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Messaggero Veneto

Venerdì 17 Maggio 2013

 

Insider, da gennaio 84 dipendenti senza salario e cassa integrazione

Appello di Barbaro (Fim Cisl): «Riceveranno l’indennità solo ad agosto, chiediamo aiuto alle banche. Molti in gravissima difficoltà con famiglie a carico. La situazione può sfociare in un allarme sociale»

Da gennaio sono senza stipendio, e rischiano di non percepire alcun introito fino al mese di agosto. Una situazione di grave difficoltà per 84 lavoratori dell’Insider srl, di cui 78 operai e 6 impiegati, molti sono monoreddito e hanno famiglia a carico. Per tutti, lo spettro è di non riuscire a dar da mangiare a moglie e figli.

A lanciare l’allarme è la Fim-Cisl attraverso Francesco Barbaro e chiede aiuto alle banche per fronteggiare una situazione che rischia di degenerare provocando allarme sociale. Tutto è iniziato con la crisi del manifatturiero. La Insider, azienda con sede in via Gorghi che opera dal 2008 con l’acquisizione di appalti per lavorazioni meccaniche, in particolare manutenzioni e costruzioni di carpenteria per importanti aziende come Abs, Ferriere nord, Serfer srl, Santarossa e Fincantieri, ha cominciato ad avere conti in rosso sin dal 2011, poi sono arrivate altre perdite, e l’inchiesta della Guardia di finanza che ha portato al maxisequestro disposto dal Gip del tribunale di Udine su richiesta della Procura di 4 milioni di euro con un provvedimento destinato alla legale rappresentante dell’azienda Fabiana Pol.

Da gennaio alcuni dipendenti sono rimasti a casa. Così è partita la vertenza sindacale. Alla fine Fim-Cisl è riuscita a ottenere tre mesi di cassa integrazione ordinaria con la ditta, soldi che, però, i dipendenti non hanno mai percepito. Si tratta infatti di fondi che l’Inps non versa direttamente, ma che è l’azienda a dover erogare e visto che l’azienda non ha liquidità non ha potuto farlo. A fine marzo alla Direzione regionale del lavoro di Trieste è stato firmato l’accordo per la cassa integrazione straordinaria.

Purtroppo però - ha spiegato da Fim Cisl Francesco Barbaro - l’Inps non potrà pagare prima di quattro mesi. «Nel frattempo – aggiunge – abbiamo chiesto aiuto alle banche della Bcc, proponendo loro di anticipare mensilmente la quota di cassa ai lavoratori. Gli istituti di credito, però, pretendono una vasta documentazione da parte dell’azienda all’interno della quale ormai gli uffici sono chiusi, intanto il tempo passa e i soldi non arrivano. Chiediamo che la banca venga incontro alle esigenze dei lavoratori, visto che alcune filiali si sono già dimostrate disponibili, ma c’è la necessità di fare in fretta – sottolinea Barbaro -. Quelle famiglie non possono stare 8 mesi senza un introito».

E c’è di più, per alcuni di quei dipendenti, spiegano i rappresentanti sindacali, si sarebbe profilata la possibilità di un reinserimento in altre aziende con mobilità. «Ma per aprire la mobilità – chiarisce Barbaro – è necessario un contributo d’ingresso da parte dell’azienda, pari a tre mensilità per ciascun lavoratore, e l’azienda, visti i problemi di liquidità, non può permetterselo». Così, le prospettive dei lavoratori si fanno ancora più cupe.

Alessandra Ceschia

Francesco Barbaro
Francesco Barbaro
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