Messaggero Veneto

Martedì 16 Ottobre 2012

 

L'industria è il futuro della Regione.

di Giovanni Fania - Segretario Generale Cisl Fvg

Dopo cinque anni consecutivi di crisi è tempo di bilanci anche per il Friuli Venezia Giulia. Bilanci imposti non solo dall’attualità della congiuntura economica ancora gravemente negativa, ma anche dall’impellenza di tratteggiare il futuro. Se è vero che in regione si è tutto sommato ben tamponato la crisi anche con l’innovativo accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga, è altrettanto vero che la riflessione sul modello cui tendere per i prossimi decenni deve farsi ora più concreta.

Occorre, cioè, chiedersi cosa il Friuli Venezia Giulia voglia essere da grande, costruendo su questo una forte idea condivisa e concertata. In una prospettiva di decrescita come quella che ci attende, serve, dunque, uno sforzo di immaginazione, finora mancato. Tutti conosciamo i punti di forza di questo lembo di terra, eppure malgrado gli assets formidabili – dalla specialità alla posizione geografica baricentrica, che oggi, date le dinamiche del mercato, conta più che mai – è da oltre trent’anni che non si fanno investimenti significativi. Dipendiamo da Veneto e Slovenia per l’approvvigionamento energetico, il progetto del “superporto” sembra definitivamente sfumato, da tempo si discute senza esito sul rigassificatore, all’insegna delle logiche di campanile, spesso e volentieri colpevoli di aver frenato lo sviluppo della regione.

Come Cisl crediamo che il punto di partenza per il rilancio debba tornare a essere l’industria e il manifatturiero in particolare. Un manifatturiero innovato, capace di guardare ai mercati emergenti, non giocato sul costo del lavoro e che possa trovare sostegno in un forte patto per la produttività, finalizzato a incrementare i salari reali e a favorire l’innovazione e l’internazionalizzazione delle aziende. Attraverso questo patto – che rilanceremo domani al nostro Meeting d’autunno con il segretario generale Bonanni – vanno realizzate nuove relazioni industriali, fondate su un’idea cara alla Cisl, ovvero quella della democrazia partecipativa dei lavoratori alle scelte aziendali e agli utili d’impresa, possibile attraverso la contrattazione di secondo livello, inestimabile fattore di crescita competitiva del sistema imprenditoriale.

Naturalmente queste azioni necessitano di un contesto più competitivo, vale a dire – sintetizzando una piattaforma che abbiamo già consegnato al presidente Tondo – una regione in grado, pur in carenza di risorse (ma meglio si potrebbero utilizzare i fondi europei e strutturali!), di adoperarsi per l’industria, con un apposito assessorato, con infrastrutture adeguate, con politiche attive efficaci, con un migliore rapporto tra istruzione e fabbisogni del mercato e finalizzando gli incentivi alle aziende che assumono e che non scambiano la flessibilità con la precarietà.

Giovanni Fania
Giovanni Fania
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