Messaggero Veneto

Lunedì 03 Marzo 2014

 

Latterie, lo sciopero prosegue a oltranza

Cgil e Uil non si fermano nonostante Granarolo minacci di sfilarsi.
La Cisl accusa: atto criminale. Stamane vertice in Regione.

Né la prospettiva di un dietrofront da parte di Granarolo, né quella della messa in liquidazione volontaria della cooperativa da parte dei soci, hanno indotto ieri i lavoratori di Latterie friulane a revocare la protesta decisa all’unanimità in assemblea ed esplosa nella notte tra sabato e domenica. In una quindicina si sono recati fuori dai cancelli dell’azienda poco dopo la mezzanotte per poi cedere il testimone del presidio ai colleghi arrivati alle prime luci dell’alba.

Le maestranze si sono organizzate in turni di sei ore che vedranno presenti sul piazzale antistante il sito produttivo una quarantina di persone, così da “dividere” fatica e freddo e dar ossigeno a una protesta che minaccia di proseguire ad oltranza. A meno che, dal tavolo convocato per questa mattina in Regione a Udine dal vice presidente e assessore regionale alle Risorse agricole, Sergio Bolzonello, non arrivi a sorpresa una svolta. Difficile, ma non impossibile.

Le posizioni si sono irrigidite nel corso delle ultime ore, dopo la proclamazione dello sciopero da parte di Flai Cgil e Uila Uil. Tanto che il direttore generale di Latterie friulane, Franco Odorico, ha ventilato la possibilità che Granarolo oggi si presenti sì al tavolo regionale, ma solo per congedarsi, e che i soci della cooperativa siano in breve chiamati a votare la messa in liquidazione. Con tutte le conseguenze del caso. Nell’ordine: nomina di un commissario, pagamento di tutti i creditori, quindi devoluzione del patrimonio rimanente (forte oggi di 26 milioni di euro, di cui circa la metà di riserve indivisibili) al fondo nazionale delle cooperative.

Liquidata la minaccia come «un modo sbagliato di portare avanti la trattativa», il segretario provinciale di Flai Cgil, Fabrizio Morocutti, ieri è tornato a spiegare le ragioni dello sciopero. «Che non è – ha esordito – contro Granarolo, ma contro l’apertura della cassa integrazione straordinaria per 104 persone (su 183 dipendenti) per cessazione di attività in diversi reparti dello stabilimento».

«Il nostro interlocutore resta a oggi Granarolo e al gruppo emiliano diciamo: siamo pronti a trattare, pronti a trovare un accordo, ma non partendo da questa cassa integrazione straordinaria», ha aggiunto Morocutti che è tornato a snocciolare i numeri contenuti nella richiesta di ammortizzatore. Numeri che non convincono né Cgil, né i lavoratori: «La cassa taglia i lavoratori diretti alla produzione e i novanta occupati promessi da Granarolo al termine dell’operazione non ci danno garanzie per il futuro. Ci ritroveremo infatti con due reparti in attività, caseificio e centrale del latte, mandati avanti da appena 30 diretti alla produzione “contro” 60 indiretti. Un organico così non sta in piedi».

L’invito che i lavoratori dal presidio hanno rivolto ieri a Latterie friulane e Granarolo è dunque quello di ritirare l’ammortizzatore sociale e confermare per un anno ancora il contratto di solidarietà che eviterebbe la cassa integrazione. «Vogliamo – ha concluso Morocutti – un progetto che non chiuda reparti, perché se oggi accettiamo di bloccare mozzarella, yoghurt e ricotta non è per cessarne la produzione, bensì per trasferirla in altri stabilimenti del gruppo e questo è inaccettabile».

Contraria allo sciopero è tornata a dirsi la Cisl per voce del suo segretario generale a Udine, Roberto Muradore. «Al tavolo in Regione ci saremo per rispetto delle istituzioni, quello che la categoria della Cgil ha dimostrato di non avere dando fiato alla protesta», bocciata dal cislino anche per i danni arrecati all’azienda. «Uno sciopero ad oltranza in un’azienda che lavora materia deperibile è criminale – ha detto – non riesco poi a comprendere come si possa proclamarlo alla luce della richiesta di tranquillità avanzata da Granarolo».

Che, infatti, vista la protesta, starebbe pensando a ritirare l’interesse per Latterie friulane. Prospettiva che ha spinto ieri il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia a confermare l’interesse per la cooperativa di Campoformido. «Se Granarolo facesse un passo indietro e Latterie rivedesse la sua posizione – si legge in una nota inviata dall’azienda di Basiliano - il Consorzio agrario è ancora disponibile ad aprire un confronto per creare in Friuli Venezia Giulia una filiera del latte».

Maura Delle Case

Roberto Muradore
archivio
Claudia Sacilotto
Claudia Sacilotto
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