conto sotto il profilo occupazionale sarebbe salato perché salterebbero in una volta sola poco meno di 50 persone».

Il capitolo esuberi è doloroso. Granarolo al vertice ha indicato in un numero inferiore a 100, ma superiore a 69 le eccedenze. Troppe in ogni caso per Morocutti che, accordo alla mano, precisa l’entità di quelle certificate l’anno scorso: «Erano 58 ed è quello il numero. Non 69. Non cento». Il sindacalista intende far chiarezza su questo punto il prossimo martedì, quando lui e i colleghi delle altre organizzazioni sindacali assieme alla Rsu saranno ascoltati in II commissione. Presente anche Bolzonello. «In quella sede – ha concluso Morocutti – chiederemo chiarezza. Poi decideremo con il lavoratori come muoverci».

Anche la Cisl di Udine dice no a esuberi che superino la soglia prevista all’accordo siglato l’anno scorso. «Sui posti di lavoro non si scherza – afferma il segretario Roberto Muradore -, 69 sono già un grande sacrificio. Per noi questa è una precondizione». Chiarito che non vi è chiusura da parte della Cisl rispetto a proposte alternative a Granarolo, «purché non facciano perdere tempo, contengano un piano industriale e rilancino con una rete commerciale e di marketing lo stabilimento», Muradore detta le sue condizioni: «Lo stabilimento di Campoformido continui a produrre e sia migliorato. Restino i lavoratori e i prodotti friulani con i nostri marchi. Granarolo? Metta a disposizione la sua immensa rete commerciale e distributiva, capace di lanciare, tra gli altri, un prodotto di grande qualità qual è il Montasio. Fatte salve queste condizioni non mi interessa da dove viene il capitale».

Maura Delle Case

 
 

E il Consorzio agrario ora si sente tradito da Bolzonello: non doveva convocarci?

C’è amarezza in casa del Consorzio agrario del Fvg. Amarezza per aver accolto l’invito dell’assessore regionale Sergio Bolzonello a formalizzare una manifestazione d’interesse verso Latterie friulane che a oggi non ha avuto seguito. «Ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso da parte della Regione – ha detto ieri il presidente del Consorzio, Dario Ermacora -, che creasse le condizioni per approfondire la nostra proposta».

L’apertura del Consorzio verso Latterie risale a diversi mesi addietro. Indirettamente, Ermacora replica a quanti in questi giorni hanno accusato il Consorzio d’intempestività: «Ricordo che già a luglio, al primo tavolo istituzionale, ci siamo detti pronti a imbastire un ragionamento con la coop e lo abbiamo fatto a più riprese, fino alla formalizzazione di qualche giorno fa». A oggi però caduta nel vuoto. Il consorzio si aspettava dalla Regione la convocazione delle parti a un tavolo istituzionale, ma l’invito latita. E forse, visti i tempi ormai strettissimi, non arriverà. «Qualcuno – afferma ancora Ermacora – non la dice tutta. Noi abbiamo provato, abbiamo il latte, abbiamo un’azienda solida, siamo friulani. Una verifica andava fatta».

Roberto Muradore
archivio
Claudia Sacilotto
Claudia Sacilotto
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