Realtà Industriale

Marzo 2014

 

La voce dei sindacati

Parlando di disoccupazione giovanile e formazione, una voce importante è certamente quella dei sindacati il cui obiettivo principale è tutelare i lavoratori e anche coloro che il lavoro lo hanno perso o non lo trovano. Realtà industriale ha sentito sull’argomento Roberto Muradore, segretario generale della Cisl Udine, ponendo le seguenti quattro domande:

1. Qual è la situazione dell’occupazione nella sua zona di competenza, con particolare riferimento all’occupazione giovanile? Quali le prospettive? Credo che la situazione dell’occupazione in Friuli, come nel resto d’Italia, sia molto grave e in particolare sia grave il fenomeno della disoccupazione giovanile per combattere la quale bisogna assolutamente fare qualcosa. Anche le prospettive, purtroppo, non sono positive perché quest’anno vedremo un acuirsi della disoccupazione.

2. Cosa bisognerebbe fare per aumentare l’occupazione giovanile? Intanto, bisogna comprendere che il lavoro non si ottiene per decreto, ma perché funziona l’economia. Partendo da questo dato, che per molti non è scontato, bisogna mettere in campo tutte quelle azioni che possano essere utili a far ripartire l’economia. Per i giovani in particolare, bisogna comprendere che i giovani oggi hanno aspettative molto basse rispetto al reddito. Se fino a poco tempo fa qualsiasi giovane si aspettava di potere guadagnare almeno mille euro al mese, oggi, molti pur di avere un lavoro sono disposti a guadagnare di meno e non cercano più “il” posto di lavoro come era nell’immaginario delle generazioni precedenti. I ragazzi, insomma, sono tutt’altro che choosy come sosteneva la Fornero e sarebbe un loro diritto poter contare su una scuola e una formazione professionale che dia loro veramente la possibilità di essere occupabili.

3. Come migliorare l’efficacia della formazione? La formazione finora è stata un disastro; è stata fatta per i formatori e non per coloro che dovevano essere formati. Per cambiarla bisogna far sì che sia veramente mirata a ciò che viene chiesto dal mercato del lavoro, orientando i giovani a percorsi scolastici più professionali, senza, ovviamente, limitarne la libertà di scelta, ma aiutandoli a indirizzarsi verso quei percorsi che abbiano effettivi sbocchi lavorativi.

4. Cosa ne pensa della possibile riforma degli ammortizzatori sociali? Come andrebbero riformati? Gli ammortizzatori sociali sono stati già rivisti dalla Fornero. Personalmente sarei d’accordo che si andasse verso un’universalità degli ammortizzatori che potessero essere utili a tutti i lavoratori, non solo a quelli delle grandi imprese. Questo, però, in una situazione di risorse date, porterà sicuramente a una riduzione del livello di integrazione al reddito e allora sarà necessario legare obbligatoriamente l’ammortizzatore sociale a percorsi formativi seri, non come quelli di adesso, che portino al reimpiego.

Roberto Muradore
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