Messaggero Veneto

Domenica 22 Dicembre 2013

 

L’edizione 2014

La Patrie riscrive la Grande Guerra e difende il lavoro

Soddisfazione per il risultato raggiunto, ma contemporaneamente la certezza che la situazione resta difficile. Cosí la relazione di Andrea Valcic, direttore della Patrie dal Friûl alla conferenza stampa di fine anno della storica rivista friulana nata nel 1946. Accanto a Valcic, Andrea Dree Venier, ideatore della nuova veste grafica, presentata a gennaio al Visionario di Udine, responsabile delle pagine Facebook; e Angelo Floramo. Un anno dunque è passato e già l’essere riusciti a stampare il numero di dicembre fa dire a Valcic che una scommessa è stata vinta: l’essere stati capaci di replicare in modo positivo ai tagli effettuati dalla Regione.

La seconda riguarda gli abbonamenti: 500 era l’obiettivo dichiarato a gennaio, sono oltre 600 le persone, le associazioni, gli enti che l’hanno sottoscritto. «Questi dati- ha sottolineato il direttore - se da una parte sono motivo d’orgoglio per la redazione - non possono far dimenticare il momento difficile che sta passando il Friuli, colpito dalla crisi, ma soprattutto da un tentativo di annullarne l’identità, in nome di un centralismo sempre piú presente a tutti i livelli». E via con gli esempi: dalla questione tribunale di Tolmezzo a quella delle Latterie friulane, alle decisione «di non ascoltare le popolazioni sulle scelte ambientali». «La rivista - ha poi spiegato Dree Venier - si pone oggi come punto di riferimento di quanti hanno a cuore la questione friulana; i crescenti contatti su Facebook sono la conferma che essa attraversa tutte le fasce di età, con i giovani che apprezzano uno stile comunicativo semplice, ma di forti contenuti».

Di fronte, dunque, all’offensiva condotta dai sorestans la redazione de La Patrie dal Friûl ha deciso per il nuovo anno di compiere alcuni passi editoriali importanti. Il primo riguarda il mondo del lavoro, e non a caso in prima fila alla conferenza erano presenti i segretari provinciali di Cisl e Uil, Roberto Muradore e Ferdinando Ceschia, a cui verrà dedicato ampio spazio per ribadire la stretta connessione – oggi piú che mai – tra occupazione e identità.

«Rilanciare il di bessoi del terremoto- ha ribadito Valcic - significa dare speranze di futuro a quella massa di persone costretta fuori dal mondo produttivo, che non sarà piú riassorbita e che dovrà "inventarsi" un modo di portare a casa lo stipendio. Altro settore fondamentale: la cultura e la storia di un popolo. «Racconteremo la verità - ha assicurato il professor Angelo Floramo- a cominciare dalla piú grande mistificazione che si sta preparando per il 2014: la celebrazione del centenario della Grande Guerra.

Il giornale darà vita a una campagna di informazione, in collaborazione con le Università di Klagenfurt e di Lubjana, per demistificare la visione nazionalista e irredentista che si sta proponendo, dimenticando che mise friulani contro friulani, che impose lutti e distruzioni economiche in nome di un nazionalismo feroce e antisignano di future disgrazie». «La giunta regionale - ha concluso Floramo - ha deciso stanziamenti milionari per celebrazioni che risultano offensive per queste terre». La parola d’ordine dell’ultimo numero della rivista non a caso recita: «Par chei se no si rindin, la gnove resistence furlane (per quelli che non si arrendono, la nuova Resistenza friulan).

Andrea Valcic
Andrea Valcic
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Ferdinando Ceschia
Ferdinando Ceschia
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Roberto Muradore
Roberto Muradore
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