Messaggero Veneto

Domenica 20 Settembre 2015

 

La Cisl richiama alla realtà «Ripresa ancora lontana»

Muradore: nei primi sei mesi il Fvg ha continuato a perdere imprese e addetti
L’economista Mattioni: risalire il fondo appare possibile, ma non sarà per caso

«La fiducia e l’ottimismo sono importanti in economia. Ma non devono restare stati d’animo e devono basarsi su principi di realtà». Questa è la premessa del segretario della Cisl di Udine, Roberto Muradore, nel presentare un’analisi congiunturale di respiro regionale realizzata con l’economista Fulvio Mattioni, utile a fornire quegli elementi essenziali di richiamo «alla realtà» che come considerazione conclusiva pongono seri interrogativi sulla capacità del Fvg prima, e del Paese poi, di agguantare quegli ottimistici obiettivi di crescita del Pil che nel volgere di ore sono triplicati.

Se parliamo di Pil «nel 2008-2009 l’economia della provincia di Udine ha perso l’8,5, contro il -7,7 medio regionale. Dal 2008 a tutto il 2014 - ha proseguito Muradore - l’economia del Fvg ha perso l’11 per cento del Pil, contro il -9,3 dell’Italia. La causa? La crisi industriale che ha impattato in modo devastante sul reddito prodotto sia dal settore manifatturiero che dall’edilizia». Le previsioni del Governo rivedono al rialzo la crescita attesa, la Regione fa altrettanto. «Ma nel primo semestre 2015 la crescita del Pil italiano è stata dello 0,4 per cento, al pari di quella regionale, contro una crescita dei Paesi dell’area Ue del +1,8 per cento, e di quelli dell’area euro del +1,3». Osservando il dato relativo all’occupazione, il Fvg negli anni della crisi ha perso 23 mila occupati di cui 12 mila addetti manifatturieri, e nel primo semestre di quest’anno, se l’Italia incrementa gli occupati del +0,7, quattro regioni continuano a veder crescere la disoccupazione. E tra queste, al penultimo posto prima della Calabria, c’è il Fvg con -0,8, con un tasso di disoccupazione oltre l’8 per cento. L’andamento della cassa integrazione, con l’incremento della cig straordinaria «dà il segnale della strutturalità del malessere che molte imprese patiscono», rimarca Muradore.

Gli fa eco Paolo Mason il qualche sottolinea che «da quattro anni il manifatturiero del Fvg non mette a segno una crescita del proprio valore aggiunto, mentre negli ultimi tre ha perso il 4,7 per cento dello stesso». Con una base produttiva indebolita, «-560 imprese manifatturiere tra il 2009 e il 2015, -10,8 per cento, in provincia di Udine che salgono a -1,325 su base regionale, sarà difficile recuperare punti di Pil».

Fulvio Mattioni ha inquadrato i dati del Fvg nel contesto nazionale ed europeo, ricordando come in tema di Pil, l’Italia occupi una delle ultime posizioni, con un modesto (prima del rialzo) +0,4 per cento previsionale contro il +3,7 della Romania, +2,9 della Spagna, +2,7 del Regno Unito, il +1,3 della Germania. In positivo c’è che i nostri mercati di sbocco crescono, e il trend della Cina «dove il costo del lavoro si è moltiplicato di 7 volte in 10 anni, apre spazi per un possibile rilancio industriale e competitivo per le nostre imprese».

La Regione «prevede un +0,9 per il Pil in generale e +1,7 nel manifatturiero. I dati congiunturali però - considera Mattioni - non sono compatibili con questa previsione». Non lo sono per quel che attiene la struttura produttiva, che tra il 2009/2015 (dati 2° trimestre) ha perso 2.895 imprese, -3,6 per cento, di cui 1.325 del manifatturiero (-12,3). A livello congiunturale siamo ancora negativi: -836 imprese in regione, -1,1 per cento, e flette del -1,9 il manifatturiero.

Di conseguenza non va meglio l’occupazione: 23 mila 580 gli addetti persi durante la crisi, e a livello congiunturale non è andata meglio; lo stock dei disoccupati è salito a 46 mila 579 unità. Infine l’export: «tra il 2008 e il 2014 le due province manifatturiere del Fvg, Udine e Pordenone, calano insieme del 19,8 per cento. L’obiettivo della politica industriale regionale sarebbe quello di riconquistare 2,5 miliardi di export: +1,3 a Udine e +0,8 a Pordenone. Ma nel primo semestre di quest’anno - ricorda Mattioni - se l’export regionale cresce del +6,7, quello di Udine cala dell’1,5 e quello di Pordenone aumenta dell’1%. La bella performances? «Una nave da crociera». La conclusione è stata che «risalire il fondo appare possibile, ma non accadrà nè per un regalo del mercato nè per caso».

Muradore promuove il Rilancimpresa: «strumento propedeutico, ora bisogna individuare dove e come utilizzare le politiche industriali, in quali filiere investire, come sostenere le aggregazioni». Mason indica poi nella «sburocratizzazione, riduzione della spesa pubblica e nel rendere conveniente investire nelle imprese» alcune delle priorità di intervento».

Elena Del Giudice

Paolo Mason
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Roberto Muradore
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