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Messaggero Veneto

Venerdì 09 Dicembre 2011

 

Corsa alla pensione, Sos in ospedale

L’allarme della Cisl-Fp: il “fuggi-fuggi” dai reparti e il blocco delle assunzioni rischiano di mettere in ginocchio il sistema

SANITÀ » DOPO LA MANOVRA MONTI

di Luana de Francisco

Corsa alle pensioni da una parte, blocco del turnover dall’altra: una miscela dagli effetti potenzialmente esplosivi per la sanità, quella che si profila all’orizzonte non soltanto del personale, ma anche degli utenti degli ospedali friulani. Le premesse sono sotto gli occhi di tutti, ma a metterci sopra la lente d’ingradimento ci pensa il sindacato Cisl-Fp, con l’ennesimo e, questa volta, ancor più vibrante appello alla prudenza. A meno di non volersi rassegnare a vedere il “Santa Maria della Misericordia” procedere verso una lenta, ma inesorabile riduzione dei servizi.

«In questa manovra del governo Monti non c’è equità, né ratio, ma solo la necessità di fare cassa - afferma Nicola Cannarsa, segretario generale Cisl-Fp Udinese e Bassa friulana -. Se, per un verso, è doveroso ristrutturare e razionalizzare, per l’altro non si può pensare di farlo portando sul baratro un sistema, quello dei pubblici servizi, che da anni paga per l’incapacità e la cecità di chi governa. Il blocco delle assunzioni ha già determinato difficoltà enormi a coloro che si sono fatti carico del lavoro dei colleghi cessati: mi riferisco alle corsie degli ospedali, ma anche agli uffici degli enti pubblici, ai tribunali, alle procure e alle strade». I numeri parlano chiaro. «Nella sanità regionale - ricorda Cannarsa - sono state tagliate già 500 unità. E le previsioni sono tutt’altro che rosee. Nei prossimi mesi perderemo ulteriori posti, tra infermieri, personale di assistenza, amministrativi e tecnici: persone che, proprio a causa della “strozzatura” determinata dal blocco del turnover, non saranno sostituite».

Il risultato? Cannarsa non va per il sottile. «Una scompensazione del sistema. Cioè, in altre parole, la prospettiva di vedere, in breve, l’attività dell’Azienda ospedaliero-universitaria e delle altre strutture sanitarie messa in ginocchio non tanto dalla crisi, quanto dagli spauracchi, una vera e propria “follia collettiva”, determinati dalla manovra Monti. Con conseguente svuotamento dei reparti e allungamento dei tempi di erogazione dei servizi, ossia delle liste d’attesa».

Quantificare con certezza la portata dell’“esodo” non è ancora possibile. Ma, secondo i dati in possesso della Cisl, si va comunque verso un ulteriore calo. «Al 30 giugno scorso - afferma Cannarsa -, il “Santa Maria della Misericordia” registrava già un saldo negativo di 90 persone e altrettanto è verosimile calcolare per la seconda metà dell’anno». In settembre, il Piano assunzioni indicava in 3.854 dipendenti l’obiettivo da raggiungere, per garantire all’ospedale una quota di personale tale, da garantire il mantenimento degli attuali standard qualitativi. Per farlo, la direzione aziendale aveva annunciato l’inserimento di 48 nuove figure professionali (10 medici e 38 tra infermieri, personale di supporto tecnico e operatori socio-sanitari) entro la fine dell’anno.

Adesso, però, quell’equilibrio dinamico è di nuovo a rischio. E non soltanto per il “fuggi-fuggi” innescato dalla riforma delle pensioni: oltre a essere sempre più risicato, il comparto sanitario finirà per ritrovarsi anche più “vecchio”. «Si dimostra di non tenere conto del tipo di attività svolta - conclude Cannarsa -. Ci sono lavori più o meno usuranti e che richiedono turnazioni anche notturne. È folle chiedere a questi colleghi di lavorare fino a 67-70 anni». Anche perchè, in ballo, c’è pure la sicurezza di tutti, pazienti compresi.

Nicola Cannarsa
Nicola Cannarsa
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