Il Nuovo Fvg

Giovedì 01Ottobre 2009

 

Il peggio deve ancora venire

di Roberto Muradore Segretario Generale Cisl Udine

II sistema Friuli uscirà sufficientemente danneggiato da questa crisi: soprattutto se la politica non si dimostrerà in grado d’avere una ‘visione’ all'altezza di una vera soluzione ai problemi.

Che il peggio è passato può dirlo solo chi non vive la realtà. Il peggio purtroppo deve ancora venire. Da subito la disoccupazione peggiorerà, specialmente con l'inizio dell'anno prossimo: c'è una marea di persone che è ora in cassa integrazione e un'altra grande fetta che è andata a casa solo perché aveva un contratto a tempo determinato: questi ultimi sono lavoratori 'invisibili', il cui numero totale non è stato censito né rilevato da alcuno. Non ci sono statistiche che li contano. Ma sono tanti.

I segni lasciati dalla crisi sono immediatamente rilevabili e sono due: la perdita del posto di lavoro e la perdita del reddito per migliaia di persone in questa regione. Per tanti si pone la questione di che cosa fare, di come reagire. Il lavoro, è inutile dirlo, manca: non è vero che se lo cerco, posso trovarlo. Negli '70 e in quelli '80 avevamo potuto assistere al passaggio dalla grande alla piccola impresa ed alla nascita e lo sviluppo del terziario. Ora questo non succede.

Che lavoro potranno fare tutti quelli che sono a spasso ? Chi saranno i produttori di reddito se le imprese chiudono? Se infatti il manifatturiero viene meno anche il terziario sparisce: è certo che così a rimetterci è tutta la comunità. Per questo è imprescindibile aiutarlo, visto e considerato che è anche quello più colpito dalla crisi.

II sistema Friuli uscirà sufficientemente danneggiato da quésta crisi: soprattutto se la politica non si dimostrerà in grado d'avere una ‘visione’ all’altezza di una vera soluzione ai problemi, una politica che dimostri di saper come intervenire e accompagnare la ripresa quando di ripresa potremo parlare.

La politica innanzitutto ed i gruppi dirigenti devono riscoprire dopo trent’anni la produzione di ricchezza e non quella di finanza. Serve produrre economia 'reale'.

La stessa Friulia e l'industria devono riprendere a ‘spendersi’ sul serio per ciò per cui sono nate: non è il momento di scherzare. Le banche poi dovrebbero vedere se stesse come un'infrastruttura al servizio del cittadino e questo non può essere possibile se prima non vengono date delle regole che le vincolino a dare soldi alle imprese: le esortazioni critiche non servono a molto.

Le imprese nel recente passato hanno percorso quasi solo la strada della competizione su costi e prezzi: nella globalizzazione invece si vince se si punta sulla qualità del prodotto, innovando e investendo, non facendo leva sul contenimento dei salari.

In generale è il lavoro che va riposizionato all'interno del mercato senza abbandonare i prodotti tradizionali che all'estero ci copiano.

Roberto Muradore
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