Messaggero Veneto

Sabato 15 Marzo 2014

 

Ma Bolzonello ora prova la mediazione in extremis

L’assessore regionale ai soci di Campoformido: serve una pausa di riflessione
Morocutti: Confindustria ci ha chiesto di rinviare la firma sul mancato accordo

«Il mio auspicio è che i soci decidano di prendersi un’ulteriore pausa di riflessione in modo da dare la possibilità ai lavoratori di ridiscutere la vicenda». L’invito viene nientedimeno che dal vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello, che alla luce del disimpegno dalla fusione con Latterie annunciato ieri da Granarolo e del voto ormai imminente da parte dei soci della cooperativa per la messa in liquidazione, ieri si è rivolto proprio a questi ultimi. Invitandoli, di fatto, a rinviare la decisione che se presa, questa mattina, potrebbe compromettere definitivamente la situazione dello storico stabilimento lattiero-caseario e il futuro dei suoi operai.

Bolzonello non ha nascosto una certa amarezza quando parla dell’intesa sulla Cigs, figlia di lunghe ore di trattative e limature realizzate proprio in Regione: «Era stato raggiunto un buon accordo tra le sigle sindacali e l’azienda, probabilmente l’unico possibile per far continuare l’attività dello stabilimento di Campoformido, ma la maggioranza dei lavoratori non ha voluto accettarlo». «Anche in termini di esuberi – ha aggiunto l’assessore – erano stati fatti sensibili passi avanti e la disponibilità di Granarolo a migliorare ancora il proprio piano industriale, tenendo aperta la linea yogurt apriva interessanti ulteriori prospettive». Al momento azzerate, visto il ritiro di Granarolo dall’operazione di fusione in seguito alla decisione presa dall’assemblea dei lavoratori. La richiesta rivolta dall’assessore ai soci affinché oggi prendano tempo rispetto allo scioglimento della società si lega alla prospettiva di una nuova assemblea dei lavoratori, che pare i sindacati siano pronti a convocare nelle prossime ore e alla quale «assicuriamo fin d’ora la nostra presenza, se richiesta – ha garantito Bolzonello -. La Regione continuerà a fare il possibile perché non sia disperso un patrimonio di competenze e professionalità».

Pur avendo dato mandato alle parti sociali – con 93 voti su 128 - di andare a Roma e non sottoscrivere l’accordo, ieri al Ministero la “pratica” è invece stata rinviata ulteriormente proprio alla luce di possibili sviluppi, figli della prossima riunione assembleare. Da chi sia stato chiesto il rinvio non è però chiaro. Il Dg di Latterie, Franco Odorico, indica la Cgil, quest’ultima invece smentisce, per bocca del segretario di Flai, Fabrizio Morocutti: «Siamo andati a Roma, unici tra le sigle sindacali, solo per firmare il mancato accordo come da indicazione dei lavoratori e là ci è stato chiesto da Confindustria di rinviare». Al di là della paternità, il nuovo tavolo ministeriale è stato fissato per il 25. Tra 11 giorni. Tempo che potrebbe servire a cambiare le carte in tavola.

Da qui la richiesta di Bolzonello, fatta propria dal leader della Cisl di Udine, Roberto Muradore: «So bene che in questi anni gli allevatori ci hanno rimesso chi decine, chi centinaia di migliaia di euro, ma spero che accolgano l’invito del vicepresidente, che abbiano ancora un attimo di pazienza».

Maura Delle Case

 
 

Sabato 15 Marzo 2014

 

IL RAPPRESENTANTE DELLA CISL

Muradore: «Il voto per alzata di mano va considerato non valido»

«Mi dispiaccio molto per il "no" di Granarolo, sperando che, in qualche modo, si possa recuperare. Con questa decisione, la spa emiliana dimostra di non essere masochista come la Cgil e come una parte dei lavoratori di Latterie da cui, bisogna dirlo, il segretario di categoria di quell'organizzazione sindacale, Fabrizio Morocutti, è riuscito a cavare il peggio, dal buono che hanno».

Senza peli sulla lingua il leader della Cisl Udinese, Roberto Muradore: «Dove sono finite la responsabilità e l'affidabilità? Le maestranze, in un clima di totale incertezza, hanno insultato e fischiato le organizzazioni sindacali, scortate nel giorno dell'assemblea dal personale della Digos. La Cgil ci ha restituito 6 bandiere. E le altre? Dove sono?».

Poi entra nel merito del voto: «In una condizione del genere va considerato non valido perché fatto per alzata di mano e non con scrutinio segreto. Insomma, non siamo più nell'epoca fascista. Come si fa, poi, a votare liberamente in un clima di fatto intimidatorio?».

Paola Treppo