Messaggero Veneto

Mercoledì 10 Aprile 2013

 

La svolta di Insiel è stata congelata dalle scelte non fatte

È mancato il progetto strategico della società regionale.
Nel 2011 il fatturato è calato del 2,5%, previsioni nere.

Di Fulvio Mattioni.

Autonomia fatale per Insiel Spa? L’ottimismo spinge a rispondere no, le scelte e le non-scelte dell’amministrazione regionale conducono alla risposta opposta. L’impegno legislativo di dotarsi di una infrastruttura informatica capace di integrare e accomunare tutta la pubblica amministrazione del Friuli Venezia Giulia risale al 1972 e la nascita dell’Informatica Friuli Venezia Giulia a due anni dopo.

Questa scelta politica è stata incredibilmente lungimirante e innovativa ponendo la nostra Regione all’avanguardia rispetto alla situazione sia italiana sia europea. È stata pionieristica e coraggiosa perché capace di superare la mancanza di imprese informatiche sul territorio regionale e, al tempo stesso, di ammodernare, integrare e infondere produttività alla sanità pubblica regionale, agli enti locali e alla stessa amministrazione regionale. E per oltre 20 anni se ne sono colti i consistenti vantaggi. Vantaggi, però, che non durano in eterno tantomeno nel settore informatico dove i paradigmi evolutivi mutano radicalmente in pochi anni.

Verso la fine degli anni Novanta, pertanto, è già matura la necessità di imprimere uno sviluppo nuovo a una Insiel spa che deve fare i conti con la spinta nazionale verso le privatizzazioni e che ha la Regione Friuli Venezia Giulia come socio di minoranza, ancorché robusta (il 46,5%). La società si è molto ingrandita raggiungendo il migliaio di dipendenti e lavorando anche fuori del Fvg. Nel frattempo il contesto del comparto informatico regionale è profondamente mutato essendo attive oltre 1.400 imprese e 4.000 addetti. Nel 2003 viene persa una occasione importante per dare un ruolo nazionale e addirittura europeo a Insiel spa facendola diventare il primo gruppo italiano e il secondo a livello europeo dopo quello francese Cap Gemini. Per cui, nel 2005, Insiel diventa al 100% pubblica e la Regione Friuli Venezia Giulia sua unica proprietaria.

Nel 2007 il governo Illy tenta per due volte di privatizzarla fissando a 89 milioni il prezzo di vendita del 49% del capitale della società, dapprima, e portando a 76,6 milioni quello di vendita del 100% dello stesso, in seguito. Entrambe le gare vanno deserte. Nel 2008 è la volta del governo Tondo a mancare l’opportunità di ripensare Insiel dandole un futuro stabile. Come? Come si è fatto nel Veneto. Ovvero adeguandola al modello delle Agenzie di sviluppo che producono bandi di gare coordinati e lasciando al mercato il confezionamento delle soluzioni e dei servizi. Opta, invece, per un adeguamento burocratico al decreto Bersani, dando il via allo scorporo del ramo aziendale che si occupa del mercato esterno a quello del Friuli Venezia Giulia che origina una mini-Insiel (la Insiel Mercato spa) e mantiene inalterata Insiel spa.

Insiel spa, da oltre 7 anni società “in house”, è soggetta all’attività di direzione e coordinamento da parte della Regione Fvg per cui dipende dalle scelte e dalle non scelte di quest’ultima suggellate dalla nomina a presidente di Insiel spa di politici (Galasso, Santarossa) e imprenditori (Della Valentina) di primo piano. La posta in gioco è elevatissima e duplice: il futuro dell’azienda e la possibilità di ammodernare ulteriormente l’intera macchina pubblica regionale, peraltro poco entusiasta della qualità e tempestività degli attuali servizi informatici. Tra le scelte più recenti si segnala la legge regionale 9/2011 che ripropone il ruolo di Insiel di 39 anni fa e la legge regionale 10/2012 di mera riconferma della partecipazione in Insiel.

La non-scelta di confezionare un progetto strategico per questa società è micidiale: il fatturato cala del 2,5% nel 2011 e le previsioni dell’azienda scontano un calo dell’11,6% nel 2012 che brucia occupazione e investimenti. E poiché il fatturato di Insiel lo determina il socio unico Regione Friuli Venezia Giulia è evidente la sua volontà di affidarsi alla mano invisibile del mercato per sgonfiarne l’operatività. Alternative? La conferenza stampa della Ust Cisl di Udine del 17 aprile sulle partecipate dirette della Regione Fvg consentirà di saperne di più.

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Fulvio Mattioni
Fulvio Mattioni
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