Messaggero Veneto

Giovedì 24 Marzo 2016

 

L’analisi Cisl dell’economia in Fvg: crisi già da 15 anni

L’avvio della crisi in Friuli Venezia Giulia non ha inizio come nel resto del Paese nel 2008, ma diversi anni prima. A sentire l’economista Fulvio Mattioni, chiamato dalla Cisl di Udine a scattare un’istantanea dello stato di salute dell’economia in regione, bisogna tirare indietro l’orologio almeno fino all’alba del nuovo millennio. Non a caso, l’incontro che sarà ospitato stamattina a Palmanova, nel salone d’onore del municipio, s’intitola “Il Friuli negli anni 2000-2015. L’economia”.

E’ il primo di un trittico di convegni che la Cisl di Udine ha organizzato da qui alla fine di maggio per approfondire lo stato dell’economia, del lavoro e della società. Ai saluti del padrone di casa Francesco Martines, seguiranno gli interventi introduttivi di Ennio Toniutti, segretario generale di Fnp Cisl Udine, e del segretario dell’Ust provinciale Paolo Mason, quindi la relazione dell’economista Fulvio Mattioni, per finire un dibattito tra il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello, Angelo Colombini, segretario generale di Femca Cisl Nazionale, e Roberto Muradore, segretario generale di Cisl Udine.

Maura Delle Case

 
 

Venerdì 25 Marzo 2016

 

Fvg maglia nera tra le Regioni speciali per crescita del Pil

Analisi della Cisl sulla crisi dell’economia negli ultimi 15 anni
Bolzonello punta sull’innovazione. Muradore: serve agro-industria

La grande crisi economica è inizia per tutti nel 2008, non per il Friuli Venezia Giulia dove i segnali di difficoltà si fanno vedere ben prima, all’alba del nuovo millennio. L’economia regionale paga dazio alla recessione da ormai 15 anni ed è passata dalle prime posizioni della classifica regionale del Pil alla zona retrocessione.

«Siamo gli ultimi tra le Speciali. Dopo la Sicilia. E naturalmente dopo il Trentino Alto Adige dove sarà anche vero che hanno più soldi, ma li sanno anche mettere a frutto», dice tranchant l’economista Fulvio Mattioni chiamato dalla Cisl di Udine a scattare un’istantanea senza sconti della situazione economica della regione, guardano agli ultimi 15 anni. Lo studio è stato presentato ieri nel salone d’onore del municipio di Palmanova, che ha ospitato la prima delle tre tappe che la Cisl di Roberto Muradore ha inteso dedicare a tre grandi quanto strategici temi, esordendo con l’economia cui seguiranno ad aprile e maggio i focus su lavoro e società.

Momenti di approfondimento finalizzati a cristallizzare lo stato dell’arte, «guardando in faccia la realtà» è il motto di Muradore, e alla luce di quella compiere scelte ed elaborare strategie. «Perché se qualcosa è mancato in questi “primi” 15 anni – afferma lo storico leader cislino – è stato il coraggio di guardare in faccia la realtà che stava cambiando. Ben prima del 2008 le nostre imprese avevano iniziato a soffrire. E noi?». «Abbiamo pensato alle infrastrutture» ribatte Mattioni, critico sulle scelte compiute dalla politica nel corso delle ultime tre legislature. Al di là delle appartenenze di partito. Secondo l’economista l’inesorabile scivolare del Fvg ai piedi della classifica regionale del prodotto interno lordo è figlia di una mancata attenzione per l’economia, che ha reso abissale la distanza tra il primatista Trentino, cresciuto in 15 anni del 7,8%, e il Fvg, decresciuto del 7,7%, dell’1,3% nel 2014, quando hanno fatto peggio solo la Campania (-1,8%) e l’Abruzzo (-2,5%). Nel periodo della grande crisi la provincia di Udine è calata di quasi un quarto (-22,9%), del 10,2% se si guarda al 2001/13 contro una crescita del 4,1% di Trieste e un valore sì negativo, ma inferiore, di Pordenone (3,1%) e Gorizia (7,6%). Quindi l’export. A valori costanti nel periodo preso in esame, cala del 3,1%, mentre la crisi economica in senso stretto, dal 2008 in poi, comporta una perdita del 14,1%. «L’obiettivo minimo – dice l’economista – è quello di riconquistare da parte della politica nostrana i 2 miliardi di export persi nel tempo attrezzando la politica industriale per raggiungere al più presto l’obiettivo». Ancora un dato. Stavolta sull’occupazione. I lavoratori inutilizzati sono circa 95 mila considerando quelli in cassa integrazione, quelli iscritti alle liste di disoccupazione e quelli che si trovano a mezza via, indecisi se abbandonare il mercato del lavoro o continuare a cercare un impiego.

Alla presentazione dello studio è seguito un dibattito tra il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, Muradore e il nazionale di Femca, Angelo Colombini. Pur riaffermando «la centralità del manifatturiero per l’economia Fvg», Bolzonello ha esordito riconoscendo che «è sotto gli occhi di tutti come in questi anni sia sfumata la centralità del manifatturiero. Dal nostro insediamento, uno degli obiettivi che ci siamo posti da subito è stato quello di ridare la giusta collocazione a un comparto che pesa molto nell’economia regionale». Rilancimpresa va in quella direzione e lo fa assieme a una serie di altre azioni concrete come «la riqualificazione complessiva del manifatturiero, che deve fare i conti con l’innovazione di prodotti e processi. Questo cambio di paradigma – ha aggiunto Bolzonello – deve basarsi sul sistema dei saperi presenti in Friuli Venezia Giulia, composto da università, centri di ricerca e parchi tecnologici in grado di dare risposte e soluzioni innovative al comparto». Dal canto suo, Muradore ha invocato una nuova economia del territorio. Con doppia valenza. «Risparmiarlo da nuove cementificazioni e svilupparlo nelle sue potenzialità, siano esse turistiche o produttive. Dobbiamo smettere di parlare di agroalimentare e renderci conto che ci vuole più agro-industria, così come di Lignano e Grado senza Palmanova e Aquileia».

Maura Delle Case