Messaggero Veneto

Giovedì 24 Maggio 2012

 

«La mafia è sempre in agguato»

Corteo per ricordare le vittime di Capaci 20 anni dopo.
Honsell: lottiamo contro l’antidemocrazia

Si sono radunati alla spicciolata, accanto alla fotografia dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E in poco meno di mezz’ora erano 300 le persone pronte a sfilare nel corteo che ha poi attraversato la città fino alla Prefettura. Alla partenza, sullo sfondo, il liceo Percoto, luogo scelto non a caso perché «è nelle scuole che ogni giorno si costruiscono le ragioni di una corresponsabilità che si traduce in quotidiana attività di educazione alla legalità e di battaglia contro le mafie e la corruzione», ha detto Franca Gallo, segretario provinciale dell’Flc Cgil, organizzatore della manifestazione insieme con l’associazione Libera e il Centro Balducci. «Questa vuole essere un’iniziativa sobria – ha aggiunto Gallo prima di dare il via al corteo – perché è con la sobrietà che vogliamo ricordare le vittime della strage di Capaci e di tutte le mafie. E con loro anche le vittime della scuola Morvillo Falcone di Brindisi, un grido che intende fare sentire la nostra vicinanza a tutta la comunità scolastica, agli studenti, agli insegnanti, al personale e a Brindisi».

Il serpentone ha quindi attraversato la città, silenzioso. In mezzo si potevano scorgere alcune agende rosse, «simbolo di un movimento che non ha bandiere di partito, se non il tricolore – hanno detto Andrea Del Zozzo e Patrizia Peressini –, perché nonostante tutto crediamo nello Stato italiano. L’agenda rossa che Borsellino portava sempre con sé è scomparsa, ma questo libro racconta gli ultimi 57 giorni di vita di un eroe».

È stato il sindaco Furio Honsell, davanti alla Prefettura, a leggere ad alta voce i nomi delle vittime della mafia. Immediato si è alzato un applauso che si è fatto via via più intenso fino a raggiungere il culmine quando Honsell ha scandito il nome di Falcone. «È grazie a queste persone se noi ci possiamo ancora definire cittadini – ha detto il sindaco –: la mafia è sempre in agguato, trasforma i diritti ereditati dalla Costituzione in privilegi di alcuni. La dobbiamo combattere con la legalità, ma soprattutto con il senso più alto che è alla base della legge: la giustizia». E, prima di ringraziare tutte le organizzazioni sindacali «per avere pensato sia la commemorazione della strage di Capaci, sia il momento di riflessione dopo l’attentato costato la vita alla giovane studentessa di Brindisi, Melissa», Honsell ha tuonato contro l’antidemocrazia: «Riaffermiamo l’impegno nella legalità, nella ragione e nel dialogo contro la violenza. Se qualcuno pensa soltanto alla libertà individuale dimenticando le sorti collettive finisce per perdere anche la propria autonomia, esattamente come è accaduto durante il fascismo».

È toccato poi a Francesco Zinzone, referente del coordinamento provinciale di Libera, ricordare «che il nostro impegno inizia quando i riflettori si saranno spenti – ha detto – perché la lotta contro la mafia deve essere un’azione quotidiana che anticipa qualsiasi gesto che possa dare vantaggio ad alcuni e svantaggio ad altri senza merito». Fra i sostenitori della manifestazione c’era anche il Wwf. «La lotta alla mafia è uno dei principali argomenti per pensare alla tutela del territorio», ha chiosato il presidente regionale Roberto Pizzutti.

Michela Zanutto

 
 

«Una polemica da piccoli uomini»

La risposta della Cgil alla critiche di Cisl e Uil, non invitate alla manifestazione

«Non sono interessata a parlare di piccoli uomini, perché il 23 maggio è un’altra storia, una storia che mi porto dentro da quando avevo 16 anni». A modo suo Franca Gallo, segretario provinciale dell’Flc Cgil, ha risposto così alle critiche mosse da Cisl e Uil al corteo in ricordo della strage di Capaci. Resta però il fatto che i sindacati friulani si sono presentati divisi al giorno dell’unione nella lotta alla mafia: in piazza c’era soltanto la Cgil. Una manifestazione nata in fretta, all’indomani della riflessione cresciuta spontaneamente a poche ore di distanza dall’attentato di Brindisi.

«In un primo momento Cisl e Uil non sembravano essere d’accordo sul corteo – ha spiegato Alessandro Forabosco, segretario Cgil –, ma poi è arrivato l’invito da parte delle strutture nazionali a provvedere alla mobilitazione. A quel punto però i volantini erano già stati stampati». Ecco risolta, dunque, l’origine della frattura consumata fra Cgil da un lato e Cisl e Uil dall’altro. «Non capisco la polemica esagerata che è stata creata – ha aggiunto Forabosco –: le loro esternazioni sono strumentali perché non vedo il motivo di accentuare divisioni in occasione della commemorazione delle vittime della mafia. In ogni caso – ha assicurato – su lavoratori, pensionati e precari restiamo uniti».

Polemiche fuori luogo anche secondo il segretario regionale dell’Flc Cgil, Natalino Giacomini. «Cisl e Uil dovrebbero ringraziare chi si è dato da fare per organizzare una manifestazione che ha avuto un tale seguito – ha sottolineato Giacomini –, sono polemiche del tutto fuori luogo in una giornata come questa. Spero che si possa recuperare la parte operativa all’interno delle dinamiche sindacali che esulano dall’agenda politica. L’intenzione dell’Flc Cgil era quella di stringerci intorno allo Stato in un momento difficile e la spinta di popolo che ha animato quest’iniziativa dovrebbe diventare il motore che alimenterà i prossimi incontri».

 
 

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