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Messaggero Veneto

Domenica 16 Febbraio 2014

 

Latterie a Granarolo, oltre 90 esuberi

L’assemblea ha deciso quasi all’unanimità. Gli emiliani chiuderanno 3 reparti. Il Consorzio: avanti con un nostro progetto

Con 30 voti a favore, l’assemblea dei soci di Latterie friulane ha deciso ieri di mettere il futuro della storica cooperativa lattiero-casearia nelle mani del gruppo Granarolo. Un plebiscito si può dire. Contro la fusione con il colosso emiliano si è espresso infatti un solo socio, favorevole al progetto presentato dal Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia. Tre si sono invece astenuti.

L’assemblea Il risultato è dunque inequivocabile. E in verità non stupisce. La propensione della base era ormai evidente da settimane e ieri è stata confermata a valle di un’assemblea fiume. Preceduta da un consiglio di amministrazione servito – pare – a cementare la posizione pro Granarolo garantendo in sostanza il risultato finale se si considera che i membri del consiglio di amministrazione sono 16 e rappresentano da soli praticamente la metà dei componenti l’assemblea. Iniziata verso le 10.30, l’assemblea dei soci si è protratta fino al primo pomeriggio, quando è arrivata l’attesa votazione. Sentiti il presidente del Consorzio agrario del Fvg, Dario Ermacora, e un dirigente Granarolo dettagliare i rispettivi piani industriali, i soci hanno dato il via libera alla fusione della coop con il gruppo emiliano.

Le prospettive L’operazione sarà portata a termine – queste almeno le intenzioni – entro 6/ 7 mesi e passerà da un iniziale affitto di ramo d’azienda. Domani, il piano industriale sarà illustrato alle parti sociali, che in seguito (non è detto nella stessa giornata) incontreranno i lavoratori in assemblea, ma diversi dettagli sono trapelati già ieri. Dettagli che non si discostano poi molto dalle intenzioni annunciate a dicembre dal direttore generale di Latterie, Franco Odorico, alle parti sociali. Sul fronte occupazionale, Granarolo procederà infatti a una riduzione dell’organico, che ne risulterà dimezzato, passando dagli attuali 183 lavoratori a circa 90. All’interno dello stabilimento produttivo, che continuerà a “sfornare” latte fresco, panna e Montasio, saranno chiusi sostanzialmente tre reparti: mozzarella, yoghurt e ricotta.

I dirigenti Il presidente di Latterie, Roberto Rossi, ieri ha rotto il silenzio e fatto sapere che da Granarolo arriveranno, in aggiunta a quelli conferiti oggi dai soci, altri 500/600 litri di latte al giorno per essere lavorati a Campoformido e circa 20 milioni di litri di latte all’anno per la produzione di latte fresco e ricotta a marchio Granarolo, così da saturare le capacità produttiva degli impianti della coop friulana. «Al termine del progetto di fusione – ha assicurato Rossi sciogliendo l’importante nodo relativo alla remunerazione degli allevatori - ciò consentirà di garantire un prezzo remunerativo ai produttori di latte che sarà di circa 0,44 euro al litro (più qualità e più Iva)» precisando che «l’assemblea ha deliberato di portare, da subito, il prezzo 0,42 euro al litro (più qualità secondo la tabella di Granlatte e più Iva)». Il giudizio di Rossi sull’operazione è naturalmente positivo: «Da questa sinergia nascerà un nuovo polo del latte radicato sul territorio regionale poiché la produzione rimarrà in capo allo stabilimento di Campoformido, i marchi storici saranno garantiti e tutti gli investimenti tecnologici fin qui effettuati saranno valorizzati dalla continuità aziendale e produttiva». Soddisfatto anche Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative secondo il quale «l’assemblea ha scelto l’offerta che garantisce continuità aziendale e la giusta remunerazione del prezzo al litro, fondamentale per il mantenimento di una zootecnia da latte in Friuli Venezia Giulia».

Gli sconfitti La scelta non ha stupito nemmeno il presidente del Consorzio agrario Dario Ermacora, che ha ribadito che «un tentativo andava comunque fatto. Per noi era un dovere. Ovviamente reputiamo la scelta dei soci un peccato perché significa perdere il governo di Latterie, la sua anima commerciale, amministrativa, distributiva. Insomma, tutto. Passiamo dall’avere un’azienda a stabilimento governato da altri. E l’agricoltura regionale perde la possibilità di fare un suo progetto nell’agroalimentare». Che il Consorzio però non archivia. «Sarà più difficile e certamente più lento – ha concluso Ermacora - ma già domani inizieremo a strutturare il nostro progetto di filiera del latte».

Maura Delle Case

 
 

Domenica 16 Febbraio 2014

 

«Persi friulanità e occupati: è un disastro»

La Provincia di Udine boccia l’operazione. Muradore (Cisl): filiera regionale affossata dai poteri contro.

«Una scelta penalizzante, soprattutto per i dipendenti. Se poi permane la decisione di tagliare il 50 per cento degli attuali posti di lavoro sarà un vero disastro». Non usa mezzi termini il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, nel bollare la scelta compiuta ieri dall’assemblea di Latterie friulane in favore della fusione con il gruppo Granarolo. L’appello ai soci cui sia il presidente che l’assessore all’agricoltura di palazzo Belgrado, Leonardo Barberio, avevano dato voce nel corso delle ultime settimane richiamandoli a tenersi stretta la friulanità dell’azienda è caduto nel vuoto. «Andranno ad aziende esterne - affermano - prodotti come il Latte Carnia e il Montasio, prodotti diversi rispetto a quelli del gruppo Granarolo che è invece più simile a Parmalat, ovvero aziende che non hanno un marchio trainante sotto l’aspetto identitario».

Roberto Muradore, segretario generale di Cisl Udine, definisce la fusione con Granarolo alla stregua dell’ultima chance per Latterie. «Non c’è più tempo per tergiversare. I soci hanno scelto? Giusto o sbagliato che sia, costruiamo il futuro ed evitiamo che Granarolo se ne vada perché poi saremo rovinati». Nessun rimorso per l’occasione mancata in Fvg. E non perché l’organizzazione non ci credesse. Anzi. «E’ stata proprio la Cisl – ha ricordato Muradore - non la Cgil né il Consorzio, a proporre la creazione, un anno fa, della filiera regionale. Se non si è fatta è stato per un problema di potere, per i conflitti tra rappresentanti, leggi associazioni datoriali e professionali, troppo impegnati a farsi la guerra tra loro anziché ad occuparsi dei problemi di lavoratori e allevatori vale a dire dei rappresentati».

Fabrizio Morocutti, segretario generale di Flai Cgil Udine, ha invece frenato: «Prima di mettere i vincitori sopra il carro aspettiamo di verificare il piano industriale di Granarolo. Bisogna capire cosa c’è dentro, perché se parla solo di esuberi la partita sarà tutt’altro che scontata. Come giocarla lo decideremo in assemblea, rigorosamente assieme ai lavoratori». A margine del voto è arrivato il commento di Giorgio Fidenato, presidente degli Agricoltori federati e protagonista della battaglia pro ogm. «La scelta operata dai soci di Latterie friulane va rispettata e dimostra che gli imprenditori non hanno creduto allo strabiliante piano proposto dal Consorzio Agrario, segno evidente che non credono più alle favole che racconta Coldiretti». Si schiera con l’operazione Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative, per il quale «è un importante passaggio per difendere la produzione italiana di latte.

 
 

Domenica 16 Febbraio 2014

 

CAMPOFORMIDO L’assessore provinciale Barberio: «Abbiamo sperato, volontà da rispettare»

Granarolo conquista Latterie Friulane

Con un solo voto contrario ieri l’assemblea dei soci ha deliberato il via libera alla fusione

La decisione era scontata, per alcuni. Per altri, invece, una speranza c'era ancora, dopo la presentazione del piano industriale del Consorzio agrario Fvg. Alla fine, ieri, l'assemblea dei soci di Latterie Friulane ha deliberato a favore della "fusione" con la realtà emiliana Granarolo, 6-8 mesi la tempistica. Un solo voto contrario (28 a favore e 6 astenuti), a dimostrazione della compattezza degli allevatori, in questa difficile e complessa vertenza che tiene sulle spine da mesi, ormai, i 185 lavoratori del Consorzio, tra il sito produttivo di Campoformido, a Udine, e quello di Spilimbergo, il "Cometa", nel Pordenonese. Si chiude, così, il primo capitolo di quella che, però, già si annuncia come una lunga saga, per la storica coop del Friuli Venezia Giulia.

Dopo 80 anni di attività, il Consorzio diventerà di proprietà del gruppo bolognese, in che tempi e attraverso quali forme resta ancora da capire. «Ci abbiamo sperato fino alla fine - dice l'assessore provinciale al lavoro, Leonardo Barberio -; adesso ci auguriamo che tutto vada per il meglio e che il taglio del personale venga rivisto. La situazione, in ogni caso, continua a preoccuparci. Va anche detto che la volontà degli allevatori deve essere rispettata. Continueremo a seguire con attenzione l'evolversi della vicenda, stando accanto alle maestranze».

Per la FaiCisl Fvg il nodo resta l'occupazione: «Cercheremo di gestire al meglio il quadro dei lavoratori - dice la segretaria regionale, Claudia Sacilotto, che sta seguendo la vertenza insieme a Fabrizio Morocutti della Cgil e a Pierpaolo Guerra della Uil -; è importante, adesso, riuscire a ottenere un incontro con i vertici della Granarolo, per conoscere nei dettagli i contenuti del loro piano industriale».

Nella giornata di domani, i referenti delle organizzazioni sindacali di categoria si incontreranno, come già da calendario, con la dirigenza di Latterie Friulane. E sempre domani, i segretari fisseranno con ogni probabilità anche una data per le assemblee con i dipendenti, per fare il punto della situazione. Per le maestranze afferenti il Consorzio, il contratto di solidarietà scade a metà del prossimo mese di marzo. Se i vertici di Latterie confermeranno i cento esuberi annunciati nel dicembre scorso, è possibile che la procedura per la messa in mobilità, per loro, venga attivata a breve. Per i 29 dipendenti dello stabilimento "Cometa", fermo ormai da due mesi, la FaiCisl Fvg ipotizza, nonostante la situazione di grave crisi, una possibile attivazione, in futuro, di un nuovo "polo" del latte.

Paola Treppo.

 
 

Domenica 16 Febbraio 2014

 

«La produzione resterà a Campoformido»

Il plauso di Confcooperative. E il presidente Rossi parla di possibili investimenti e valorizzazione del Montasio

Perché Granarolo? Nel rispetto dell'autonomia decisionale della compagine sociale di Latterie Friulane, Confcooperative Fvg esprime soddisfazione per i contenuti dell'accordo stipulato con il gruppo emiliano. «Da questa sinergia - spiega il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà - nascerà un nuovo polo del latte radicato sul territorio regionale poiché la produzione rimarrà in capo allo stabilimento di Campoformido». «I marchi storici resteranno garantiti e tutti gli investimenti tecnologici fin qui effettuati saranno valorizzati dalla continuità aziendale e produttiva - dice Roberto Rossi, presidente di Latterie Friulane -. L'attuale sito, quindi, non verrà smantellato ma, anzi, rafforzato grazie all'impegno di Granarolo e del suo forte rapporto coi mercati italiani ed esteri.

Oltre a quanto già conferito dagli attuali soci, da Granarolo arriveranno in aggiunta altri 500-600 quintali di latte al giorno per essere lavorati a Campoformido, e circa 20 milioni di litri di latte all'anno per la produzione di latte fresco e ricotta, a marchio Granarolo, così da saturare le capacità produttive degli impianti della coop friulana. Al termine del progetto di fusione, ciò consentirà di garantire un prezzo remunerativo ai produttori di latte che sarà di circa 0,44 euro al litro, più qualità e più Iva». L'assemblea ha anche deliberato di portare, da subito, il prezzo del latte a 0,42 euro al litro (più qualità, secondo la tabella di Granlatte, e più Iva). «Oltre a garantire il prezzo del latte - assicura Franco Odorico, direttore generale di Latterie Friulane -, Granarolo non esclude di effettuare degli investimenti nello stabilimento di Campoformido e ha sottolineato la volontà di valorizzare il Montasio sui mercati nazionali e internazionali nei quali attualmente fattura 200 milioni di euro, con una crescita costante, vista l'aggressione del mercato cinese e dei Paesi emergenti coi formaggi a pasta dura».

 
 

Domenica 16 Febbraio 2014

 

Muradore: «Pessima partita, ora si pensi al bene comune». Il Consorzio: «Sapevamo che era dura, nulla di intentato»

«La vicenda di Latterie è un compendio friulano dei mali dell'Italia - commenta il segretario generale della Cisl di Udine, Roberto Muradore -. Racconta di una politica assente per anni, e di rappresentanze datoriali e professionali che si fanno la guerra tra loro. È stato un emblema della litigiosità di chi pensa ai "rappresentanti", che hanno guardato solo a se stessi, e non ai "rappresentati", cioè ai lavoratori, all'impresa e agli allevatori, che non sono contati per niente in questa pessima partita. Latterie Friulane ha "finalmente" deciso e, visto che nel nostro Paese non è stata ancora abrogata la proprietà privata, si lavori, adesso, a partire da questa, dalla proprietà privata, per il bene comune. Granarolo incontri i sindacati ufficialmente, io non ho mai avuto il piacere di conoscere i vertici». La friulanità, per Muradore, «si difende con i fatti, non con le chiacchiere, e un piano industriale non è una chiacchiera».

«Abbiamo fatto il possibile, ma non ce l'abbiamo fatta - dice il presidente del Consorzio agrario Fvg, Dario Ermacora -; sapevamo che sarebbe stata una partita durissima, non persa in partenza ma quasi. Ne erano consapevoli anche i soci. Ma non volevamo, comunque, lasciare nulla di intentato. Ci accorgeremo più avanti, tutti, del fatto che non riusciremo a controllare più nulla nel settore agroalimentare, che è di punta. Noi, in ogni caso, come Consorzio agrario Fvg, continueremo ad andare avanti con i nostri progetti di sviluppo, basati sul latte e su tutta un'altra serie di prodotti».