Messaggero Veneto

Mercoledì 14 Ottobre 2015

 

Legge Fornero, l'ira dei pensionati

Più di duecento persone hanno manifestato ieri davanti alla Prefettura
Iniziativa per fare pressing sul governo Renzi e arrivare allo sblocco del turnover fra le cause principali degli alti livelli di disoccupazione

Sbloccare l’“effetto tappo” che non consente ai lavoratori anziani di andare in pensione e ai giovani di avere un’occupazione.

Cgil, Cisl e Uil sono scese in piazza ieri mattina per chiedere la modifica della legge Fornero. Più di duecento persone hanno manifestato sotto il Palazzo della Prefettura. Una protesta che sarà replicata anche nella altre province del Friuli Venezia Giulia e che si sta tenendo in questi giorni in tutta Italia, in concomitanza con la presentazione del disegno di legge di stabilità 2016. Un modo, insomma, per fare pressing sul governo Renzi affinché «si arrivi a un sostanziale sblocco del turnover – hanno spiegato le tre sigle sindacali – che è anche la causa principale dei livelli altissimi di disoccupazione giovanile».

«La nostra pazienza ha un limite: se i risultati non arriveranno, siamo pronti nuovamente a mobilitarci – queste le parole del segretario regionale dello Spi-Cgil, Ezio Medeot –. Abbiamo un governo che continua a far cassa sui pensionati, dall’esclusione dal bonus di 80 euro fino alla mancata rivalutazione delle pensioni, rispetto quale resta ferma la nostra rivendicazione di un incremento degli assegni. Ad uscirne danneggiati, in questo momento, non sono soltanto i pensionati, ma tutto il mondo del lavoro dipendente, stanco di pagare il prezzo più alto alla crisi».

«Abbiamo a che fare – ha spiegato Villiam Pezzetta, segretario provinciale della Cgil – con la legge sul lavoro più pesante d’Europa. Ci sono persone che hanno più di quarant’anni di contribuzione e non ce la fanno più a sostenere gli attuali carichi di lavoro. Per questi la pensione sta diventando una sorta di miraggio». Da qui la richiesta, nel corso di un incontro con il prefetto, Vittorio Zappalorto, durato circa un’ora, di una maggiore flessibilità in uscita. «Va inoltre affrontato il problema degli esodati, una vergogna tutta all’italiana. A questa gente va restituita una dignità tolta dai recenti cambi di norme che li hanno costretti a vivere senza un lavoro e senza una pensione».

In Friuli Venezia Giulia, secondo i dati Inps elaborati dalla Cgil risalenti a fine 2014, ci sono 367.221 pensionati, di cui poco meno della metà – per la precisione 161.612 – abitano in Provincia di Udine. Il 58% vive sotto la soglia dei 1.500 euro lordi. Quasi 15 mila non arriva nemmeno a 500 euro.

«Ci troviamo in un sistema troppo rigido – commenta il segretario provinciale della Cisl, Roberto Muradore – in cui si lavora ancora a 67 anni. A queste persone va data la possibilità, anche con il sacrificio di una penalizzazione, di andare in pensione tre o quattro anni prima. Lo diciamo anche per il bene dei nostri giovani che non trovando occupazione preferiscono scappare all’estero».

Dal 2004 ad oggi, in poco più di 10 anni, il mercato del lavoro degli Under 34 è calato di 63 mila unità in regione passando dai 169 mila occupati ai 106 mila attuali. Viceversa quello degli Over 45 è aumentato dai 169 mila del 2004 ai 234 mila del 2014. Insomma se prima il dato pareggiava, ora la forbice si è allargata. La popolazione che lavora invecchia, tarda ad andare in pensione e non lascia spazio ai trentenni e ai ventenni. «Tutti gli indicatori – specifica Muradore – dicono che, anche se ci sarà ripresa, non ci sarà occupazione aggiuntiva, ma sostitutiva. Quindi è quanto mai urgente un ricambio generazionale».

«L’occupazione giovanile è diminuita – questo è il pensiero di Ferdinando Cerchia, segretario provinciale della Uil – mentre la legge Fornero è servita a fare cassa. Questa è l’Italia dei privilegi e dei condoni, in cui le fatiche e difficoltà vengono scaricate sulle fasce più deboli. E intanto si riempiono le fila di esodati in Italia e di laureati che se ne vanno all’estero».

Davide Vicedomini

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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