Messaggero Veneto

Sabato 31 Dicembre 2011

 

L’allarme dei sindacati: un’impresa su 2 in “cassa”

Manzano, previsione negative per il Distretto già per i primi mesi del 2012.
La richiesta: «Non bastano gli ammortizzatori sociali, servono pure investimenti»

MANZANO La recessione investe ancora il distretto della sedia e nei primi sei mesi del 2012 il 50 per cento delle imprese del distretto della sedia termineranno le casse integrazione. A dirlo sono i sindacati che prevedono entro l’estate del prossimo anno una forte emorragia di lavoratori che usciranno dal mercato del lavoro.

Mentre la Regione stanzia nuovi ammortizzatori sociali, in collaborazione con le rappresentanze sindacali, gli stessi rappresentanti dei lavoratori esprimono una forte sfiducia nel sistema. Unica ricetta per tentare di risolvere i problemi: «che la politica si occupi di economia reale, favorisca le reti di imprese, l’aggregazione e i processi formativi per i lavoratori espulsi dal sistema». Insomma uscire dalla cosiddetta fase difensiva, quella fatta di ammortizzatori sociali, e passare a quella di sostegno alle imprese, passando dunque dai lavoratori. Ne sono convinti il segretario generale della Cisl di Udine e della Bassa friulana, Roberto Muradore e il segretario della Filca Cisl (il settore legno e edilizia), Gianni Barchetta. «Entro giugno del 2012 – commenta Barchetta – oltre il 50 per cento delle aziende che operano nel manzanese termineranno le casse integrazione iniziate due anni. Questo – continua il sindacalista – significa che avremo un’emorragia di lavoratori».

E ancora, continua, «come sindacato non possiamo accontentarci solo di ammortizzatori sociali, ma ci aspettiamo anche investimenti per l’inserimento lavorativo delle persone espulse dal mercato o in mobilità. La piaga più grossa è costituita dai cinquantenni, una fetta di lavoratori sempre più amplia che non riesce a rientrare nel mondo del lavoro». Riguardo alla formazione Barchetta chiede maggiori sforzi economici e «finanziamenti mirati alle imprese che innovano. Nel campo della riqualificazione l’Asdi ha fatto un buon lavoro, siamo soddisfatti ma non basta, serve un aiuto maggiore dalla Regione». E sempre nel settore della formazione interviene anche segretario generale della Cisl friulana. «Non è più il caso – aggiunge Muradore – che gli ammortizzatori sociali siano soltanto un sostegno al reddito, è certo una condizione necessaria ma non più sufficiente, serve ricollocare e riqualificare, ma con corsi che permettano un reale reinserimento». E infine, Muradore conclude con un avvertimento: «Nel 2012 continuerà la situazione di crisi per lavoratori e imprese, quindi è necessario che la politica si impegni per incentivare le imprese nei processi di aggregazione».

Gianpiero Bellucci

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