La Vita Cattolica

Sabato 21 Marzo 2009

 

MURADORE (CISL)

La Provincia anticipi la cassa integrazione

Roberto Muradore è stato riconfermato segretario della Cisl di Udine.

Qual’è lo stato dell'economia friulana?

«Con il suo più 3 per cento del Pil, l'anno 2001 è stato l'ultimo anno buono di una lunga fase di crescita iniziata nel 1993. Nel 2001, infatti, la quantità di lavoro utilizzata dall'economia regionale aumentò di 14 mila unità di lavoro in addetti a tempo pieno equivalenti, i cosiddetti Ula, giungendo a 579.600 Ula. Nei sei anni, successivi, e cioè 2002-2007, la quantità di lavoro utilizzata dall'economia è aumentata di solo 900 Ula, pari a più 0,2 per cento. E ciò grazie al biennio 2006-2007, perché dal 2002 al 2005 si erano persi ben 17.000 Ula».

I dati sulla disoccupazione?

«Il tasso di disoccupazione fino al 2007 è stato contenuto e proprio quell'anno è stato pari al 3,4 per cento, sia a livello regionale che provinciale. Si può ipotizzare che il tasso di disoccupazione crescerà almeno di un punto percentuale nel 2008, cioè che ci siano circa 2.500 disoccupati in più in provincia, che passerebbero dagli 8.139 del 2007 a circa 10.500».

Purtroppo in Friuli è aumentato anche il ricorso alla cassa integrazione...

«Nella nostra provincia la cig si è moltiplicata di ben quattro volte nel biennio 2005-2006 rispetto alla "normalità" del 2000. Va rilevato che nel 2008 vi è stato un aumento della Cig di 237 mila ore rispetto al 2007, un più 31,9 per cento. La quantità di malessere aziendale e dei lavoratori interessati è a livelli elevati ed è anche aumentalo il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs), indice di malessere strutturale. Nel 2008 i lavoratori iscritti alle liste di Mobilità, licenziati, erano 4.410 e quelli in Cigs, futuri licenziati, circa 300, per un totale di 4.727».

Ci può essere qualche soluzione?

«Noi pensiamo che nelle politiche del lavoro restino fondamentali la formazione e riqualificazione professionale mirate e il ricollocamento degli esuberi, da perseguire mediante accordi trilaterali tra Provincia, sindacato e associazioni imprenditoriali».

Com'è lo stato delle nostre imprese?

«Dal 2000 al 2008 in provincia di Udine il "numero complessivo delle imprese è cresciuto di 2.300 unità. Parrebbe una performance, ma questa crescita è imputabile al "ciclo edilizio" e cioè alle imprese edili e di costruzione e alle imprese immobiliari. Nelle prime tantissimi nuovi titolari stranieri, nelle seconde tante donne part-time e precarie. Il settore manifatturiero perde 890 imprese, meno 6,7 per cento, il comparto dei trasporti perde oltre 200 imprese, meno 14,3 per cento, il settore del commercio 410 imprese, meno 3,7 per cento».

Quale messaggio intende dare, quindi?

«La politica assuma il lavoro e la produzione quali priorità, aiutando le maestranze sospese o espulse e sostenendo il manifatturiero. La Provincia anticipi i trattamenti di Cig e formuli proposte di politica industriale, la Regione istituisca un assessorato dedicato alla sola Industria e tutti quanti, istituzioni, associazioni economiche e sociali facciano squadra per affrontare una crisi che è di "sistema". Sono necessarie coesione e convinzione per rilanciare il Friuli. Solo insieme possiamo farcela»,

Dove puntare le energie?

«La capacità di esportazione è fondamentale, perché senza i mercati esteri si contrarrebbe di molto la base produttiva e occupazionale in quanto il sistema manifatturiero provinciale è specializzato in produzioni di nicchia non dirottabili nel mercato nazionale e regionale (impianti speciali, sedie, mobili, elettrodomestici). L'export, in provincia, nel periodo 2003-2007, è aumentato, a prezzi costanti, di quasi 1,8 miliardi di euro».

Flavio Cavinato

Roberto Muradore
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