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Messaggero Veneto

Domenica 15 Aprile 2012

 

La Cisl: ancora 300 esuberi nel solo Distretto in 5 mesi.

Manzano, la previsione nel corso del convegno sul rapporto fra lavoro ed etica.
Sollecitata un’organizzazione produttiva che coinvolga al meglio il dipendente.

Altri 300 esuberi nel solo Distretto della sedia tra maggio e settembre. È’ il pessimistico presagio della Filca Cisl di Udine, nei giorni scorsi ospite all’Abbazia di Rosazzo per un convegno organizzato dal sindacato sul tema del rapporto tra il lavoro e l’etica. Per il 2012 secondo la Cisl non si prevedono spiragli di ripresa, anzi: «La responsabilità del sindacato – ha detto il segretario della Filca di Udine, Gianni Barchetta, dopo aver inaugurato anche una nuova sede di categoria a Manzano – non deve essere solo quella di far rispettare i contratti, ma di contribuire a far riscoprire il valore del lavoro, non certo demonizzando il profitto, bensì sapendo che deve essere arricchimento collettivo e non solo individuale».

Le ricette per rilanciare il Friuli a vocazione manifatturiera non mancano, come ha evidenziato il vicepresidente della Provincia, Daniele Macorig, parlando di formazione, politiche attive del lavoro e di integrazione.

«Serve una nuova organizzazione del lavoro - ha spiegato il segretario regionale della Filca Cisl, Viviano Cosolo - improntata alla collaborazione e al coinvolgimento diretto dell’intelligenza del lavoratore, in un’ottica anche di condivisione della responsabilità». Una partecipazione dei lavoratori soltanto in parte attuata, eppure prevista anche dal dettato costituzionale, che se fosse del tutto applicato aiuterebbe i grandi cambiamenti di cui il mondo del lavoro, anche locale, ha bisogno.

Al di là degli interventi necessari, richiamati pure dal consigliere regionale del Pd Paolo Menis (sburocratizzazione, servizi, revisione delle finanziarie regionali), ciò che serve è la costruzione di una cultura nuova, una coscienza collettiva che si è persa a favore di un individualismo esasperato.

«Se non c’è coscienza collettiva – ha ben sintetizzato Giuseppe Stoppiglia, presidente dell’associazione Macondo – non ci può essere vera solidarietà. Oggi la società vive della somma degli individui, ma non conosce più il senso della comunità.

L’etica non esiste più». «Bisogna ricostruire - ha infine sottolineato il segretario nazionale generale della Filca Cisl, Domeni Pesenti - il senso di bene comune e un progetto di cultura che ci veda tutti insieme creare qualcosa di nuovo. Al centro della crisi c’è la sottovalutazione del lavoro a beneficio di chi sposta solo denaro. Chi sa lavorare, costruire qualcosa oggi non è considerato, non è pagato per quello che fa. Dobbiamo impegnarci su ciò e ridare dignità alle persone».

Rosalba Tello

Gianni Barchetta
Gianni Barchetta
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Domenico Pesenti
Domenico Pesenti
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Viviano Cosolo
Viviano Cosolo
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