Messaggero Veneto

Domenica 17 Novembre 2013

 

In 5 anni persi mille posti di lavoro

Il “bollettino” della crisi nella Bassa. Chiesto un Osservatorio sull’occupazione.

Persi nell’ultimo quinquennio un migliaio di posti di lavoro e chiuse una ventina di aziende nella Bassa Friulana. Questo è il bollettino di guerra delle “crisi senza speranze” nel comparto metallurgico-siderurgico e chimico che coinvolge la Bassa e soprattutto l’Aussa Corno, letto dal sindaco di San Giorgio di Nogaro, Pietro Del Frate, in apertura dei lavori per l'avvio dell'osservatorio sullo stato dell’occupazione. «Se vogliamo mettere in moto l’economia - ha detto - dobbiamo attivare tutte le risorse disponibili che attraggano investitori, realizzando quelle opere fondamentali per permettere la crescita: i dragaggi per dare piena funzionalità al porto, e quelle infrastrutture che ci colleghino velocemente alle vie di comunicazione internazionale. Sollecitare lo Stato e la Regione a garantire accordi, anche in loco, per fornire alla aziende energia a costi minori». Drammatici anche i dati del settore artigianale nella Bassa Friulana: nell'ultimo anno -88 e -166 nell'ultimo quadriennio. Tra il 2009 e il 2013 la perdita maggiore tra le imprese edili e di - 86, le piccole finiture edili -55, e le manifatture - 49. All’interno del manifatturiero in forte calo la nautica con -29.

Roberto Muradore (Cisl) ha ricordato come il sindacato avesse allertato, inascoltato, le istituzioni regionali della crisi. «Questo territorio - ha detto - è già sistema di per se con l'autostrada A4, il porto, e con una forte connotazione industriale, ma ha bisogno di dotarsi di infrastrutture viario ferroviarie. La Regione deve costruire un osservatorio che vada nelle imprese e “legga” le imprese per dare quelle risposte che gli imprenditori attendono, ad iniziare dalla sburocratizzazione».

Sostanzialmente d’accordo gli interventi del settore cooperativo (Sciolino, Sesso e Tomba) nel chiedere l’impegno degli enti locali, per realizzare infrastrutture, e maggiori controlli sugli interventi di Friulia, «ricevuti i quali le aziende se ne vanno».

Forabosco e Giareghi (Cgil) hanno evidenziato l'importanza del nuovo cloro soda come attrazione per il polo chimico di Torviscosa, anche in prospettiva della green economy, affermando che progetti come il cementificio e la Voest Alpine «sarebbero oggi come manna dal cielo». L’assessore maranese Scala ha chiesto il potenziamento degli uffici regionali navigabilità e porti, oggi smobilitati, per andare avanti con i dragaggi.

Durissima la “requisitoria” del presidente di Confartigianato Tilatti, che ha ribadito la mancanza di progetti industriali. Dura pura la posizione del direttore di Confindustria Lugnani, che ha invitato alla ricapitalizzazione del Consorzio Aussa Corno, «servono 6 milioni entro gennaio e 18 a giugno: anche questa è politica industriale».

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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