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Messaggero Veneto

Giovedì 01 Agosto 2013

 

«Mangiarotti, se ci tiene la proprietà ora s’impegni di più»

La Fim Cisl replica con Drescig a quanto dichiarato dai responsabili della Spa: il sindacato non è un ostacolo

Non si fa attendere la risposta del segretario generale Fim Cisl, Sergio Drescig, a quanto dichiarato ieri al nostro giornale dalla proprietà della Mangiarotti Spa. I lavoratori, oltre 400 gli “attori” principali della delicata situazione in cui si trova l’azienda di Sedegliano, hanno tutto il diritto di essere informati in modo chiaro e costante su tutto ciò che accade intorno a loro; infatti - afferma il segretario generale Fim Cisl - «la evocata “centralità della persona” pretende, innanzitutto, che la persona stessa lavori in una realtà solida e con prospettive. La proprietà si preoccupi di cose serie e non di un sindacato che aiuta, e non impedisce i piani industriali, e si ricordi che la stessa Regione ha già ampiamente dimostrato di interessarsi al destino dell’impresa con massicci interventi di Friulia e di Mediocredito».

Drescig ribadisce quello che in pratica aveva detto all’assemblea dei lavoratori: «Se la proprietà è davvero interessata alla continuità produttiva, allo sviluppo dell’azienda e alla promozione del lavoro si impegni maggiormente con risorse proprie». Esprime poi preoccupazione per quanto affermato dalla proprietà riguardo al fatto che i progetti finanziari vanno avanti «fatto salvo che le banche accettino il piano finanziario. Questa improvvida, ma purtroppo veritiera dichiarazione, sta proprio a significare che al momento mancano i quattrini e che i desideri della proprietà rischiano di restare sogni, a meno che la proprietà stessa non si impegni in solido».

Alla Mangiarotti il sindacato dei metalmeccanici non è un ostacolo, ma - sottolinea Drescig - ha ben chiara la responsabilità di dover “guidare” al meglio le situazioni produttive e lavorative e, infatti, nei decenni ha accompagnato lo sviluppo, le crisi e i riavvii di questa importante impresa, con soddisfazione dei lavoratori e della proprietà. Non è quindi «un ostacolo, bensì un facilitatore poiché ha nel suo corredo genetico la cultura del “problem solving”. Per non pagare penali e per non perdere mercato, nelle ultime settimane si lavora in straordinario, pur in questa situazione di incertezza. Tutto questo, ovviamente, grazie ad accordi sindacali», precisa con forza Drescig.

Maristella Cescutti

Sergio Drescig
Sergio Drescig
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