Il Gazzettino

Giovedì 02 Luglio 2009

 

Ieri l’adesione anche da Confindustria, sindacati, Coldiretti e Legambiente.
Il progetto verrà presentato a Tondo

Il Friuli mette d’accordo i due poli

Provincia e Comune, di colore politico diverso, appoggiano il documento del Comitato autonomia.

Non rivendicazioni, ma proposte; non logiche particolaristiche, ma un progetto di sviluppo e di coesione territoriale valido per il Friuli e al contempo per l’intera regione.

Con questo spirito ieri nella sede della Regione è stato illustrato e discusso un documento di prospettiva, di rilancio e riqualificazione strutturale dell’intero territorio friulano che ha trovato la condivisione, anche se non ancora la formale adesione, di un ampio spettro di associazioni di categoria, sindacati ed istituzioni, per giungere ad un testo definitivo da sottoporre entro breve al presidente della Regione.

Diversi i temi affrontati con indicazioni puntuali su azioni concrete necessarie, ma soprattutto possibili, in merito ad una ripresa economica in sintonia e non in contrasto con una prospettiva di sviluppo sostenibile; all’Università del Friuli e all’innovazione produttiva, sociale e politica; ad un metodo di governo che «non disperda l’insegnamento, tuttora valido, che viene dalla grande esperienza della ricostruzione post-terremoto».

Il testo, nato da un’elaborazione congiunta delle realtà provinciali udinesi di Api, Confartigianato, Cgil, Cisl e Uil e dal Comitato per le autonomia ed il rilancio del Friuli, ha avuto ieri l’appoggio anche della Provincia e del Comune di Udine, della Cisl regionale, di Legambiente, della Confindustria e della Coldiretti provinciali, nonché dell’Università.

La convinzione di fondo è che il Friuli pur non essendo tutta la regione ne è una parte rilevante, senza la quale la stessa regione sarebbe priva di una significativa porzione del capitale territoriale, economico, sociale ed ambientale. Se questo è il presupposto, l’obiettivo è di avviare una «stagione più convincente di politiche economiche e territoriali» da cui tutti avrebbero da guadagnarci, perché la crisi pesante che sta gravando sul territorio non deriva solo dalla finanza, ma è anche di carattere «strutturale e di prospettiva strategica».

Infrastrutture e lavori pubblici, con tappe a breve, medio e lungo termine; rilancio dell’innovazione e del trasferimento tecnologico con l’Università a fare da perno; azioni mirate per la montagna e un metodo di governo che sostanzialmente riservi alla Regione il compito legislativo e l’alta programmazione e applichi per intero le recenti normative sugli enti locali (vedi legge 1/2006) con la valorizzazione dell’Associazione delle Province friulane sono i punti cardine del documento.

“Sì” al progetto per «uscire dall’ombra» da parte del presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, che plaude al documento perché «esprime la centralità del Friuli e pone particolare attenzione alla montagna». Via libero e pieno sostegno anche dal Comune di Udine, ieri rappresentato dall’assessore Maria Grazia Santoro.

C’è però una nota dolente, evidenziata da Roberto Dominici del Comitato per l’autonomia: «Permane una certa difficoltà di rapporto soprattutto con le istituzioni di Gorizia e Pordenone – ha detto -, ma lavoreremo per superarle, perché l’intento è una visione comune».

Antonella Lanfrit