Messaggero Veneto

Mercoledì 18 Agosto 2010

 

I sindacati: dramma annunciato, troppi senza futuro

Il segretario Muradore: «La crisi ha colpito tutti i settori e ricollocarsi è sempre più difficile».
Cgil, Cisl e Uil chiedono un piano per far ripartire l’economia e lanciano l’allarme:
a rischio ci sono più di 7 mila posti nella sola provincia di Udine

«Una tragedia, per fortuna solo sfiorata, ma sicuramente annunciata». I sindacati non hanno dubbi. Da tempo vanno denunciando il rischio che la crisi da economica diventi sociale perché troppe sono le famiglie friulane in difficoltà. Operai, ma anche impiegati, liberi professionisti, persino imprenditori. «Perché rispetto alle altre crisi – dice il segretario della Cisl, Roberto Muradore – questa volta sono coinvolti tutti i settori. E così non c’è la possibilità di trasferirsi dall’industria all’agricoltura o al terziario e viceversa. Dal manifatturiero al commercio, senza dimenticare l’edilizia, le difficoltà non mancano, i numeri parlano chiaro. Quello che manca invece è il lavoro».

E se fino a oggi a sostenere le persone rimaste senza lavoro c’erano gli ammortizzatori sociali, domani la disoccupazione diventerà reale. «E per molte famiglie, senza nemmeno l’assegno della cassa integrazione – ripetono da tempo Cgil, Cisl e Uil – sarà impossibile arrivare alla fine del mese». Ogni giorno, agli sportelli del sindacato e nei centri per l’impiego pure si presentano decine e decine di ex lavoratori in cerca di un’occupazione, ma le offerte sono poche. «Soprattutto per chi si trova in un’età avanzata – spiega Muradore – è più difficile ricollocarsi. A 50 anni non è semplice ripartire da zero e imparare un altro mestiere e le aziende preferiscono assumere persone giovani da formare. Così per chi esce dal lavoro in quella fascia di età, le difficoltà sono ancora più grandi. Insieme alle donne e ai migranti sono sicuramente la categoria di lavoratori più penalizzata.

Ed è chiaro che per chi ha una famiglia da mantenere e un mutuo o un affitto da pagare la disoccupazione diventa un dramma insostenibile che in alcuni casi evidenzia anche la fragilità dell’attuale modello di vita basato sul materialismo neo liberista e la mancanza di valori e principi che a mio giudizio sono concausa di questi gesti estremi».

Per cercare di favorire la ripresa, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto la stesura di un piano con l’obiettivo di rilanciare l’economia. «Ma – conclude Muradore – stiamo ancora aspettando una risposta concreta. E nel frattempo i disoccupati aumentano (soltanto nei primi 5 mesi dell’anno in provincia di Udine ci sono stati 1.432 licenziamenti, ndr) e la cassa integrazione straordinaria fa segnare valori record con aumenti del 756% (sempre nei primi cinque mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ndr): una vera e propria bomba a orologeria perché quando scadrà l’ammortizzatore sono più di 7 mila le persone che rischiano il loro posto di lavoro».

Cristian Rigo

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