Messaggero Veneto

Lunedì 20 Gennaio 2014

 

«Il polo del latte può ancora realizzarsi»

Troppi errori in passato, ma c’è lo spazio per un’alternativa a Granarolo.
«Asse tra Consorzio, Latterie friulane e Venchiaredo»
di Fulvio Mattioni

Un’unica filiera lattiero-casearia in Friuli Venezia Giulia: utopia o necessità? Il dilemma è stato posto un anno fa dalla Fai Cisl ad una folta rappresentanza di addetti ai lavori e all’amministrazione regionale competente. L’intento, lungimirante, era quello di fronteggiare le criticità del settore - e in particolare quelle manifestate dal Consorzio Latterie friulane - proponendo la soluzione innovativa della filiera già sperimentata con successo nel pordenonese.

A distanza di 12 mesi esatti, la riposta al dilemma è che non solo non era una utopia ma che è più che mai una necessità. Anche se ora richiede uno sforzo titanico. Perché? Perché è stato perso un anno, perché i problemi si sono aggravati e perché, anziché il gioco di squadra e la ricerca di una soluzione condivisa, tra i diversi soggetti interessati è prevalsa la discordia. Ciò che serve, dunque, è la definizione di un progetto industriale – ancorché last minute - capace di soddisfare le aspirazioni degli allevatori e quelle dei trasformatori e che include un partner in grado di commercializzazione i prodotti della filiera. Un progetto, insomma, che partendo dalle aspettative di queste tre diverse componenti, affronti e risolva due problemi cruciali: vendere sui mercati esteri e confezionare (con una efficienza decisamente maggiore) un paniere di prodotti adeguato ai mercati da aggredire.

Nell’anno trascorso, invece, si è approfondita la crisi di Latterie friulane perché nella tarda primavera del 2013 l’azienda ha subito un ridimensionamento significativo della propria attività. Ciò ha acutizzato il problema già grave della scarsa efficienza della fase di trasformazione, resa inattuabile la ricerca di nuovi mercati e impossibile il rientro dagli investimenti fatti negli ultimissimi anni. Serve, dunque, un progetto industriale. Meglio se ve ne sono due, il secondo dei quali utile per misurare le capacità dei protagonisti regionali del settore. Perché dico questo? Ma perché l’unica proposta in campo proviene da una filiera esterna (Granarolo) che parrebbe offrire una soluzione complessiva dopo l’intervento dell’amministrazione regionale di queste ultime ore. Risulterebbe sorpassata, grazie ad esso, la paura di un intervento volto a garantirsi il mero approvvigionamento del latte. Non proporre un progetto industriale alternativo da parte dei leader del settore regionale, tuttavia, suona come una sonora bocciatura delle capacità di guida del settore da parte delle organizzazioni imprenditoriali indigene.

All’interno di Venchiaredo e Latterie friulane, infatti, sono presenti tutti i protagonisti della filiera unica auspicata, che hanno in essere partecipazioni incrociate e anche una bozza di progetto in tal senso. Bozza in stato di stand-by da cui è possibile ripartire. Vi sono anche altre due precondizioni cruciali: la prima è la presenza in Venchiaredo di un partner internazionale fortemente impegnato ad approfondire la propria presenza sui mercati esteri, partner che è stato essenziale per la rinascita e lo sviluppo di Venchiaredo e che lo è altrettanto per la vitalità della filiera unica regionale. La seconda è la presenza di una Regione che si è già fatta carico di perseguire un progetto ambizioso per Latterie friulane e che è più che disposta a fare ancora la propria parte. Se poi si aggiunge anche un partner di capitale a sostegno dell’iniziativa industriale auspicata - ad esempio il Consorzio agrario di Basiliano che nelle ultime ore ha dichiarato un proprio forte interesse per una proposta alternativa a quella di Granarolo - credo che il risultato finale sarebbe epico e brillante. Cosicché i protagonisti dell’impresa verrebbero ricordati per questi due aspetti e non già per la sconfitta rimediata con la completa rinuncia all’intrapresa e/o per l’aver prodotto un progetto parziale e, quindi, di corto respiro.

Fulvio Mattioni
Fulvio Mattioni
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Claudia Sacilotto
Claudia Sacilotto
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