Messaggero Veneto

Giovedì 28 Novembre 2013

 

«Il Comparto? Solo aumenti salariali»

Il Segretario della Cisl di Udine Muradore osserva:
non si è tradotto in una maggiore qualità dei servizi

Il peccato originale del comparto unico? «Ci siamo dati emolumenti salariali prima di avere in cambio nuove qualità e quantità di prestazioni di lavoro. Nel comparto unico non vi è alcun legame tra l’erogazione aggiuntiva di salario e la modifica in meglio della prestazione di lavoro».

Caso che “l’enfant terrible” del sindacato, Roberto Muradore, numero uno della Cisl di Udine, non esita a definire “allucinante”. Non lo fa oggi per la prima volta. Fu lui, qualche anno fa, ad alzare il velo sui fallimenti del comparto, commissionando uno studio che ne quantificava da un lato i costi – pari a circa 350 milioni - per denunciarne dall’altro «il saldo negativo in termini di benefici per la collettività». Sull’onda della protesta di alcuni sindaci, che nei giorni scorsi hanno chiesto l’abolizione del contratto regionale, e dall’altro la presa di posizione del numero uno di Cgil Fvg, Franco Belci, che dal canto suo ha preso le difese del comparto pur riconoscendone le criticità, Muradore ieri è tornato all’attacco. A costo di farsi – non sarebbe una novità – qualche nuovo “nemico”, anche in casa. Poco male. Il segretario di Cisl Udine tira dritto per la sua strada, convinto che l’unico altare davanti al quale un sindacalista debba inchinarsi sia quello – parola sua - della responsabilità.

Non esita dunque a puntare il dito contro il comparto. Poi a suggerire una soluzione: «Aggregare obbligatoriamente i Comuni in aree vaste cui la Regione affidi funzioni e compiti favorendo la mobilità dei lavoratori del comparto inducendoli a spostarsi dove c’è lavoro». Con il vantaggio di realizzare finalmente la devoluzione di funzioni agli enti locali, così come la mobilità dei lavoratori del comparto unico e a cascata una maggiore omogeneità nella distribuzione dei carichi di lavoro. Muradore spezza una lancia in favore dei dipendenti pubblici. Fannulloni? «Macché, la stragrande maggioranza è gente seria, votata al proprio lavoro e desiderosa di una maggiore meritocrazia che oggi ancora latita», prosegue il cislino smarcandosi dall’accusa di essere contro il pubblico impiego.

«Se c’è una persona che ha preso in giro i lavoratori degli enti locali è stato piuttosto Franco Belci quando per incassare voti alle elezioni delle Rsu si batté per ottenere maggiori aumenti salariali salvo poi firmare quelli già concordati», dichiara Muradore. «Folgorato sulla via di Damasco, oggi Belci ammette che c’è nel comparto qualcosina che non va. Speriamo non cambi idea al prossimo rinnovo di Rsu e speriamo che questo ravvedimento non arrivi fuori tempo massimo. Perché se è vero che la politica ha la responsabilità di non aver portato avanti la devoluzione delle funzioni agli enti locali, è vero anche – conclude Muradore - che la Cisl di Udine è stato l’unico sindacato a denunciare il problema del comparto unico, mentre gli altri si sono preoccupati negli anni solo del salario».

Maura Delle Case

Roberto Muradore
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