Realtà Industriale

Ottobre 2013

 

Il riconoscimento dei sindacati ad Adriano Luci

Non capita sempre che un sindacato porga il proprio saluto e il proprio ringraziamento a un presidente di Confindustria al termine del suo mandato: è quanto accaduto invece mercoledì 7 agosto a Palazzo Torriani dove i rappresentanti dei sindacati territoriali, Cisl Alto Friuli, udinese, e bassa friulana, Cgil e Uil provinciali, hanno voluto incontrare Adriano Luci per comunicargli il riconoscimento e l’apprezzamento per il lavoro svolto in questi anni difficili. “Nonostante rappresentiamo soggetti diversi, con opinioni spesso differenti, lei ha svolto un ruolo estremamente positivo per il territorio e per la comunità friulana, ancor più nel momento peggiore della storia della nostra Repubblica - ha detto Roberto Muradore, Cisl Udine -.

Abbiamo fatto insieme tutto il possibile per gestire al meglio questo cambiamento epocale, ed ho sempre apprezzato i suoi continui richiami al senso di responsabilità, il suo atteggiamento costruttivo, mai lamentoso e rivendicativo”. Ferdinando Ceschia, Uil provinciale, ha posto l’attenzione sulla qualità delle relazioni intrattenute con Adriano Luci e con l’associazione: “La disponibilità e l’apertura al dialogo non sono mai mancate in questi anni, questo ci ha permesso di portare a termine obiettivi condivisi – ha sottolineato -. Con la sua esperienza e capacità ci ha offerto una visione completa e un punto di ascolto con le realtà produttive del territorio”.

“Durante la sua presidenza abbiamo sempre avuto un rapporto di stima reciproca – ha aggiunto Alessandro Forabosco, Cgil – sono stati anni duri per il sistema produttivo e per i lavoratori, ma insieme siamo riusciti a mantenere la coesione sociale, abbiamo posto al centro della riflessione il lavoro e il manifatturiero, temi centrali per questo territorio”. Anche Franco Colautti, Cisl Alto Friuli, ha ricordato la complessità del contesto in cui si è trovato a operare Luci e ha espresso apprezzamento per l’occhio di riguardo sempre riservato all’industria della montagna: “Abbiamo avuto relazioni positive e mai conflittuali, ma le problematiche sono state tante e difficili. In un territorio in cui il lavoro non era mai stato un problema, la crisi ha messo in discussione interi percorsi di vita. La ringrazio per la sua forte capacità di rappresentanza, che non ha mai lasciato fuori nessuno, e per l’attenzione che non ha mai fatto mancare alla montagna e al suo manifatturiero. Per tutto questo lascia un’eredità preziosa al suo successore”.

Dal canto suo, Adriano Luci ha ringraziato per la stima e il riconoscimento, assicurando come la nuova presidenza “raccoglierà le sfide del presente con la giusta energia e competenza”. Ricordando gli anni difficili e l’intesa attività svolta insieme alle organizzazione sindacali per affrontare le situazioni di difficoltà aziendali nella logica di preservare il lavoro e il manifatturiero, Luci ha ribadito anche come non ci siano alternative: “Il cambiamento c’è e dobbiamo sapere affrontarlo. Dobbiamo recuperare la capacità di sudare, e soprattutto - rivolgendosi alla politica ma non solo -, fare le cose che riteniamo importanti velocemente, perché il tempo è una variabile che fa la differenza”.

Roberto Muradore
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