Messaggero Veneto

Mercoledì 29 Agosto 2012

 

Lettere e bollette recapitate in ritardo. Raffica di proteste

Molti cittadini hanno segnalato il disservizio all’Adiconsum Cisl:
i postini sono pochi e dopo l’estate si rischiano altri tagli

Piovono le proteste contro i ritardi nella consegna della posta in città. Negli ultimi tempi a molti udinesi è capitato di ricevere bollette dell’energia o del gas prossimi alla scadenza o in qualche caso già fuori tempo massimo. E pure il giorno tanto atteso per il recapito del consueto settimanale è slittato. Ma le lamentele non si sono fatte attendere e proprio in questi giorni il telefono dell’Adiconsum è diventato bollente.

«I cittadini sottolineano i ripetuti ritardi nella consegna della posta ordinaria – afferma Dino Pontisso, responsabile udinese dell’associazione a tutela dei consumatori –, una situazione che si protrae da luglio, ma che in questi ultimo giorni di agosto sta raggiungendo il culmine. Penso per esempio alle bollette dell’Enel recapitate in ritardo e più in generale al rallentamento della trasmissione di tutta la corrispondenza ordinaria».

L’attuale assetto organizzativo vede impegnati 431 portalettere (di cui 28 assunti a tempo parziale) sull’intera provincia di Udine, per un totale di 387 zone di recapito. Allargando il raggio d’azione, i postini che servono il territorio regionale salgono a quota 935 (di cui 69 part time) e le aree di competenza a 841. «Scorrendo questi numeri – spiega Domenico La Rocca, segretario regionale del sindacato Slp Cisl – è importante tenere conto che è incluso tutto il personale in maternità, malattia, infortunio e pure quanti sono stati giudicati temporaneamente inidonei e per i quali l’azienda dovrà trovare una nuova sistemazione».

I numeri rappresentano una situazione che vive di un equilibrio precario durante l’intero arco dell’anno, ma quando un’elevata quota di personale si assenta, il meccanismo pare bloccarsi. «Quest’anno, per sopperire alle ferie continua La Rocca -, le Poste hanno assunto con contratti a tempo determinato 49 persone in Friuli Venezia Giulia, di cui 24 per la provincia di Udine e appena 3 per la città. Inevitabile quindi che proprio a Udine, dove si contano 90 zone di recapito, si sia concentrata tutta una serie di problemi. Premesse di questo tipo portano allo sbando sia i lavoratori sia il servizio».

Ecco perché la posta ordinaria tarda ad arrivare. «Dalle lamentele che riceviamo – osserva ancora La Rocca – è evidente che il criterio che guida i portalettere è l’urgenza». Il timore del sindacato, però, è che l’attuale assetto estivo altro non sia che lo specchio di quanto accadrà in autunno. «I responsabili del recapito stanno prendendo tempo – sostiene La Rocca –, perché allo studio c’è una riorganizzazione del settore che potrebbe tagliare le zone di recapito, aumentando quindi le aree di competenza di ciascun portalettere. Non è possibile proseguire su questa strada: l’azienda ha già aumentato l’orario giornaliero, tagliando le consegne del sabato. Una decisione spiegata come un modo per razionalizzare il servizio. In realtà, però, il risparmio non è ancora stato certificato».

Intanto, dal prossimo 14 settembre a livello nazionale scatterà lo sciopero dello straordinario. «La coperta è corta – conclude La Rocca – e servono scelte coraggiose, perché agendo in questo modo l’azienda sta affossando l’intera organizzazione».

Michela Zanutto