La Vita Cattolica

Giovedì 15 Gennaio 2015

 

IL NUOVO LABORATORIO DI UNIVERSITÀ DI UDINE, TRIESTE E SISSA NASCERÀ LONTANO DAL CUORE DELL'INDUSTRIA MANIFATTURIERA CHE DOVRÀ SERVIRE E CHE STA IN FRIULI.

Meccatronica? A Trieste.

Il laboratorio si farà alla Sissa, che finora non ha mai avuto alcun rapporto con le aziende friulane.
Muradore: «Così nasce il sospetto che si voglia privilegiare Trieste»

E' risaputo – anche a detta degli industriali friulani - che la ricerca di base che si fa alla Sissa di Trieste, pure di altissimo livello, non ha mai avuto ricadute sul tessuto industriale della regione. Eppure sapete dove sarà realizzato il nuovo laboratorio di Meccatronica, strumento assai importante proprio per lo sviluppo della ricerca applicata all'industria e frutto dell'intesa tra le Università di Udine e Trieste e della Sissa? Proprio alla Sissa.

L'annuncio dell'accordo per la realizzazione di questo laboratorio è stato dato in occasione di un incontro tra i rettori dei tre atenei (Maurizio Fermeglia, Università di Trieste, Alberto Felice De Toni, Udine, Guido Martinelli, Sissa) e il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, tenutosi il 9 gennaio a Gorizia. AI centro del dibattito l'intesa tra i tre atenei per lo sviluppo di progetti condivisi, tra i quali, appunto, la realizzazione di un nuovo laboratorio di meccatronica alla Sissa, con il coinvolgimento di due dipartimenti degli Atenei triestino e udinese. Da parte sua il ministro Giannini ha garantito un'attenzione particolare a questi progetti, anche alla luce del nuovo Piano nazionale della Ricerca, che sarà strumento strategico e conterrà l'integrazione dei piani di finanziamento nazionali con le politiche di programmazione europee e regionali.

La meccatronica è la branca dell'ingegneria dell'automazione che studia il modo di far interagire tre discipline: la meccanica, l'elettronica e l'informatica, al fine di automatizzare i sistemi di produzione semplificando il lavoro umano. E' un settore in grande sviluppo, in cui l'Italia ha punte di eccellenza, e che è al cuore dell'attuale successo industriale della Germania. Una disciplina che richiede una grande contiguità tra il mondo della ricerca di base e gli utilizzatori industriali. I quali, nel caso della nostra regione, si trovano per lo più in Friuli (basti pensare alla Danieli), molto meno a Trieste.

Per cui viene da chiedersi come mai la sede scelta per questo importante progetto sia finita a Trieste e non in Friuli, vero cuore industriale della regione, tanto più che la ricerca a Trieste ha già beneficiato, con la finanziaria regionale, di uno stanziamento pluriennale di 22,5 milioni di euro al Sincrotrone di Padriciano.

E oltre a questo, la collocazione alla Sissa stride con la tradizione che quest'importante centro di ricerca ha nel campo del rapporto con le imprese. Quante sono le aziende friulane che hanno contratti con la Sissa? «Non mi risulta che ce ne siano» deve ammettere il presidente di Confindustria Udine, Matteo Tonon. Da parte sua, però, Tonon valuta ugualmente positivamente l'avvio di questa iniziativa, al di là del luogo in cui si realizzerà. «Di per sé il laboratorio è un fatto positivo e il problema della territorialità non mi preoccupa. La Sissa è un'eccellenza riconosciuta nella ricerca di base e il movimento di ricercatori, professionalità internazionali, momenti di di battito e dialogo che un centro così crea è fondamentale. Certo, se lei mi chiede un esempio di tre imprese che hanno collaborazione con la Sissa, mi è difficile dirglielo. Questo laboratorio di meccatronica, però, ci sembra che vada proprio nella direzione di un servizio alle imprese. Se così accadrà, sarà un fatto positivo».

Resta il fatto, tuttavia, che più logico sarebbe stato fare l'investimento su un luogo che di ricerca applicata già ne fa, che proprio a questo scopo è nato e che ha la sua sede nel cuore produttivo della regione: il Parco scientifico “Luigi Danieli” della Ziu di Udine. Nel quale, tra l'altro, già opera il Laboratorio di Metallurgia.

Ad evidenziarlo è il segretario della Cisl Udinese e Bassa Friulana, Roberto Muradore: “Ogni cosa che abbia attinenza al manifatturiero, a rigor di logica, andrebbe collocata laddove il manifatturiero c'è. Certo, è vero che adesso le distanze geografiche non contano più come una volta, tuttavia visto che abbiamo un Parco scientifico che si trova proprio nel cuore del sistema manifatturiero, una collocazione in esso poteva avere senso. L'Università di Udine, così come il Parco scientifico, è nata per volontà della comunità friulana, per essere utile al territorio, vocazione per la verità non sempre esercitata. A maggior ragione quindi avrebbe avuto senso fare un laboratorio simile al Parco scientifico. Invece scelte come questa, se non motivate, alimentano il sospetto che si vogliano privilegiare certe aree a dispetto di altre”

Stefano Damiani

Roberto Muradore
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