Messaggero Veneto

Martedì 13 Marzo 2012

 

La politica e il comune senso della sobrietà.

di Fulvio Mattioni

L'intervento

La Ust Cisl di Udine per animare la tavola rotonda di lunedì 27 febbraio dal titolo “Per una regione credile, efficace e meno costosa” ha commissionato uno studio sui costi di funzionamento degli organi politici del Friuli Vg (Giunta e Consiglio Regionale). Lo scopo dell’iniziativa? Aprire un canale di comunicazione tra la società civile e la politica nel tentativo di evitare che la frustrazione che affligge la prima degeneri nell’antipolitica e che il disagio dei politici degeneri nello spirito di casta. E nella considerazione che se il confronto è lasciato a questi due estremi non c’è futuro. Perchè il Consiglio e la Giunta Regionale? Perchè sono il punto apicale del sistema politico regionale e, quindi, modello di riferimento e regista della politica del Friuli Vg. Perché l’iniziativa, ora? Perchè é ora che la politica dimostri di condividere con la società civile gli sforzi straordinari che essa sta facendo per evitare il fallimento e far ripartire la crescita. E a condividerli non solo per un generico senso di solidarietà ma anche perché essa non può certo ritenersi esente da responsabilità per la situazione straordinariamente difficile che stiamo vivendo.

La relazione tecnica è stata svolta da un economista che, quindi, l’ha organizzata secondo due criteri. Il primo – di metodo - è stato di raccogliere certosinamente tutti i dati disponibili utili a quantificare i costi traendoli unicamente dalla fonte ufficiale rappresentata dal Consiglio Regionale stesso. Il secondo - di sostanza - è di far si che la proposta di razionalizzazione dei costi di funzionamento di Consiglio e Giunta fosse all’insegna del “fare di più e meglio con meno risorse”.

I tagli suggeriti, insomma, non sono affatto tagli lineari perché adottando quelli si taglia allo stesso modo l’essenziale ed il superfluo, ma tagli all’insegna del recupero di una sobrietà persa e/o da ricercare a causa dei tempi austeri. Per tale motivo la proposta finale – che vorrei illustrare in un articolo successivo – si sofferma sui costi legati al numero dei Consiglieri e degli Assessori esterni, sull’ipertrofia della struttura di supporto ai Consiglieri, sull’opportunità di riconsiderare alcune voci che concorrono a definire il trattamento economico degli stessi e sul rafforzamento del ruolo del Consiglio.

E’ opportuno ritornare sulle motivazioni dell’iniziativa affinché non venga perso di vista il suo senso profondo che è quello della ricerca di un comune senso della sobrietà anche per i costi della politica in regione. Una volta trovato è più facile che esso si propaghi a tutti gli apparati istituzionali come richiesto dalla manovra finanziaria del 2011 e dalla manovra bis voluta dalla Bce. Sobrietà, peraltro, che si addice all’intera società perché tutti noi dobbiamo recuperare produttività, competitività e coesione sociale. Conta il fatto che la politica accetti di riconsiderare il proprio costo in quanto necessità dei tempi e segnale del recupero di un comune sentire. Conta anche il risparmio di una sessantina di milioni di euro per il periodo 2012-2017. Trattabili, s’intende.

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