La Vita Cattolica

Giovedì 16 Luglio 2015

 

La Cisl e le riforme

Identità, valore per chi lavora

Il compito principale di una amministrazione locale è di offrire ai propri cittadini un buon sistema di servizi e, di più, deve porsi l'imperativo di «fare meglio e di più con meno risorse».

Sempre, e soprattutto in tempi di risorse pubbliche calanti, è necessario contenere le spese, ridurre i costi razionalizzando e, contemporaneamente, migliorare la qualità dei servizi erogati ai cittadini di tutti i Comuni, piccoli o grandi che siano. Ecco perché è bene ci si ponga l'obiettivo che i Comuni interagiscano e collaborino facendo insieme più cose possibili. Vedremo se ciò accadrà e se le lavoratrici e i lavoratori degli Enti Locali, proprio grazie al Comparto Unico fino ad oggi tanto costoso quanto inutile, saranno messi nelle condizioni di poter operare al meglio per le comunità anche attraverso corsi di riqualificazione professionale e processi, contrattati, di mobilità. Il lavoro, in definitiva, va portato a incontrare e soddisfare i bisogni dei cittadini, non va rinchiuso in adempimenti di Palazzo.

Nella nostra regione, abolite le quattro Province, sono previste 18 Unioni territoriali intercomunali (Uti). Sono davvero parecchie. Ma il cosiddetto effetto spezzatino riguarda tutto il Friuli-Venezia Giulia? No. È il Friuli ad essere tagliato a pezzetti con ben 17 delle 18 Uti. Questa parcellizzazione istituzionale dà fondamento alla preoccupazione che la Regione sia ancor di più l'asso pigliatutto in quanto i «rapporti di forza» sono a favore di quest'ultima, non certamente delle nuove aggregazioni territoriali. Serve proprio un livello intermedio adeguato anche dimensionalmente che si collochi tra la Regione e i territori. La possibilità, poi, per Trieste di diventare città metropolitana è una buona cosa per il capoluogo regionale, ma la privilegia enormemente nei confronti di un Friuli non unitario. A tutto questo si aggiunge pure la legge elettorale Italicum che, con i due collegi previsti, danneggia pesantemente la rappresentanza della minoranza linguistica friulana.

Ancora. Se è vero che gli elementi identitari non si originano nelle istituzioni è pur vero che le forme e le volontà di queste ultime sono determinanti per la loro valorizzazione. Le istituzioni vanno informate non solo da una necessaria razionalità amministrativa, ma dalle peculiarità storiche, linguistiche, economiche e sociali per come si sono concretamente realizzate, in un rapporto di osmosi. Sempre che l'identità non sia considerata un aspetto immateriale del tutto sovrastrutturale che, per le contrapposte culture stataliste e neoliberiste, risulta essere inutile e dannoso sia per lo Stato che per il mercato.

Le brevi considerazioni fin qui svolte portano con sé che è davvero un appuntamento importante quello di mercoledì 15 luglio, a Udine, in Salone del Parlamento, quando si riunirà l'Assemblea dei Comuni di lingua friulana. Nelle sue finalità non solo lingua e identità, ma anche «coesione territoriale, sociale ed economica». Più che mai il futuro del Friuli e della Regione tutta si può e si deve costruire dal basso e, proprio in tal senso, è apprezzabilissimo l'impegno di quei sindaci che stanno ricercando forme e contenuti rinnovati ed efficaci per meglio rappresentare le proprie comunità.

Roberto Muradore - Segretario Cisl Udine

Roberto Muradore
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