La Vita Cattolica

Mercoledì 03 Febbraio 2016

 

L'Università di Udine spinga il Friuli a ripartire

L'anno che si è da poco chiuso non è stato per nulla buono per l'economia e il lavoro nella nostra provincia e nella nostra regione, anzi. Le narrazioni tanto ottimistiche quanto fantasiose si sono sbriciolate al cospetto della realtà e dei dati forniti dall'Istat.

Ma cosa c'è da aspettarsi nel 2016? Non c'è proprio nulla da «aspettare», bensì è necessario rimboccarsi le maniche e operare, da subito, affinchè si affermi una ripresa reale del nostro sistema economico. Non saranno né il mercato, nella dogmatica ideologia neo liberista, né l'intervento pubblico, nella obsoleta visione statalista, a darci una mano, ma un insieme delle due cose e, soprattutto, sarà determinante la capacità di utilizzare fino in fondo, mettendole anche a sistema, le importanti opportunità che in Friuli e in Regione pur esistono! Alcuni «asset» locali, infatti, sono a dir poco strategici e vanno colti e valorizzati.

Innanzitutto va rimarcato come l'economia regionale sia davvero «plurale» e vada dal manifatturiero ai servizi, dall'agricoltura al terziario, coprendo, sebbene in misura diversa, un po' tutti i settori. L'agricoltura deve, però, dare il là ad un'industria locale di trasformazione dei propri prodotti e non servire le industrie agro alimentari di altre regioni (non solo agro alimentare ma anche agro industria, quindi). Il turismo deve essere davvero tale e non mera speculazione edilizia (meno appartamenti e più alberghi, quindi). Il manifatturiero è e deve restare fondamentale per il reddito e l'occupazione nostrana.

La strumentazione di cui dispone la regione (Friulia, Mediocredito, Frie, Finest, ecc.) va ulteriormente ritarata ed efficientata per renderla davvero utile all'economia reale. L'offerta pubblica al mondo dell'impresa è stata fondamentale e deve ritornare ad esserlo, anche in termini di «servizi» e non più solo monetari: è importante accompagnare le nostre imprese in mercati nuovi, favorirne l'aggregazione, sostenerle affinché possano esercitare quelle funzioni che da sole, per le piccole dimensioni, non possono esercitare. L'Autonomia Speciale del Friuli-Venezia Giulia, perciò, va non solo difesa ma ulteriormente consolidata e riportata ad essere virtuosa come è stata per lungo tempo, consentendo alle nostre comunità un vero e proprio riscatto sociale ed economico.

E per essere di nuovo virtuosa deve essere efficientato e razionalizzato il sistema Regione-Enti locali, in modo da erogare servizi pubblici migliori a costi inferiori e attuare politiche di sviluppo utili alle imprese, ai lavoratori e ai cittadini. Il capitale economico può crescere e funzionare solo in presenza di un adeguato capitale sociale, senza il quale si immiserisce anche l'economia. Fortunatamente e meritatamente nel nostro territorio insistono buone scuole, ben due università, attrezzati parchi tecnologici, un'importante area di ricerca, un capillare sistema di formazione.

Si impone, però, che l'Università di Udine persegua ancor di più la cosiddetta «terza missione», per cui è stata istituita, e cioè aiuti il Friuli nel suo cammino di progresso culturale, sociale ed economico e l'Area di ricerca di Trieste deve produrre qualcosa di realmente utile per l'innovazione del tessuto produttivo locale. Il posizionamento geo-politico-economico del Friuli-V.G., inoltre, è proprio unico e va decisamente valorizzato con un adeguato sistema logistico/trasportistico: portualità e rete ferroviaria tali da intercettare prima e smistare poi i traffici internazionali soprattutto lungo l'asse Adriatico-Baltico e, ovviamente, per offrire opportunità di produzione e di occupazione al manifatturiero locale.

Infine, l'identità o, meglio, le identità del nostro Friuli e della nostra Regione sono anch'esse un punto di forza in quanto in un'economia fin troppo globalizzata, indistinta ed omologata riusciranno a competere efficacemente quei sistemi territoriali che sapranno rendersi interessanti per originalità, tipicità ed autenticità. Gli asset, sia materiali che immateriali, fin qui ricordati, se saranno convintamente rafforzati e utilizzati, potranno davvero fare la differenza e dare alle nostre comunità un futuro di benessere sociale ed economico.

Roberto Muradore - Segretario generale Cisl di Udine

Roberto Muradore
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