Messaggero Veneto

Martedì 03 Gennaio 2012

 

Il sogno è svanito Maruzzella addio

Marano: si è sciolta la coop sorta sulle ceneri dell'azienda.
E' saltato il finanziamento promesso dalla Regione.

MARANO Il sogno è finito: la Marancoop, la cooperativa costituita da 18 dipendenti della ex Maruzzella di Marano Lagunare, si è sciolta essendo venuti meno i finanziamenti per l’acquisizione di un immobile nella zona industriale Aussa Corno, dove far rinascere lo stabilimento conserviero del pesce. Amarezza, delusione, rammarico, e tanta rabbia, sono i sentimenti di questi lavoratori, che con la conclusione del 31 dicembre dei quattro mesi di cassa integrazione in deroga concessa dalla Regione per portare a conclusione il progetto, si troveranno in mobilità assieme agli altri 40 ex dipendenti dello stabilimento di Marano. Tutte persone tra i 50 e 60 anni di età, quindi fuori dal mercato del lavoro e con la pensione ancora lontana grazie alle nuove leggi emanate in materia.

Il finanziamento per l’acquisizione di un immobile nella Ziac di San Giorgio, pari a 1,8 milioni di euro, era stato promesso dall’assessore Federica Seganti, e inserito nella variazione di bilancio della Regione, poi contestata dalla Corte dei conti e sulla quale pende il ricorso dell’Ente regionale, non ancora discusso. Ciò ha fatto venir meno le risorse per l’acquisto del capannone che era il primo e decisivo passo per l’avvio dell’attività. Infatti, con il capitale sociale versato dai lavoratori(600 mila euro tra mobilità, Tfr, e altro), con l’accesso alla Legge Marcora, e il sostegno di alcuni istituti di credito, si sarebbe avviata la produzione, che complessivamante sarebbe costata, tra acquisizioni e avviamento, sugli 8 milioni di euro.

«Troppo oneroso - affermano gli ex soci-: non siamo in grado di sostenere un simile esborso, per questo abbiamo deciso a metà dicembre di sciogliere la coop. Certo ci è mancato anche qualche altro sostegno».

Come si ricorderà, la proposta di costituire una cooperativa sulle ceneri della Maruzzella, era partita nel 2010 dall’allora presidente della Lega delle Coop, Renzo Marinig, e dal direttore Daniele Casotto, ai quali si era poi aggiunto Paolo Mason della Cisl. Seppur consci delle difficoltà dovute agli onerosi costi di realizzazione dello stabilimento e al reperimento della materia prima (il tonno), oltre al fatto che la materia prima sarebbe arrivata a Genova, centro di smistamento, e quindi trasportata su gomma a Marano, i soci avevano presentato il progetto ai lavoratori, trovando l’adesione di 25 persone.

Dunque dopo 120 anni, Marano e la Bassa friulana hanno definitivamente perso l’azienda conserviera del pesce: un altro pezzo di storia industriale che se ne va.

Francesca Artico

Paolo Mason
Paolo Mason
archivio

altre risorse: