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Il Gazzettino

Giovedì 04 Luglio 2013

 

COMMERCIO L’azienda ha convocato urgentemente i sindacati per lunedì a Bologna

Il futuro di Dayli si tinge di nero

Giornate di grande preoccupazione per i dipendenti della catena di negozi Dayli. “Non ci sono notizie ufficiali ma ormai pare certo il prossimo tracollo dell'azienda - dice Diego Marini, componente della segretaria della Fisascat Cisl di Udine -; i vertici hanno convocato i referenti sindacali per la giornata di lunedì e lo hanno fatto con urgenza. Dall'incontro, che si terrà a Bologna, alle 15.30, crediamo emergeranno con tutta la loro gravità le scelte della proprietà. Da ambienti interni alla Dayli pare che tutti i negozi siano prossimi alla chiusura definitiva. La data pare essere quella del 9 luglio, quindi tra meno di una settimana.

Nei punti vendita, ancora attivi in molti paesi del Friuli, sebbene con scaffali semivuoti, le cassiere non nascondono la preoccupazione, né il timore di uno stop a brevissima scadenza.

Qualcuno ricorda la "gestione" Schlecker, con lo stesso proprietario in visita nei negozi friulani almeno una volta all'anno: crediamo che la strada sarà quella del concordato – osserva Marini - ma, al di là dello strumento scelto, pare che il futuro prossimo della realtà Dayli sia segnato, con la chiusura di tutti i negozi e la conseguente perdita del posto di lavoro di tutto il personale. Speriamo di sbagliarci ma questa trattativa, di fatto, non ci ha convinto dall'inizio. E a pagarne le conseguenze, non solo in termini di occupazione, sono i dipendenti, lasciati in ansia e con la speranza di un parziale salvataggio ormai da settimane.

Di buono c'é che ogni cassiera è stata pagata: a oggi, infatti, mancano da saldare unicamente gli stipendi di giugno, contrariamente ad altre realtà ove, da mesi, il salario arriva ormai cronicamente in ritardo di mesi. Dopo l'incontro di lunedì ci attiveremo subito per organizzare assemblee con i lavoratori, così da informare tutti.

“Abbiamo sempre espresso grosse perplessità per un piano industriale che ritenevamo inconsistente – commenta Francesco Buonopane, della Filcams Cgil -. Una decina di giorni fa al ministero abbiamo ricevuto certe garanzie, ora vediamo se l’azienda si smentirà. Certo, le premesse sono tutt’altro che positive. A questo punto dovremo valutare con grandissima attenzione ogni eventuale prossimo passaggio.

Paola Treppo

Diego Marini
Diego Marini
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