Messaggero Veneto

Giovedì 18 Aprile 2013

 

Le spa regionali costano 264 milioni

Studio dell’economista Mattioni: le Partecipate sono care, prive di strategia e non portano alcun beneficio al territorio

Troppo costose, prive di una strategia a lungo termine, poco trasparenti e incapaci di portare benefici concreti sul territorio. Il quadro sulle società partecipate dalla Regione Fvg, emerso dall’analisi dell’economista Fulvio Mattioni, è lontano dall’essere confortante. Dieci quelle prese in considerazione: le cinque in house (Agemont, Ares, Fvg Strade, Insiel, Ferrovie Udine-Cividale) e le cinque a partecipazione diretta (Aeroporto Fvg, Finanziaria Mc, Polo tecnologico di Pn, Promotur e Sincrotrone di Trieste), che complessivamente richiedono un esborso regionale di 264 milioni di euro l’anno, a fronte di entrate pari a 694 mila euro.

Nelle società in house l’80% delle spese sostenute è finalizzato all’acquisto di beni e servizi, il 15,7% per contributi. Nelle altre cinque società invece, la tendenza si inverte, con il 74,5% delle spese che va per i contributi. Numeri che, a detta di Mattioni, andrebbero calibrati meglio, trattandosi di risorse pubbliche: «È indispensabile – afferma – riformulare l’intervento sulle partecipate indirette, ovvero sul gruppo Friulia e su Mediocredito Fvg, oltre a riordinare e riformare l’intero pacchetto delle società direttamente partecipate, nonostante la legislazione della materia sia piuttosto annosa».

Altro punto che sta particolarmente a cuore di Mattioni, è riuscire a rendere trasparenti sia le partecipate dirette che quelle indirette: «Le partecipate non hanno né presentato i bilanci 2012 – aggiunge l’economista – né comunicato i principali indicatori di bilancio (tranne una). C’è la sensazione che si aspetti perché qualcuno di questi resoconti potrebbe risultare molto imbarazzante. La legislazione regionale in materia è carente, in quanto manca l’obbligo di rendere disponibile il bilancio e la relazione degli amministratori, ovvero quegli elementi di base per conoscere e valutare le diverse società».

Mattioni, a sostegno delle proprie tesi, porta l’esempio della gestione di tre partecipate: Insiel, Aeroporto Fvg e Fvg Strade. «Nel primo caso manca una strategia aziendale e prospettive di lungo periodo per i 720 lavoratori, per l’aeroporto bisognerebbe abbandonare la logica del fare da soli in favore di un parternariato forte con lo scalo di Venezia, per Fvg Strade andrebbe imitato il modello di gestore unico adottato da Veneto Strade, in grado di realizzare maggiori risparmi e di garantire una maggiore sicurezza».

A finire sotto l’occhio critico di Mattioni sono state anche Agemont e Promotur: «Agemont è stata lasciata da sola, a interrogarsi su quale sia la sua nuova missione aziendale – attacca l’economista – mentre la trasformazione di Promotur in Agenzia regionale, non ha arrestato il crollo delle presenza turistiche montane e non ha portato a un miglioramento dei suoi risultati economici. In questo settore devono essere coinvolti direttamente gli operatori privati».

L’analisi di Mattioni è stata presentata ieri nella sede della Cisl Udine, su invito del segretario generale Roberto Muradore. «Siamo l’unica realtà sindacale che promuove iniziative di questo genere. Noi non lo facciamo in modo partigiano, aggravando o edulcorando la realtà, ma raccontando come stanno le cose partendo dal dato di fatto, dai numeri. La situazione è drammatica – precisa Muradore – e, in quanto tale, impone delle scelte, visto che le risorse a disposizione sono sempre di meno. Ma è inutile tagliare in maniera indiscriminata: serve un rigore intelligente e propositivo, l’unico in grado di creare sviluppo. I tagli – chiosa il segretario della Cisl – rischiano di sgonfiare le partecipate, senza adeguarle ai tempi e senza far meglio con meno risorse. Si deve ragionare in termini imprenditoriali, altrimenti a pagare lo scotto saranno solamente i 3.200 lavoratori delle partecipate regionali».

Alessandro Cesare

 
 

Giovedì 18 Aprile 2013

 

RAPPORTO CISL

«Società partecipate da ripensare. Friulia si svincoli dalla terza corsia»

«A nessuno piace un'autonomia inefficiente, poco sobria e con il burka». È il commento della Cisl Udine e dell'economista Fulvio Mattioni dopo l'analisi presentata ieri su bilanci e mission delle «Partecipate dirette della Regione Fvg», per le quali, tutte nessuna esclusa, il sindacato sollecita «una rivisitazione completa con riorientamento delle mission», come ha affermato il segretario Roberto Muradore.

«Bisogna fare meglio con meno risorse», ha proseguito, puntando soprattutto su Mediocredito e Friulia, la uale «non può essere mortalmente abbracciata alla terza corsia dell'A4, ma braccio operativo dell'assessorato alle Attività produttive».

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