Messaggero Veneto

Giovedì 05 Febbraio 2015

 

L’Isee diventa un rebus centinaia di pratiche ferme

È piena emergenza per la complessità delle regole previste dalla riforma
Caf in crisi: «Procedure poco chiare e troppe informazioni da richiedere»

«Siamo in piena emergenza con centinaia di pratiche bloccate a causa della complessità delle nuove regole e della mancanza di chiarezza e ci sono anche problemi nella gestione informatica con l’Inps. Per 20 anni le procedure per l’Isee erano rimaste di fatto le stesse mentre ora siamo allo sbando e i cittadini sono spiazzati. A questo punto saranno inevitabili slittamenti per quanto riguarda le scadenze dei bandi comunali e regionali». Parole che delineano una situazione di autentico caos quelle della responsabile del Caf Cisl di Udine, la dottoressa Mariannina Rocco.

Uno scenario che accomuna i vari centri di assistenza fiscale del capoluogo friulano in queste prime settimane del 2015: centinaia di pratiche bloccate, addetti sotto pressione e impossibilitati a fornire risposte tempestive e complete agli utenti che si rivolgono agli sportelli. Tutto nasce dall’entrata in vigore dal 1º gennaio della riforma che prevede nuove regole e procedure rivelatesi secondo i Caf più complesse del previsto, oltre a maggiori controlli. Con la riforma, l’Indicatore della situazione economica equivalente non diventa solo uno strumento per valutare il reddito di chi richiede prestazioni sociali agevolate o l’accesso ai servizi di pubblica utilità ma assume anche una valenza antievasione. Nella nuova versione della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), infatti, è presente una casellina che, nel momento in cui si intende presentare di nuovo la richiesta per l’Isee, consente di individuare chi ha nascosto depositi e investimenti di rilievo per ottenere un Isee più basso. La Dsu si presenta all’ente che fornisce la prestazione sociale agevolata, ai Comuni, direttamente all'Inps in via telematica, e ai Caf.

Proprio i Centri di assistenza fiscale, in questo momento, stanno affrontando le maggiori difficoltà. L’allarme “preventivo”, in questo senso, era già stato lanciato a inizio gennaio e si paventavano disservizi per i cittadini in procinto di chiedere ai Caf di avviare la pratica per la richiesta del nuovo Isee all’Inps: anche alla luce della mancanza della convenzione tra l’Inps e i Caf, secondo quanto denunciava la consulta dei centri di assistenza fiscale, «si fa fatica ad assicurare il servizio». A un mese di distanza la situazione, anche a Udine, è ulteriormente peggiorata: «Le procedure e le regole per l’Isee sono completamente nuove – spiega Mariannina Rocco –. Sono coinvolti tanti soggetti, non solo Inps ed Agenzia delle entrate ma anche Regioni e Comuni. Le indicazioni sono poco chiare e ad oggi tanti contribuenti udinesi che si sono rivolti a noi ancora non hanno potuto sapere il valore del proprio Isee. Ci sono da chiedere tantissime informazioni in più su redditi, contribuiti ricevuti, addirittura la targa dell’auto. Magari nei prossimi anni tutte queste procedure porteranno ad una semplificazione ma per il momento non possiamo far altro che invitare i cittadini ad aspettare ancora qualche settimana prima di rivolgersi ai nostri sportelli, a meno di particolari ragioni di urgenza. Fino ad oggi abbiamo avviato oltre un migliaio di pratiche per l’Isee e oltre 500 di queste sono bloccate».

«Le novità introdotte per l’Isee stanno creando notevoli problemi – conferma Ferdinando Ceschia, segretario generale della camera sindacale della Uil di Udine –. Basti pensare alla necessità di richiedere la media dei depositi del contribuente che a volte non vengono forniti dalle banche. Abbiamo centinaia di pratiche bloccate. Finora questi cambiamenti non stanno certo portando a una semplificazione». «Ci sono difficoltà anche con i nuovi software – afferma Renato Nicli, responsabile del Caf Imprese Coldiretti –. Insomma, al momento la situazione è disastrosa per la mancanza di chiarezza sulle procedure. Anche noi abbiamo centinaia di pratiche bloccate e non possiamo fornire tempestivamente il valore Isee finale, che deve essere comunicato dall’Inps mentre in passato potevamo calcolarlo noi. La collaborazione con gli enti, Comune e Regione, è buona ma il problema resta». Analoghe difficoltà si registrano anche in altri Caf udinesi, dal centro assistenza della Cgil a quello Acli. «Procedure più complesse e poco chiare – evidenza il segretario udinese della Cgil Villiam Pezzetta –. Speriamo che queste difficoltà si possano superare presto, soprattutto per venire incontro alle esigenze delle fasce sociali più deboli. Fino ad ora questa riforma non ha portato a un’effettiva semplificazione. Vedremo in futuro».

Piero Tallandini

Caf Cisl Udine
Caf Cisl Udine
archivio

altre risorse: