La Vita Cattolica

Mercoledì 14 Settembre 2016

 

«Mi candido? Faccio la Spes»

Alle Scuola di politica ed etica della diocesi tanti giovani amministratori.
L’assessore: «Per la responsabilità che mi sono assunto sento il bisogno di una formazione specifica»

Cosa ci fanno insieme un assessore, un giovane neolaureato, il responsabile di un’associazione di volontariato, un impiegato di banca e una sindacalista? Cosa porta a sedersi fianco a fianco, sugli stessi banchi, un renziano e un leghista? E tante persone impegnate nella società a ritagliarsi dell’altro tempo prezioso per dialogare, formarsi, confrontarsi, ascoltare e lavorare insieme, oltre qualsiasi convinzione e appartenenza politica?

È il «miracolo» della Spes, la Scuola di politica ed etica sociale promossa con crescente successo dall’Arcidiocesi di Udine e che prenderà avvio venerdì 14 ottobre. Ad inaugurare il nuovo anno, al Centro culturale Paolino d’Aquileia a Udine (ore 18), un dibattito su cattolici e Paese nel quale si confronteranno Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della Sera, e Marco Olivetti, docente dell’Università Lumsa di Roma e uno dei 35 saggi per le riforme nominati da Napolitano nel 2013. A seguire, fino a maggio 2017 una serie di appuntamenti e incontri, lezioni frontali, laboratori, spazi di spiritualità e tavole rotonde articolati in un ricco programma, a cadenza mensile, con relatori di altissimo profilo, protagonisti del dibattito nazionale e voci significative del territorio (il programma completo e il modulo d’iscrizione sono scaricabili dal sito: www.diocesiudine.it.

Quale obiettivo si pone la Spes alla vigilia del suo terzo anno di attività? Il direttore, Luca Grion, spiega che la scuola è pensata come luogo formativo nel quale promuovere una cultura dell’impegno civile. Destinatari sono soprattutto giovani adulti che vogliono mettersi a servizio delle loro comunità ma anche amministratori locali e persone a diverso titolo impegnate a livello socio politico.

Come Renata Della Ricca, 53 anni, residente a Udine, iscritta alla Spes fin dal suo primo anno. Sindacalista della Cisl di Udine, si occupa di Politiche sociali e Pubblica amministrazione. «La Spes propone un percorso molto valido – ha commentato Della Ricca, intervistata da Radio Spazio –, che offre l’opportunità di partecipare ad un’alta formazione a tutti coloro che sono interessati ad approfondire la loro preparazione e a mettersi in discussione». E chi, soprattutto tra quanti scelgono di spendersi al servizio della società, non dovrebbe essere motivato in questo senso? «L’ente locale oggi si deve avvicinare ai cittadini, in modo particolare in questo periodo di crisi – osserva la sindacalista –. Sono sempre di più le famiglie in difficoltà e sempre meno le risorse. È indispensabile mettersi a tavolino e avviare un dialogo costruttivo per aiutare nel concreto». E Spes è anche questo: fucina di concretezza e di cultura dell’impegno, confronto proficuo su buone prassi da poter replicare fin da subito. In politica, nel proprio Comune o associazione, in comunità. «È un corso all’insegna dell’imparzialità», cosa assai rara al giorno d’oggi. «Non c’è schieramento, ma solo la volontà comune di costruire politiche sociali capaci di dare risposte ai cittadini». Una scuola di vera competenza, virtù sempre più spesso trascurata.

Non da tutti, però. È il caso di Mattia Mestroni, 28 anni, assessore al Bilancio nel comune di Mereto di Tomba che, proprio per la scelta di essersi preso in carico una responsabilità amministrativa, poco dopo l’elezione, nel 2014, si è iscritto alla Spes. «Sentivo il bisogno di una formazione specifica – ha raccontato a Radio Spazio –, di cercare dei riferimenti che andassero oltre l’operatività, che mi guidassero nei rapporti con l’amministrazione ma soprattutto con i cittadini». Un’esperienza «arricchente e anche pratica – la definisce Mestroni – che porta a ragionare a livello più alto della singola tassa o voce di bilancio, a guardare al cittadino in tutte le sue dimensioni, cercando di osservare i bisogni della gente anche oltre la loro capacità di esprimerli». Una scuola di formazione che «guarda alla dottrina sociale della Chiesa per tradurla nell’operatività» e che dà la carica alla motivazione: «Ti ricorda che ti stai impegnando per una cosa bella, a prescindere dal quadro fosco che della politica si dipinge oggi. E, soprattutto, ti apre ad una visione di futuro che può e deve essere diverso dal presente».

Per iscriversi alla Spes c’è tempo fino al 30 settembre. È necessario inviare un’email all’indirizzo spes@diocesiudine.it La quota di iscrizione è di 400 euro, comprensiva di pasti e del materiale didattico.

Valentina Zanella

Renata Della Ricca
Renata Della Ricca
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