La Vita Cattolica

Giovedì 13 Settembre 2012

 

La critica.

Lavoratori senza parola

Al convegno di venerdì 7 settembre a Torviscosa era presente anche il sindacato confederale, con Roberto Muradore, segretario della Cisl dell’Udinese, fra gli altri.

Un altro convegno inutile?

«La riunione è stata più che mai opportuna ma voglio far notare come, ancora una volta, abbiano potuto parlare i rappresentanti del mondo economico e non chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori».

È una polemica con chi ha organizzato l’incontro?

«No. È un’amara constatazione di come il lavoro non sia sufficientemente al centro dell’attenzione delle istituzioni e delle forze politiche. Da troppo tempo si tengono colpevolmente disgiunti i terreni dell’economia, della politica stessa, da quello del lavoro».

E ritornando al merito dell’incontro?

«Mi ha favorevolmente colpito la coerenza e l’unità delle richieste espresse dai partecipanti. Questo fa sperare che, al di là degli schieramenti politici e degli specifici interessi in gioco, si lavori insieme per il futuro del territorio e della comunità. In particolare Giovanni Da Pozzo ha giustamente rimarcato che il manifatturiero è e sarà fondamentale per il benessere del Friuli e della regione e che la Ziac è, da un punto di vista di vista geografico, logistico e infrastrutturale una opportunità che sarebbe colpevole non valorizzare per le sue enormi potenzialità».

Le risposte del ministro e dell’assessore regionale le sono parse soddisfacenti?

«Direi di sì. Mi pare che gli impegni presi dai rappresentanti dei governi nazionale e regionale si incamminino sulla strada della concretezza e della certezza di tempi veloci, così come richiesto da chi è intervenuto. Le richieste sono state, sostanzialmente, la riperimetrazione della zona inquinata, i dragaggi e il conseguente smaltimento dei fanghi, la costruzione del nuovo impianto cloro soda a Torviscosa. Poi si vedrà e valuteremo, come al solito, cammin facendo. Ricordo, infine, che all’Aussa Corno servono anche un nuovo collegamento viario tra la zona industriale e l’autostrada e anche una nuova linea ferroviaria che non passi più dentro l’abitato di S. Giorgio».

 
 

MENTRE PROSEGUE L’INCHIESTA GIUDIZIARIA SUI LUNGHI ANNI DI GESTIONE COMMISSARIALE, A MARANO E GRADO SI VOLTA PAGINA.
Arrivano le conferenze dei servizi.

Laguna, l'ora del rilancio

Il ministro dell’Ambiente Clini: «Alla Regione i pieni poteri sul sito inquinato».
In attesa del nuovo impianto cloro-soda prorogata sino a fine anno la cassa integrazione per 76 lavoratori della Caffaro di Torviscosa.

Arriva la proroga, sino a fine anno, per i 76 lavoratori della Caffaro in cassa integrazione e saranno convocate entro un mese due distinte conferenze dei servizi, rispettivamente da parte della Regione e del ministero dell’Ambiente, che permetteranno di riperimetrare il Sito inquinato di interesse nazionale (Sin) della Laguna di Grado e Marano, con la ragionevole possibilità di restringerlo alla sola area della Caffaro di Torviscosa e di definire e avviare un programma complessivo di dragaggi. È la conclusione del convegno svoltosi a Torviscosa alla presenza, fra gli altri, del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. Venerdì 7 settembre l’auditorium del Centro sociale di Torviscosa era davvero strapieno. Senz’altro grazie all’autorevole presenza del ministro, ma anche perché gli argomenti all’ordine del giorno sono oramai consapevolmente percepiti come centrali, vitali per le prospettive economiche e sociali della Bassa Friulana e dell’intera regione. D’altronde la questione del sito inquinato di interesse nazionale della zona di Marano e Grado è da troppi anni dibattuta e per nulla risolta, con un impiego vano di ingenti risorse sul quale sta indagando la magistratura udinese. Dopo questa importante riunione, sentito il ministro all’Ambiente e l’assessore regionale Riccardo Riccardi, pare che i problemi possano essere avviati a soluzione e in tempi brevi.

I nodi sul tappeto

Tre sono le questioni principali messe a fuoco da Regione e ministero: sito inquinato, dragaggi e Caffaro. Per quanto riguarda il primo punto, l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) entro un mese completerà le caratterizzazioni dell’area interessata, permettendo di formulare una proposta di riperimetrazione, premessa per restituire agli usi legittimi le aree restanti. La Regione sta parallelamente lavorando ad un programma complessivo per i dragaggi, suddiviso in due parti: le zone a limitato inquinamento, dove sarà quindi possibile procedere speditamente ai lavori di escavo riutilizzando i fanghi in Laguna; le zone a maggiore inquinamento, dove invece risulterà necessario smaltire i fanghi. Infine, sulla Caffaro si attende che il commissario nominato dal ministero dello Sviluppo economico completi a breve il piano per il recupero ambientale e industriale dell’area dell’azienda chimica di Torviscosa.

Riccardi: «Pieno appoggio»

L’assessore regionale Riccardo Riccardi ha fatto proprie queste richieste impegnando la Regione a riperimetrare il Sin tramite l’Arpa e a programmare i necessari dragaggi e a smaltire i fanghi in base alla tipologia degli stessi: se non inquinati serviranno a ripristinare le caratteristiche morfologiche della Laguna e se inquinati saranno portati in discarica. Riccardi ha anche impegnato la Friulia nella costruzione del nuovo impianto di cloro soda a Torviscosa.

Clini: «Alla Regione il sito inquinato»

«I tempi sono quelli che vedete, siamo nel corso dei lavori», ha detto il ministro ai giornalisti che gli chiedevano i tempi delle procedure per l’attesa bonifica. «Ci sono le rilevazioni fatte dall’Arpa che danno un quadro informativo che era quello atteso – ha proseguito Clini – per cui, progressivamente, dalla parte più a Est a quella più a Ovest la qualità dei sedimenti e delle acque migliora anche se ci sono delle zone sulle quali bisogna ancora intervenire». Il ministro ha spiegato di aver partecipato nei giorni precedenti a Roma ad una riunione con l’assessore Riccardi e altri membri della giunta del Friuli-Venezia Giulia: «Abbiamo chiarito qual è il contesto delle competenze per la gestione dell’area. Le stiamo riconducendo in capo alla Regione. Abbiamo già iniziato a ristabilire agli usi legittimi una parte del sito di interesse nazionale e questo continueremo a fare, progressivamente. Penso che ci stiamo avvicinando in maniera molto rapida ad una situazione nella quale l’area potrà essere restituita ad usi prevalentemente industriali», ha infine rassicurato il ministro Clini, affermando di guardare «con una certa tranquillità all’evoluzione della gestione del sito».

Cassa integrazione prorogata

Intanto è stato firmato lunedì 10 settembre a Roma l’accordo per la cassa integrazione straordinaria in deroga per una settantina di lavoratori della Caffaro Chimica di Torviscosa, messa in liquidazione dal gruppo Snia nel 2009. Sottoscritto dalle segreterie nazionali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, con l’amministrazione straordinaria dell’azienda e il ministero del Lavoro, l’accordo prevede la Cigs dal 15 settembre al 31 dicembre 2012. «Un accordo importante – ha commentato Augusto Salvador della Femca Cisl di Udine – perché evita che questi lavoratori siano licenziati. Ora l’obiettivo dei sindacati e della Regione dovrà essere quello di dar loro un sostegno affinché possano rientrare nel polo chimico una volta che sarà stato rilanciato». Le attese di sindacati e maestranze si rivolgono ora al costruendo nuovo impianto cloro-soda nell’area 7 – quello vecchio fu chiuso nel 2009 dai Carabinieri del Noe per inquinamento – «il cui atto finale prima della realizzazione – ha ricordato Salvador – è stato annunciato in arrivo entro la fine del mese, con l’impegno di Friulia, del Gruppo Bertolini Spa e di Spin-Bracco spa». Il sindacato ha poi annunciato un’assemblea dei lavoratori cassintegrati il 12 settembre a Torviscosa «in cui verranno illustrati contenuti dell’accordo di Cigs in deroga – ha concluso Salvador – e le modalità per fruire della formazione obbligatoria presso le agenzie del territorio». L’impegno del sindacato punta a ottenere un altro periodo di cassa in deroga all’inizio del 2013.

 
 

Il dibattito a Torviscosa

Non c'è futuro se Porto Nogaro non si libera dai fanghi

Molto intenso il dibattito al convegno di Torviscosa. Diamo conto degli interventi più significativi.

Snia, «sconsiderata gestione»

Il sindaco di Torviscosa, Roberto Fasan, ha stigmatizzato la «sconsiderata» gestione Snia della Caffaro in quanto nulla ha fatto, in passato, sul versante delle bonifiche e su quello del nuovo impianto di cloro soda, assolutamente necessario per il mantenimento e il rilancio del polo chimico. Pietro Del Frate, sindaco di S. Giorgio di Nogaro, ha ricordato come oggi, pur con una potenzialità di 3 milioni tonnellate, i traffici portuali di Porto Nogaro sono di sole 1,3 milioni di tonnellate. Ha indicato nel pieno utilizzo del porto la concreta possibilità sia di un minore inquinamento e intasamento stradale della zona che di un significativo abbassamento dei costi di trasporto.

Allarme a Marano e nella zona industriale Aussa Corno

Il sindaco di Marano Lagunare, Mario Cepile, ha auspicato una diversa ed efficace gestione della Laguna per scongiurare un ulteriore ed esiziale aggravamento delle già sofferenti attività della pesca (400 pescatori e 300 imbarcazioni), della nautica da diporto (7 mila posti barca) e del turismo.

Tullio Bratta, presidente del Consorzio della zona industriale dell’Aussa Corno (Ziac) ha evidenziato come nella zona insistano ben 85 aziende con 2.500 dipendenti diretti e questo nonostante le grandi difficoltà e un calo degli investimenti. Bratta ha detto dell’urgenza di interventi legislativi e procedure chiare e veloci in materia di perimetrazione del sito inquinato, di dragaggi e di smaltimento fanghi per evitare il rischio di delocalizzazione delle aziende già esistenti e per favorire l’arrivo di nuove imprese. La stessa sopravvivenza del Consorzio della Ziac, secondo il presidente, è oggi a rischio.

Porto Nogaro decisivo per lo sviluppo dell'industria friulana

Il presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo ha sottolineato il posizionamento eccellente dell’Aussa Corno in termini infrastrutturali e logistici ricordando, però, come senza la possibilità di un effettivo utilizzo del porto la zona sia destinata a un inevitabile declino industriale e come ciò non sia accettabile in quanto il manifatturiero è e resterà fondamentale nell’economia del Friuli-V.G. Da Pozzo, inoltre, si è dichiarato disponibile a intervenire in un eventuale processo di ricapitalizzazione del Consorzio della Ziac. Adriano Luci, presidente di Confindustria, ha giudicato le attuali perimetrazioni della zona inquinata del tutto irrealistiche in quanto basate su dati «presunti» e ha rammentato come le imprese siano state costrette a onerosi interventi di caratterizzazione e a operare in un sistema di perenne incertezza.