Messaggero Veneto

Lunedì 25 Marzo 2013

 

LE SPA REGIONALI

Costose e sconosciute. Il fenomeno tutto Fvg delle Partecipate.

Siamo al primo posto in Italia per patrimonio impegnato.
Ma le aziende private non sfruttano la collaborazione.

di Fulvio Mattioni

Il riordino, la trasparenza e il controllo della società partecipate dalla Regione Fvg sono necessari per tagliare gli sprechi indiretti della politica e fornire servizi migliori a imprese e cittadini. Quindi costituiscono criterio dirimente nella scelta del nuovo governo regionale. L’Unione europea e lo Stato italiano, peraltro, sono impegnati da anni nel tentativo di regolamentare l’attività delle società partecipate. Perché? Per la loro proliferazione esponenziale e per la carenza di trasparenza divenute evidenti quando per il governo nazionale è diventato urgente il monitoraggio della spesa pubblica e priorità assoluta il suo contenimento sancito dall’assunzione in Costituzione del pareggio di bilancio.

È urgente, dunque, accendere i riflettori sulle società partecipate dalla Regione Fvg sia per le ricadute sul bilancio e sulle politiche di sviluppo regionali sia perché da noi il fenomeno è più importante rispetto alle altre 19 regioni italiane. Benché la Regione Fvg si trovi al 12° posto della classifica regionale dei ricavi delle sue partecipate (con il 2,9% del totale) e al 6° per numero di lavoratori utilizzati (5,1%), é al primo posto per la quantità di patrimonio netto impegnato (ben 809,2 milioni pari al 20,9% del totale delle 20 regioni).

Possiamo dire di conoscere opportunamente le società direttamente e indirettamente partecipate dalla Regione Fvg, la missione loro affidata e i risultati conseguiti? Possiamo affermare che le due motivazioni sottostanti l’affido di compiti e missioni siano state raggiunte? Vale a dire l’aspettativa di una maggiore snellezza ed efficienza rispetto all’approccio burocratico, ovvero di minori costi e di servizi migliori?

In un precedente articolo ho dato alcuni elementi per valutare la performance delle singole partecipate indirette, ovvero del gruppo Friulia. In questo vorrei fare un passo a ritroso per evidenziare perché è importante la loro conoscenza. Eccezion fatta per Autovie Venete, che risulta conosciuta a oltre il 90% delle persone intervistate in un suo recente sondaggio, altre ricerche dicono che il 31,2% delle imprese non conosce Friulia (e un altro 40,9% la ritiene inutile, dopo quasi 50 anni dalla nascita) e che il 43% di imprese non conosce Finest (e un altro 44,1% la ritiene inutile, dopo 20 anni di vita). Per le rimanenti il grado di conoscenza è prossimo allo zero. Doveroso, quindi, cercare di conoscerle e di capirne qualcosa benché sia un compito arduo per l’affinità elettiva di queste società con il fiore del deserto che, per vivere, preferisce l’ombra.

Soltanto due società del gruppo, infatti, hanno messo i bilanci sul proprio sito mentre nessuna produce report periodici sull’attività svolta. Curioso, quindi, che il presidente Renzo Tondo – pur in assenza di un monitoraggio e di valutazioni sui loro risultati, azioni sollecitate dalla Corte dei Conti del Fvg – esprima giudizi molto positivi sulla loro operatività.

Un barlume viene da uno studio della Ust Cisl di Udine dal titolo «Le partecipate della Regione Fvg» che ne analizza missione e performance negli ultimi 5 anni. Perché? Perché interessata, come tutti, a capire come sono utilizzati i soldi pubblici ma, soprattutto, perché sospinta dall’inquietudine riferita ai livelli occupazionali del gruppo Friulia, calati del 16%. Preoccupata per il calo di operatività nelle erogazioni (partecipazioni e finanziamenti alle imprese) più che dimezzatesi (35,2 milioni) nel bilancio 2011/2012 rispetto al triennio che va dal 2007 al 2009, preoccupata dal forte calo delle società utenti (sono 84 nel 2011, erano 131 nel 2005 quelle di Friulia spa, calano da 206 a 182 quelle del gruppo Friulia nell’ultimo bilancio) e dalla consistenza delle rettifiche di valore delle attività finanziarie, pari a 60,1 milioni in 5 anni. Vieppiù preoccupata dalla perdita di 9,1 milioni del bilancio consolidato 2010/2011 e di 3,4 milioni in quello 2011/2012. Rattrista che alcune sigle sindacali del pubblico impiego condividano la preferenza del fiore del deserto proiettandola addirittura sulle partecipate dirette della Regione Fvg alle quali non ho ancora fatto cenno. Ma che saranno il nostro prossimo tema.

 

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Fulvio Mattioni
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