Lunedì 23 Marzo 2009

 
 

La scomparsa di Giuseppe Molinaro, co-fondatore della Cisl di Udine

 
 

Il messaggio di saluto del Segretario Generale della Cisl dell'Udinese e della Bassa Friulana, Roberto Muradore, in occasione dei funerali.

 
     

Non è un compito facile salutare un uomo come Bepi, non è semplice, in un paio di minuti, tratteggiarne le caratteristiche personali, umane e sociali. Dirò solo pochissime cose quando, invece, sarebbero davvero tante le cose da ricordare.

La prima cosa che mi viene in mente è che Bepi appartiene a quella generazione che, nel dopoguerra, ha ricostruito l’Italia. Chi è rimasto qui in Italia, chi ha preso la valigia ed è andato a lavorare all’estero con il Friuli nel cuore.

Persone che, come lui, non hanno coltivato soltanto la legittima aspettativa di una migliore condizione per se stessi e per la propria famiglia, persone che hanno alimentato una speranza collettiva, di tutti e per tutti.

Il desiderio, quindi, di un cammino da percorrere insieme per giungere ad una situazione più giusta e più libera.

Bepi è stato parte attiva di un impegno e di una speranza che hanno promosso certamente il benessere economico, materiale, ma che erano intrisi e guidati da riferimenti etici e valoriali alti, fatti di una vigile coscienza civile, di passione sociale, di impegno politico e soprattutto di una rispettosa attenzione agli ultimi.

Oggi, a fronte del dilagare di un disaggregante individualismo, a fronte della mancanza di un disegno che accomuni, che ci faccia sentire uniti in un destino che o ci realizza insieme o non è, in assenza di una speranza che ci metta in comunione gli uni con gli altri, ci vorrebbero proprio tanti uomini come Bepi, sarebbero proprio necessarie quelle virtù, quei riferimenti, quelle speranze.

Bepi è stato uno dei pionieri, uno dei fondatori della CISL Friulana. Ha militato lungamente nei metalmeccanici e poi nei pensionati. La CISL del Codroipese è una grande CISL anche e soprattutto grazie a persone come lui.

Persone che hanno interpretato il ruolo di sindacalista con radicalità nei valori, con responsabilità nelle scelte. E non erano tempi facili. Erano anni nei quali tutto, ma proprio tutto, andava pensato, costruito, conquistato. I diritti, il salario, l’orario. In una sola parola l’essere rispettati nei luoghi di lavoro e più in generale nella società.

Stiamo vivendo, oggi, un periodo drammatico e Dio sa se ci sarebbe bisogno di persone come Bepi, coraggiose e insieme equilibrate. Ho avuto la fortuna di conoscere sindacalisti come Molinari, Zatti e Bepi. Il sindacato, la CISL, è stato ed è un sindacato vero che considera le lavoratrici e i lavoratori il fine della propria azione, non strumenti per fare altro, di poco sindacale.

Ma Bepi, nella mia mente, lo accomuno soprattutto al “burbero benefico” Aldo Canzutti per un comune tratto di bonaria ruvidità, tipicamente friulana, che tenta, senza riuscirci, di celare, quasi per pudore, una grande sensibilità e umanità.

Caro Bepi, voglio pensarti in una terra dove finalmente hanno trionfato la giustizia e la libertà. A noi che restiamo qua resta il difficile compito di continuare a tenere alta la bandiera dei tuoi ideali, degli ideali della CISL.

Grazie, grazie di cuore.

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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