La Vita Cattolica

Mercoledì 04 Maggio 2016

 

IL PIANO «RILANCIALAVORO»

Risorse per 20 mila inserimenti

Venerdì 29 aprile, a San Giorgio di Nogaro, la Cisl di Udine ha avanzato una proposta sul lavoro. La proposta, denominata «Patto per il lavoro» o «Rilancialavoro», è definita nei contenuti ma, ovviamente, è dialettica ed esprime la volontà di dare ancora più importanza e centralità al tema del lavoro.

In Regione, così come illustrato dall’assessore competente Loredana Panariti, già sono in essere politiche attive del lavoro ma ritengo che su un argomento così drammatico e tanto difficile da affrontare possano essere ben accette riflessioni, stimoli e proposte.

La proposta della Cisl di Udine si configura in un Patto tra la Regione Autonoma Friuli-V.G. ed i cittadini/ lavoratori che si pone l’obiettivo di recuperare, almeno in parte, i posti di lavoro persi durante la grande crisi offrendo un sostegno tangibile, un futuro professionale e l’inserimento lavorativo a 20 mila cittadini/lavoratori. Un Patto chiaro ma impegnativo perché rende il cittadino/lavoratore protagonista della sua qualificazione professionale e del suo inserimento lavorativo e anche perché richiede a tutti i soggetti coinvolti (Ente regionale, Centri per l’impiego, enti di formazione, strutture consulenziali pubbliche e private, imprese e rappresentanti di lavoratori ed imprese) un pieno coinvolgimento nel percorso di inserimento lavorativo ed una sua certificazione. Ecco i contenuti principali di Rilancialavoro, ribadendo che si tratta di una proposta basica, vale a dire aperta.

Il suo obiettivo fondamentale è cercare di realizzare 20 mila inserimenti lavorativi in 5 anni nel lavoro dipendente ed indipendente. La filosofia che anima il Patto è in qualche modo innovativa perché vuole: 1) dare centralità e pieno protagonismo al cittadino/lavoratore che deve scegliere i contenuti professionali per aumentare la propria occupabilità; 2) rendere il cittadino/lavoratore perfettamente consapevole dell’intero percorso formativo scegliendo i soggetti da cui attingere ciò che ritiene necessario per il proprio inserimento lavorativo; 3) responsabilizzare tutti i soggetti coinvolti nel percorso lavorativo chiamandoli a certificare la bontà dei servizi erogati e a valutare i risultati ottenuti; 4) certificare l’intero percorso lavorativo e valutarne gli esiti per poter migliorare le prestazioni di tutti gli attori intervenuti. Si assume come strumentazione di base il voucher, ovvero 20 mila voucher messi a disposizione di altrettanti cittadini/lavoratori. Voucher che hanno tre diverse intensità di sostegno: 5mila euro per i percorsi di inserimento più veloci, 15 mila per i percorsi più complessi (quelli imprenditoriali) e 10 mila euro per quelli intermedi. Il percorso di inserimento lavorativo, che si avvia con la formazione e si conclude con un lavoro stabile, prevede le seguenti tappe: la formazione con stage obbligatorio finalizzato a conoscere l’impresa; la consulenza con stage obbligatorio finalizzato a conoscere l’impresa; incentivi all’impresa che assume; incentivi per lavoro imprenditoriale.

I costi di finanziamento di Rilancialavoro si possono quantificare in 200 milioni di euro in un quinquennio, cioè un costo medio di 10mila euro per 20mila voucher. Costi fronteggiabili mediante risorse comunitarie, nazionali e regionali. Va promossa una integrazione con le norme nazionali di flessibilità in uscita dei lavoratori anziani per fare posto ai giovani, così come fortemente voluto dalla Federazione Nazionale dei Pensionati Cisl con la «Staffetta generazionale».

Gli intendimenti del Patto: 1) i cittadini/lavoratori, in particolare giovani, si possono costruire la propria professionalità e scegliere l’impresa in cui inserirsi; 2) la Regione Autonoma Friuli-V.G. stipula un patto chiaro con il cittadino/lavoratore a cui offre una opportunità tangibile per un futuro lavorativo stabile; 3) i Centri per l’impiego, gli Enti di formazione e i Centri di consulenza sono valorizzati, responsabilizzati e valutati; 4) le imprese hanno il vantaggio di poter conoscere i lavoratori da inserire e di disporre, senza costi, di lavoratori professionalizzati in modo mirato alle proprie esigenze.

Roberto Muradore - segretario generale Cisl dell’Udinese e della Bassa Friulana

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