Il Gazzettino

Mercoledì 06 Giugno 2012

 

I sindacati: un fondo per aiutare i terremotati.

Appello di Cgil, Cisl e Uil a lavoratori e datori di lavoro: "C'è la crisi, ma dobbiamo pensare a chi sta peggio"

Adesso tocca al Friuli. Questo il messaggio lanciato dai sindacati, che chiamano il mondo del lavoro della provincia di Udine ad una prova di solidarietà nei confronti dell'Emilia. La proposta, in concerto, è quella di costituire un fondo compartecipato da lavoratori, imprese e associazioni.

“L'eco delle devastazioni provocate dal terremoto in Emilia Romagna, tra lutti ed economia in ginocchio, chiama tutti noi alla solidarietà generosa e pronta, alla capacità di ricambiare ciò che abbiamo ricevuto quando ne avevamo bisogno”, scrivono le segreterie provinciali dei sindacati confederali in una lettera firmata da Alessandro Forabosco (Cgil) Roberto Muradore (Cisl Udine), Franco Colautti (Cisl Alto Friuli) e Ferdinando Ceschia (Uil), che è stata inviata ieri a tutte le associazioni imprenditoriali della provincia di Udine (Confindustria, Api, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Confagricoltura, Confederazione italiana agricoltori, Coldiretti, Kmecka Zveza, Unione economica slovena, Lega Cooperative e Associazione cooperative friulane).

Pur consapevoli della gravità della situazione economica generale, i sindacati ritengono possibile e doveroso un aiuto concreto alle popolazioni colpite dal sisma. “La crisi iniziata nel 2008 non si è sopita – si legge ancora nella lettera – e il quadro d'insieme rimane grave. Ma per gli intenti che ci siamo scambiati nei percorsi approntati per affrontarla ci sono ancora tutte le diversità preziose e tutte le unità necessarie a comprendere e ad agire in aiuto delle realtà colpite dal sisma. Insieme, come nelle migliori nostre tradizioni. Per questo le scriventi organizzazioni ritengono possibile la costituzione di un fondo di solidarietà da parte del mondo del lavoro friulano, nelle sue diverse coniugazioni, dalle imprese ai dipendenti e alle associazioni. Confidiamo che questa proposta, dal significato semplice e intuibile, possa trovarci concordi”.