Messaggero Veneto

Domenica 24 Febbraio 2013

 

La nuova “Patrie” per un Friuli identitario

Presentato ieri al Visionario il restyling della storica rivista.
Don Corgnali: «Ricordiamoci da dove veniamo, senza mollare».

Un progetto di ricerca di nuove forme espressive «par un Friûl plui furlan». La Patrie dal Friûl, storica rivista, completamente in marilenghe fondata nel 1946, risponde alla crisi e ai tagli previsti dalla finanziaria regionale 2013, che ha ridotto i contributi agli enti riconosciuti del 40% rispetto al 2012, con spirito di ribellione, innovando la sua veste grafica e proponendo un progetto nuovo grazie al contributo di Piero Zanini, «che ci ha permesso di diventare un foglio addirittura di avanguardia». Così Andrea Venier, direttore del progetto, ieri pomeriggio al Visionario, alla presentazione del restyling grafico. «Abbiamo deciso di rispondere ai tagli decisi a Trieste e a chi ci vuole tagliare le gambe, con la forza della ragione, con l'intelligenza delle idee», spiega a sua volta Andrea Valcic, direttore del periodico.

Il sindaco di Udine, Furio Honsell, si adegua allo spirito dell’incontro, rigorosamente in marilenghe, con un breve discorso in friulano. Sua la promessa di far arrivare copia della nuova Patrie nelle scuole e nelle biblioteche della città. «Promessa che passeremo a incassare a giorni», aggiunge Valcic, ringraziando «per l'appoggio del primo cittadino e dell'amministrazione comunale in un momento di difficoltà, di passaggio e svolta come quello che la rivista sta attraversando. Puntiamo a fare 500 nuovi abbonati, così da non essere dipendenti dai finanziamenti» (anche se l'aiuto è necessario per sfidare il mercato editoriale). E il presidente della Provincia, Piero Fontanini: «Vorrei che il giornale avesse più coraggio e più grinta di sempre. È necessario perché il Friuli si sta spegnendo. Non basta essere europeisti, bisogna ricordare la nostra identità di popolo friulano, attraverso tutti i mezzi di comunicazione». A Federico Vicario, in rappresentanza dell'ateneo di Udine, il compito di portare alla platea i saluti del rettore Cristiana Compagno e di ricordare l'importanza dello studio della lingua friulana in tutti i gradi scolastici. Per l'assessore regionale Claudio Violino, «i giornali e la televisione devono contribuire a difendere un popolo e a trasmetterne la visione».

Poi Roberto Muradore della Cisl: «Tornare a raccontare il paese, per non perdersi nel mondo». In chiusura l'intervento di monsignor Duilio Corgnali, direttore della Vita Cattolica dal ’78 al ’99. «La questione è politica, parliamo della Patria , dell'anima friulana e della sua lingua. Certo viene fuori la rabbia perché quanto fatto per la legge 482 sembra essersi dissipato. Siamo un popolo straordinario, risorti dal terremoto, possiamo fare meraviglie se solo ricordassimo da dove veniamo. Muovetevi, non state ad aspettare, fare resistenza si può. Questo nuovo formato del giornale è bello perché sa di pulito e perché non regala nulla allo spirito che corre dietro alla televisione. Ti fa ragionare. Ragionare su quanto accade nella nostra terra. Non mollate mai, non pensate che per custodire e tramandare la nostra lingua ci spianeranno la strada e non lasciate che quanto fatto vada perduto».

Fabiana Dallavalle

Roberto Muradore
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